Il video più comico e più tragico dell’anno: il militante di CasaPound che picchia per sbaglio un suo simile
Ah ma non è Lercio. No, è tutta verità, il video è dell’Ansa, ed è mille volte più potente della fiction. A nessuno sceneggiatore che volesse fare il punto della situazione sul neofascismo in Italia verrebbe in mente di dipingere i militanti di CasaPound talmente accecati dalla furia da non riconoscere neanche un loro simile. Come sappiamo, anche gli animali riconoscono quelli del loro branco, ma evidentemente quello che passava e s’è preso mazzate a caso non odorava abbastanza di DVX.
Cosa mostra il video: la scena degli scontri del 13 settembre
È successo il 13 settembre, durante gli scontri tra antifascisti ed esponenti di CasaPound. La telecamera inquadra questi ultimi, schierati in tenuta da guerriglia e in postazione perfetta manco fosse la Compagnia dell’Anello, attendere qualche antifa per mazziarlo con il garbo di cui sono alfieri, quand’ecco un loro camerata, che fa l’errore d’indossare una maglietta bianca anziché nera.
Il capobranco lo fa passare ma dalle retrovie spunta il genio che, notato l’invasore, lo riempie di manganellate in testa, ferendolo, come si vede nella parte finale del video. Capobranco e invasore lo additano come impulsivo e gli vorrebbero rendere pan per focaccia (abbiamo edulcorato i toni di proposito), poi il video finisce e ci lascia con la suspense di chi vorrebbe sapere com’è andata a finire: se c’è stato poi un terzo tempo con tutti feriti a bere insieme, o se si sono scannati tra loro, perdendo di vista l’antifascismo.
Perché questo video è insieme comico e tragico
Sta di fatto che il militante di CasaPound che picchia per sbaglio un suo simile è già diventato il video più comico e più tragico dell’anno: un cortocircuito grottesco che nessuna satira avrebbe saputo costruire meglio. La scena è soffocante nella sua assurdità — un gruppo sordo alla realtà, nervoso fino all’autolesionismo, incapace di distinguere l’amico dal nemico. Questo video potrebbe essere la cartina tornasole dei movimenti di estrema destra in Italia, talmente ciechi e squadristi da picchiare a caso, senza neanche sapere chi sia il bersaglio.
Il fatto che là fuori ce ne siano molti così è la notizia più comica e insieme più tragica che ci sia capitata tra le mani. Non perché faccia ridere in senso leggero, ma perché rivela qualcosa di strutturalmente inquietante: quando l’ideologia si riduce a riflesso pavloviano, il primo a farne le spese è chi indossa la maglietta sbagliata.
Il contesto: l’estrema destra italiana e la cultura dello scontro fisico
Episodi come questo non nascono nel vuoto. La cultura dello scontro fisico coltivata da certi ambienti dell’estrema destra italiana — con le sue gerarchie informali, i codici visivi (il colore della maglietta, appunto) e la retorica della violenza purificatrice — produce esattamente questo tipo di cortocircuito. Quando l’identità di gruppo si costruisce sull’aggressività verso l’altro, basta un dettaglio fuori posto per scatenare la risposta automatica. Il risultato, in questo caso, è un pugno in faccia a un camerata. Comico, sì. Ma anche tremendamente rivelatore.
A futura memoria, vi regaliamo la gif del pacato dibattito.
http://www.giphy.com/gifs/3ohhwvGzlaFyOrb4fS
FAQ
Cosa mostra esattamente il video del militante di CasaPound che picchia per sbaglio un suo simile?
Il video, girato dall’Ansa il 13 settembre durante scontri tra antifascisti e militanti di CasaPound, mostra un esponente del movimento colpire ripetutamente con un manganello un altro militante, scambiato per un avversario a causa della maglietta bianca che indossava anziché quella nera tipica del gruppo.
Perché il video è considerato il più comico e tragico dell’anno?
Perché sintetizza in pochi secondi la contraddizione di fondo di certi movimenti di estrema destra: una retorica identitaria fortissima che si sfalda nel momento in cui non si riesce a riconoscere un proprio compagno. L’effetto è grottesco, ma la sostanza — gruppi organizzati per la violenza di piazza — è tutt’altro che rassicurante.
Il video è autentico o è una parodia?
È autentico al cento per cento: le immagini sono dell’agenzia Ansa e non hanno subito alcuna manipolazione. Nessuna satira, nessun Lercio: solo realtà, più surreale di qualsiasi fiction.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






