Art
di Simone Stefanini 27 Giugno 2017

The GIFER, il festival italiano interamente dedicato alle gif animate

Torna per la seconda edizione The Gifer, il festival delle gif che si svolge a Torino. Abbiamo intervistato la direttrice Annalisa Russo

© Sabato Visconti wearethegifers - © Sabato Visconti

 

Torna the GIFER, il festival dedicato al fenomeno internazionale della gif art, alla cui prima edizione hanno partecipato 102 artisti da oltre 30 Paesi del mondo: dall’America alla Francia, dal Cile all’Inghilterra, dalla Spagna all’Australia fino ad Hong Kong.

Si terrà dal 2 al 5 novembre 2017 a Torino, alla Galleria Sabauda e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, oltre al Museo Nazionale del Cinema, dove verranno proiettate le opere vincitrici e premiati i vincitori. Il tema di quest’anno è pastfuture, un mix di passato e futuro.

Se volete partecipare, potrete inviare i vostri lavori fino al 30 agosto 2017 a sul sito thegifer.org

Abbiamo fatto qualche domanda ad Annalisa Russo, ideatrice e direttrice del Festival.

 

© Andrey Smirny wearethegifers - © Andrey Smirny

 

In principio erano le immagini, poi i video e oggi le gif, la nuova comunicazione in loop eterno. Quando secondo te hanno avuto talmente tanto peso da potergli dedicare un festival e perché?
L’uso delle gif come strumento di comunicazione è un fenomeno relativamente recente, per quanto il formato in sé esista da 30 anni (cade proprio quest’anno l’anniversario).
Le gif hanno iniziato a diffondersi in maniera sempre più massiccia da quando i social, primo tra tutti Tumblr, hanno consentito l’utilizzo di questo formato per la pubblicazione di post: nel giro di pochi anni le gif sono diventate un vero e proprio linguaggio, anzi, il linguaggio predominante dei social. Ora i tempi sono maturi perché questa lingua venga approfondita e raccontata come una delle più rappresentative dell’espressione contemporanea.

 

Le gif nascono per essere guardate sullo schermo di un computer o di uno smartphone. Come riuscite a mostrarle al pubblico del festival?
Questo è uno degli aspetti più interessanti del progetto: essendo le gif immateriali, contenuti senza contenitori, la loro esposizione può avvenire tramite supporti diversi, come tablet, schermi e proiezioni. A seconda del contenuto trattato l’obiettivo è scegliere la “cornice” che possa meglio valorizzarlo: nella scorsa edizione una selezione di gif è stata proiettata su facciate di edifici, un’altra parte allestita su schermi in un percorso espositivo di tipo museale; un’altra ancora trasmessa sugli schermi della metropolitana. In questa nuova edizione, che si terrà dal 2 al 5 novembre a Torino, le gif saranno divise in due locations: la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che ospiterà una grande proiezione di gif sul muro esterno dell’edificio, e la Galleria Sabauda, dove i grandi capolavori del passato verranno messi in dialogo con le gif disseminate per le sale attraverso installazioni di monitor e proiezioni, creando un dialogo tra passato e presente. Infine, tutte le opere selezionate verranno proiettate al cinema Massimo, in un vero e proprio film che verrà sonorizzato dal vivo da Genau.

© Kotutohum wearethegifers - © Kotutohum

 

Quali sono i gif artist che reputi più promettenti al momento?
Sono tanti, e tutti con una riconoscibilità e una poetica ben precise, il che testimonia anche come stia maturando il linguaggio della gif art. Per citarne alcuni: Sabato Visconti (vincitore della prima edizione del festival), Bill Domonkos, Scorpion Dagger, Dmitry Rotkin, Andrea Gastaldi, Okkult Motion Pictures.

 

La gif è usata massivamente sui social come emoticon, per esprimere uno stato d’animo senza scrivere il testo. Pensi che siamo ancora molto lontani dal reputare globalmente la gif anche come mezzo artistico?
In effetti, tutti conosciamo e utilizziamo abitualmente le reaction gif o le emoticon in formato gif, ma forse non è così noto che c’è tutto un mondo di artisti che si esprime utilizzando questo mezzo, ovvero producendo opere in formato gif che si diffondono nel web. La gif art è di fatto una pratica ormai diffusa a livello globale: la scorsa edizione abbiamo ricevuto oltre 900 lavori da oltre 30 Paesi del mondo, indice questo di una vera e propria avanguardia artistica che si coagula attraverso il web e i social; un movimento che ha raggiunto dimensioni tali da poter iniziare a essere raccontato al grande pubblico, ed è proprio questo l’obiettivo che si pone theGIFER.

 

© Sebastian Rut wearethegifers - © Sebastian Rut

 

Com’è accolto il festival dal pubblico, che tipo di target attrae principalmente?
Il festival è stato accolto con grande curiosità e interesse, anche perché è il primo nel suo genere, tolti alcuni episodi a livello internazionale (tra cui il premio Motion Photography  Prize alla Saatchi Gallery nel 2012 e la mostra Stop and Go allo smART di Roma nel 2016). Il festival ha un pubblico molto trasversale, composto soprattutto da appassionati d’arte, tecnologia e nuove tendenze; giovani e adulti, accomunati dalla curiosità di vedere la “resa” delle gif fuori dal contesto naturale del web. La risposta del pubblico è stata molto positiva, anche grazie al forte contenuto emozionale delle gif e alla loro efficacia narrativa, capace di coinvolgere e stupire sia il pubblico specializzato sia quello generalista.

 

© Adam Van Winden wearethegifers - © Adam Van Winden

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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