L’Italia si conferma ancora una volta epicentro culturale con un calendario di mostre d’arte che spazia dai grandi maestri storici fino ai protagonisti più innovativi del contemporaneo.
Nel corso del 2026, le principali città italiane offriranno esperienze artistiche di altissimo livello, valorizzando sia il patrimonio classico che le avanguardie moderne e contemporanee.
Le mostre imperdibili del 2026
Milano, dal 3 febbraio al 14 giugno, ospita a Palazzo Reale una straordinaria rassegna dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico che rivoluzionò la pittura italiana nell’Ottocento. L’esposizione raccoglie oltre 90 opere di figure chiave come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, organizzate in nove sezioni tematiche. Il percorso mette in luce la profonda connessione tra arte e impegno civile, ispirata alle idee di Giuseppe Mazzini e al Positivismo francese.
Sempre a Palazzo Reale, dal 7 febbraio al 27 settembre, la mostra “Kiefer. Le Alchimiste” – visitabile solo su prenotazione – presenta un ciclo di 38 teleri realizzati da Anselm Kiefer. L’artista tedesco rende omaggio alle donne alchimiste, figure storiche spesso dimenticate, con un’opera che intreccia simbolismo, mitologia e storia al femminile.
A Roma, dal 12 febbraio al 14 giugno, Palazzo Barberini accoglie la mostra “Bernini e i Barberini”, un approfondimento sull’intenso rapporto artistico e politico tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, divenuto papa Urbano VIII. Tra i capolavori esposti spiccano “Le Quattro Stagioni” della collezione Aldobrandini e il “San Sebastiano” proveniente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, testimonianze della maestria barocca e della commistione tra arte e potere.
A Venezia, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale, le Gallerie dell’Accademia ospitano dal 6 maggio al 19 ottobre Marina Abramović con la mostra “Transforming Energy”. La celebre artista serba, che compirà 80 anni a novembre, presenta le sue opere più iconiche come “Imponderabilia” (1977), “Rhythm 0” (1974) e “Light/Dark” (1977), offrendo un’immersione nelle dinamiche dell’arte performativa e nel rapporto tra corpo, energia e spettatore.
Firenze, capitale dell’arte rinascimentale, dedica il 2026 a due grandi protagonisti. Dal 14 marzo al 23 agosto Palazzo Strozzi ospita “Rothko a Firenze”, mostra curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna che ripercorre l’intera carriera del pittore statunitense Mark Rothko, dalle prime opere figurative fino alle celebri tele astratte degli anni Sessanta.

In autunno, le Gallerie degli Uffizi presentano “Magnifico 1492”, un’esposizione dedicata a Lorenzo de’ Medici, il celebre mecenate fiorentino. Con oltre 100 opere provenienti da prestigiose collezioni internazionali, la mostra offre uno sguardo approfondito sulla sua collezione d’arte e sul ruolo centrale che ebbe nel Rinascimento italiano.
A Perugia, dal 14 marzo al 14 giugno, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con la rassegna “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. L’esposizione racconta il sodalizio tra il santo e il pittore, che nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi rivoluzionò l’arte abbandonando la tradizione bizantina per dare vita a una nuova figurazione moderna.
Genova propone, dal 24 aprile al 13 settembre a Palazzo Ducale, la mostra “Mimmo Rotella. 1945-2005”, un’importante retrospettiva che celebra i 20 anni dalla scomparsa dell’artista. Con oltre 100 opere, la rassegna analizza l’evoluzione creativa di Rotella, dall’astrattismo del secondo dopoguerra fino alle sue celebri “Nuove Icone”.
A Brescia, dal 24 gennaio al 14 giugno, Palazzo Martinengo ospita la mostra “Liberty”, dedicata allo stile omonimo che caratterizzò l’inizio del Novecento. Tra quadri, sculture, ceramiche e affiches, l’esposizione illustra come il Liberty abbia influenzato profondamente l’arte e la cultura italiana, interpretando un clima di rinnovamento sociale e artistico.
Infine a Rovigo, dal 27 febbraio al 28 giugno, Palazzo Roverella presenta “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”. La mostra evidenzia il profondo legame artistico tra il pittore veneziano Federico Zandomeneghi e il maestro francese Edgar Degas, esplorando le influenze reciproche e il dialogo tra impressionismo italiano e francese.

