Italia-Germania, le 5 sfide più epiche ed emozionanti di sempre

Agli Europei di calcio, si giocherà un’altra volta Italia e Germania: e sarà l’ennesimo capitolo di una sfida infinita

Calcio
di Marco Villa facebook 28 giugno 2016 13:13
Italia-Germania, le 5 sfide più epiche ed emozionanti di sempre

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Italia-Germania è come una canzone dei Beatles: tutti la conoscono, tutti ricordano a memoria alcuni passaggi, nessuno si stanca mai di vederla o ascoltarla. Un classico, che torna ogni tot anni senza mai il rischio di annoiare o di sembrare già vista. La prima sfida in un mondiale risale al 1962, l’ultima sfida in un europeo è prevista per sabato. In mezzo, tanti capitoli di una battaglia infinita. Abbiamo scelto i nostri cinque incontri preferiti.

 

Italia-Germania 4-3 (Mondiali 1970, semifinale)

L’hanno definita la partita del secolo e chiunque si sia mai occupato di sport ne ha parlato in qualche modo, esaltando la bellezza dei gesti, la sportività degli italiani che non pressavano Beckenbauer infortunato, la targa fuori dallo stadio e la telecronaca di Martellini. Tutto bello, tutto bellissimo, tutto nel mito. Ma tutto tragicamente lontano: in Italia-Germania del 1970 non c’è nulla del calcio che conosciamo oggi. I nostalgici diranno “per fortuna”, ma dalle immagini si capisce che è proprio un altro sport: i ritmi di gioco, la velocità dei giocatori, la loro fisicità. Vedere frammenti di Italia-Germania è come guardare immagini d’archivio della Seconda guerra mondiale: sai già cosa succede, l’hai studiato a memoria mille volte e quindi il tuo interesse si concentra su dettagli marginali, magari come l’aspetto fisico e il look dei calciatori. Una partita storica per chi l’ha vissuta, un reperto da videoteca per chi non c’era.

 

Italia-Germania 3-1 (Mondiali 1982, finale)

34 anni sono tanti, ma una Coppa del Mondo è una Coppa del Mondo. Come la sfida del ‘70, anche questa partita vive di immagini e suoni iconici, ma in questo caso la potenza è maggiore. L’urlo di Tardelli, Pertini che dice “non ci prendono più”, Martellini (di nuovo) che scandisce per tre volte quel “campioni del mondo”. La partita resta in equilibrio per quasi un’ora, con Cabrini che sbaglia pure un rigore, poi l’Italia la sblocca e i tedeschi crollano: tre reti in un quarto d’ora e gol della bandiera tedesco a dieci minuti dalla fine. Una partita che ai più giovani è stata tramandata per anni dai racconti di nonni e genitori, racconti ben più sentiti di quelli del 4-3 di 12 anni prima. Perché qui alla fine c’era una coppa ad aspettarci.

 

Italia-Germania 2-0 (Mondiali 2006, semifinale)

Ecco, veniamo a noi. Veniamo alla partita che, per chi ha tra i 30 e i 40 anni, È Italia-Germania. È la semifinale dei Mondiali del 2006, giochiamo contro i padroni di casa. Tra girone e primi turni eliminatori abbiamo affrontato squadre tutt’altro che irresistibili, mentre i tedeschi hanno già buttato fuori una candidata al titolo come l’Argentina. Arriviamo alla sfida da sfavoriti sulla carta, ma con la consapevolezza di essere la bestia nera della Germania, la squadra che loro non riescono mai a battere. E anche questa volta la storia sembra ripetersi: l’Italia gioca bene, meglio degli avversari, ma nei 90 minuti nessuno riesce a segnare. Ai supplementari succede l’imprevedibile: l’Italia inizia ad attaccare. Nonostante una tradizione difensivista e nonostante gli altri siano i grandi favoriti, sono gli Azzurri a spingere sull’acceleratore, preferendo giocarsi tutto nella mezz’ora supplementare, invece di vivacchiare sperando nei rigori. E la strategia paga: andiamo vicini al gol in più di un’occasione, colpiamo un palo con Gilardino e una traversa con Zambrotta. I tedeschi replicano colpo su colpo: spesso i supplementari sono una noia, con le squadre bloccate dalla paura di perdere, ma non è questo il caso.

 

A due minuti dal termine Andrea Pirlo ci prova da fuori, ma il portiere Jens Lehmann la butta in angolo: il corner lo batte Del Piero, la palla arriva ancora a Pirlo che finta il tiro e serve in area Fabio Grosso. E lì Grosso fa sembrare semplice un tiro di sinistro impossibile, che si infila vicino al secondo palla. Mentre corre impazzito come Tardelli nell’82, l’Italia esplode. Meno di un minuto dopo, Fabio Cannavaro conquista un pallone pazzesco in difesa, anticipa un centrocampista tedesco e lancia il contropiede italiano: l’assist di Gilardino per Del Piero è perfetto e il 2-0 chiude la partita. Su Sky, Caressa e Bergomi urlano un “andiamo a Berlino!” che entra nella storia. Manca ancora la finale con la Francia, che finirà con il rigore decisivo di Fabio Grosso, ma per molti la vera finale è questa e per un’intera generazione dire “Italia-Germania” significa riferirsi a questa e solo a questa partita.

 

Italia – Germania 2-1 (Europei 2012, semifinale)

Passano sei anni e Italia e Germania sono di nuovo una di fronte all’altra, di nuovo in semifinale. L’Italia è reduce da un pessimo mondiale, la Germania sta facendo le prove generali per diventare lo squadrone che avrebbe vinto la Coppa del Mondo due anni dopo. Sulla carta, come sempre, i favoriti sono loro. L’Italia però ha un’arma potentissima: il miglior Mario Balotelli di sempre, che a questi Europei vive il suo miglior momento di forma psico-fisica, riuscendo a concentrarsi sul gioco e a lasciare da parte i suoi ben noti limiti caratteriali. La partita è bella, giocata intensamente da entrambe le squadre e Gigi Buffon ha il suo bel lavoro da sbrigare. Noi però, come detto, abbiamo Mario Balotelli e per regolare questa Germania basta e avanza. Prima un colpo di testa su un cross perfetto di Antonio Cassano, poi un vero capolavoro: lancio millimetrico di Riccardo Montolivo, Balotelli corre in campo aperto, punta il portiere e lo inchioda con un tiro all’incrocio dei pali che lascia Neuer in ginocchio. Dopo il gol, Balotelli si pianta in mezzo al campo come una statua e si mette in posa, mostrando tutti i muscoli: una immagine che diventerà un meme nell’arco di pochi minuti e che resterà nella testa di tutti. Molto più della tristissima finale di pochi giorni dopo, in cui la Spagna ci prende a pallate e ci rimanda a casa.

 

Italia-Germania, 1990

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Non stiamo impazzendo, lo sappiamo che questa partita non è mai stata giocata, ma sappiamo anche sarebbe potuta essere splendida. La nostra Nazionale ai mondiali del 1990 era una bomba. Qualche nome a caso: Baresi, Bergomi, Maldini, Donandoni, Baggio, Vialli. E Schillaci, non dimentichiamolo. La storia è nota: eliminati in semifinale ai rigori, dopo che l’Argentina di Maradona ci ha raggiunti sull’1-1 per colpa di una uscita infelice di Walter Zenga. Così in finale andarono gli argentini, che vennero sconfitti 1-0 con un rigore (dubbio) trasformato da Andreas Brehme. La Germania Ovest vinse i mondiali e in un certo senso fu giusto così, nella prima estate dopo la caduta del Muro, i tedeschi meritavano di sentirsi “il popolo più felice mondo” e in questi casi lo sport sa essere più epico di qualsiasi cosa. Al netto di tutto questo, però, la sensazione è che anche la nostra Nazionale, nell’unico mondiale giocato finora in Italia, meritasse almeno di giocarsela fino in fondo. Nel 1990 Italia-Germania non si è giocata, ma sappiamo che sarebbe stata una partita fantastica.

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