Per chi percorre ogni giorno la via Salaria, soprattutto all’altezza della Motorizzazione Civile, stavolta i disagi saranno tutt’altro che secondari: dalla notte del 29 giugno parte il cantiere sul cavalcavia di inversione di marcia danneggiato nel 2021 dal passaggio di un mezzo pesante. Per quasi tre settimane uno dei punti più delicati di questo asse cambierà volto, con chiusure totali, deviazioni e tempi di percorrenza destinati ad allungarsi.
Stop alla circolazione fino al 18 luglio: il piano delle chiusure e i percorsi sulle complanari
Il calendario diffuso da Roma Capitale indica la fase più pesante dei lavori tra le 23 di lunedì 29 giugno e il 18 luglio. In quei giorni la via Salaria, nel tratto interessato dal cantiere, sarà chiusa in entrambe le direzioni. Una scelta legata agli interventi più delicati, quelli che non permettono la convivenza con il traffico e richiedono spazio pieno e condizioni di sicurezza. Le auto, però, non verranno fermate: saranno deviate sulle rampe complanari laterali, già interessate nella seconda metà di giugno da lavori preparatori, con il rifacimento del manto stradale e la sistemazione della vegetazione per renderle adatte a reggere questa fase. Il punto, per chi vive o lavora nella zona, è tutto qui: il traffico non sparirà, si concentrerà. E sulla Salaria, soprattutto nelle ore di punta, basta poco per trasformare una deviazione in una coda fissa. Il Campidoglio fa sapere di aver condiviso il piano con la Polizia Locale, ma la prova vera arriverà nei primi giorni, quando si capirà se i percorsi alternativi basteranno davvero o se si aprirà un nuovo fronte di congestione verso il quadrante nord.
Demolizione, nuove travi e barriere di sicurezza: come sarà ricostruito il cavalcavia
L’intervento vale circa 700 mila euro e non si limita a una riparazione di facciata. Il programma illustrato in Commissione Lavori Pubblici prevede la demolizione della trave residua danneggiata, la posa di nuove travi prefabbricate, la ricostruzione della soletta in cemento armato e poi una serie di opere meno visibili ma decisive per la tenuta della struttura: dall’impermeabilizzazione dell’impalcato ai giunti di dilatazione, fino alle nuove barriere di sicurezza e alla sistemazione delle rampe di accesso. In sostanza, il cavalcavia è rimasto per anni in una specie di terra di mezzo: né davvero recuperato né completamente sostituito. Ed è anche per questo che il cantiere parte solo adesso, dopo tempi lunghi legati pure alla produzione delle travi. L’assessora Ornella Segnalini parla di ritorno alla piena funzionalità, mentre il presidente della commissione Antonio Stampete insiste sul confronto con i cittadini. Parole attese, perché chi passa di lì da anni conosce bene la distanza tra un annuncio e una riapertura vera. Al momento, la certezza è che il Comune ha finalmente messo nero su bianco un cronoprogramma dei lavori. Resta da vedere se le scadenze saranno rispettate senza slittamenti, evenienza che in cantieri di questo tipo non è mai da escludere.

