Domenica Roma si prende l’ultima vetrina del Giro d’Italia: una tappa che mescola passerella, scorci da cartolina e una giornata complicata per chi deve spostarsi tra mare, Eur e Centro. Il nodo, per ora, è tutto qui: il percorso della corsa è noto nelle sue linee principali, mentre il piano mobilità definitivo non è stato ancora diffuso in ogni dettaglio. Ed è proprio questo, per i cittadini, il punto che conta di più.
Dall’Eur al Circo Massimo, passando per Ostia: la passerella finale e gli otto giri nel Centro
La partenza dovrebbe essere all’Eur. Da lì il gruppo andrà verso il litorale di Ostia per la prima parte della tappa, quella più morbida e meno tirata, prima del rientro nel cuore della città. Il finale, come ormai accade a Roma, sarà al Circo Massimo, con gli otto giri del circuito nel Centro che trasformano la corsa in un lungo passaggio nei punti più delicati della capitale. È il tratto che interessa di più residenti, negozianti e automobilisti, perché concentra chiusure e deviazioni proprio nelle zone dove il traffico, anche senza il Giro, resta sempre un problema. Il percorso preciso, strada per strada, è atteso soprattutto per capire orari di chiusura, varchi controllati e finestre utili per attraversare i quartieri tagliati in due dal passaggio della corsa.
Viabilità e trasporti, si aspetta il piano definitivo: cosa può cambiare per bus, auto e spostamenti
Finché non arriverà il quadro completo, lo scenario più probabile resta quello già visto nelle precedenti edizioni romane: divieti di sosta anticipati, stop temporanei o più lunghi al traffico privato lungo il percorso e sulle strade che vi si collegano, deviazioni per molte linee bus e rallentamenti anche fuori dal circuito vero e proprio. Chi si muove tra Eur, Colombo, Ostiense, lungotevere e Centro storico deve mettere in conto una città a scacchi, con passaggi consentiti fino a un certo orario e poi, via via, sempre più difficili. Per chi lavora di domenica, per chi ha turni in ospedale, per chi deve raggiungere stazioni o il litorale, la differenza la faranno gli orari ufficiali. A Roma bastano pochi incroci chiusi nel momento sbagliato per allungare di molto i tempi. Il Giro d’Italia porta pubblico e visibilità, ma lascia aperta la stessa domanda di ogni anno: quanto la città riesca davvero a reggere un evento così grande senza scaricare tutto il peso su chi, semplicemente, deve andare da una parte all’altra.

