A Roma la “truffa dello specchietto” stavolta si è fermata sul nascere. Un 38enne romano è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo aver tentato di farsi consegnare soldi da un’anziana automobilista, tirando in ballo un presunto danno a uno scooter. Il copione, però, era il solito: contestazione improvvisa, pressione sulla vittima e richiesta di pagare subito, lì per lì, per chiudere la faccenda senza assicurazione e senza altri controlli.
Finto urto con lo scooter, poi la richiesta: prima 50 euro, poi 20
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato Vescovio, l’uomo avrebbe affiancato la donna mentre era alla guida della sua utilitaria, sostenendo che durante una manovra avesse strisciato il suo scooter. Lei, almeno all’inizio, ha negato tutto: non ricordava alcun contatto e non pensava di aver urtato nulla. Subito dopo, però, sarebbero comparsi dei segni sul mezzo, mostrati come prova del presunto incidente, e la donna avrebbe iniziato ad avere dei dubbi. Da lì la richiesta di denaro: 50 euro per sistemare tutto sul posto. Poi, come spesso accade in questi casi, la cifra sarebbe scesa a 20 euro in contanti, una somma abbastanza bassa da sembrare quasi plausibile e spingere la vittima a pagare pur di togliersi da una situazione sgradevole.
Il blitz degli agenti in borghese e l’oggetto usato per creare il danno
A far saltare il piano è stata una pattuglia in borghese della Polizia, che stava seguendo la scena. Gli agenti hanno visto l’anziana tornare alla macchina e poi scendere con una banconota da 20 euro in mano. A quel punto sono intervenuti, bloccando l’uomo prima che riuscisse a incassare il denaro. Quando ha capito di essere stato scoperto, il 38enne avrebbe provato a liberarsi di un piccolo oggetto nero, poi recuperato dai poliziotti. Si tratterebbe di una pietra resinosa e gommosa, ritenuta compatibile con un uso preciso: lasciare segni sulla carrozzeria e rendere credibile la messinscena. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di truffa. L’autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia. Resta, come previsto, la presunzione di innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.

