The Wicker Man, il film cult che ha ispirato l’ultimo video dei Radiohead

Esoterismo e sacrifici umani sono al centro di questo film bello (ma quasi dimenticato) del 1973

Cinema
di Andrea Girolami facebook 4 maggio 2016 12:13
The Wicker Man, il film cult che ha ispirato l’ultimo video dei Radiohead

the wicker man  The Wicker Man

I Radiohead hanno pubblicato ieri il video di Burn The Witch, il loro primo clip da cinque anni a questa parte. L’uscita del singolo segue una originale strategia di promozione online durante la quale la band aveva cancellato tutti i contenuti postati in passato nei propri account nei social network: Facebook e Twitter.

Il clip è stato girato dal videomaker inglese Chris Hopewell che aveva già lavorato con la band in passato per il video di There There e che ha animato una storia utilizzando delle figure di plastilina. La storia raccontata nel video di Burn The Witch è quella di un burocrate che arriva in un villaggio di campagna che all’apparenza sembra idilliaco ma che progressivamente si dimostra avere degli aspetti inquietanti.

 

 

Proprio questa storia somiglia in maniera impressionante a quella del film cult inglese The Wicker Man. Nella pellicola del 1973 diretta da Robin Hardy. Un poliziotto in cerca di una ragazza scomparsa arriva nell’isola di Summerisle scoprendo che gli abitanti hanno abbracciato un misterioso culto pagano. Inizialmente sospettoso imparerà a conoscere le bizzarre usanze locali fino al crescendo e tragico finale. Una trama praticamente identica a quella della nuova clip dei Radiohead.

 

 

Pur se relativamente oscuro, The Wicker Man ha saputo ricavarsi un seguito di affezionati estimatori nel corso degli anni proprio per la bizzarra costruzione della trama, le atmosfere vagamente esoteriche della storia e soprattutto la componente musicale del film. Proprio le musiche scritte dal compositore Paul Giovanni sono state più volte citate, omaggiate e riprese da diversi musicisti nel corso degli anni. Di uno dei temi principali del film, Willow Song, è stata fatta una cover da parte della band trip-hop Sneaker Pimps, Gli Iron Maiden hanno intitolato una canzone proprio The Wicker Man nel loro disco Brave New World.

 

 

Tra i protagonisti del film c’è Christopher Lee, perfetto nel suo ruolo di enigmatico cattivo di cui non riusciamo a comprendere la reale natura fino al termine della storia. Ancora oggi l’attore indica The Wicker Man come il migliore dei suoi film e al tempo partecipò alle riprese accontentandosi di essere pagato con un ingaggio minimo. Lo stesso Lee parla anche di una versione inedita del film che sembra essersi perduta nel tempo con molte scene mai viste: “Credo che ci sia da qualche parte, dentro qualche scatola senza nome” dichiara Lee “Eppure nessuno lo ha più visto così non si è potuto farne un altro taglio, un altro edit che è ciò che volevamo fare. Sarebbe stato almeno 10 volte più bello“.

Il culto di The Wicker Man è stato recentemente portato alla vita con un bistrattatissimo remake diretto da Neil LaBute e con Nicolas Cage come protagonista. Come spesso accade cercando di ripetere la fortuna di un film oscuro ma apprezzato, i fan della prima versione del film sono stati spietati con l’interpretazione istrionica di Cage e in generale con la riuscita del film realizzando una serie di spietati video montaggi su YouTube. Ugualmente questa nuova versione del film ha una terribile valutazione di 15% su Rotten Tomatoes, una delle più basse mai viste.

 

 

Non è chiaro cosa i Radiohead abbiano voluto comunicare scegliendo di ripescare l’immaginario di questa pellicola per il loro ritorno sulle scene. La rivista musicale americana Pitchfork ha parlato di una critica politica nei confronti del candidato repubblicano alle elezioni americane Donald Trump (si erano già espressi sulla politica americana dopo l’elezione di George W. Bush intitolando un loro disco Hail To The Thief), più in generale il tema della stregoneria e dell’esoterismo era stato anticipato dall’invio di alcune cartoline con su scritto Burn The Witch ai propri fan negli scorsi giorni.

Sappiamo da tempo che la band di Thom Yorke si diverte a creare complessi puzzle per l’uscita di ogni loro nuovo album, oltre ogni possibile teoria di marketing speriamo solo che il nuovo album sia musicalmente esplosivo come molti episodi passati della loro carriera.

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