L’obiettivo dichiarato è accompagnare il restyling urbano della strada e dare nuova spinta a turismo, commercio e immagine del rione Ludovisi. L’idea, messa nero su bianco in una risoluzione presentata dal vicepresidente del Consiglio municipale Renato Sartini, punta a trasformare uno dei luoghi simbolo della Dolce Vita in un percorso permanente di memoria pubblica. E anche in un richiamo per chi passa da lì.
Il progetto del Municipio I: come prende forma la passeggiata delle stelle su via Veneto
La proposta, firmata da Renato Sartini, esponente della lista civica legata al sindaco Roberto Gualtieri, prevede l’installazione lungo i marciapiedi di via Veneto di segni commemorativi in basaltina, sul modello delle più note Walk of Fame internazionali, da Hollywood alle esperienze italiane di Cinecittà e del Foro Italico. Nella risoluzione si legge che la passeggiata sarà dedicata alle donne e agli uomini che hanno contribuito a diffondere nel mondo il prestigio, i valori, la creatività e l’identità di Roma. Non solo cinema, dunque. L’idea è più ampia e prova a disegnare una sorta di mappa affettiva della città.
A sostenere l’iniziativa, stando agli atti municipali, ci sono anche i presidenti delle commissioni Commercio, Turismo, Ambiente e Pari opportunità. Il progetto si inserisce in una linea più larga: usare la riqualificazione della strada per costruire una struttura culturale permanente, capace di rendere l’area più frequentata e più riconoscibile. Sartini lo ha detto senza giri di parole: via Veneto non è una strada qualunque. Nell’immaginario collettivo continua a richiamare il cinema, l’eleganza, i caffè all’aperto. Il punto, semmai, è capire se quell’immagine riesca ancora a riportare persone vere, ogni giorno.
Da Fellini a Monica Vitti, da Totti ai Måneskin: i nomi scelti per raccontare Roma
Il primo nome evocato è quello di Federico Fellini, quasi inevitabile per una strada che deve gran parte della sua fama internazionale proprio alla stagione della Dolce Vita e al tratto davanti al Café de Paris, diventato negli anni più una scena simbolica che un semplice indirizzo. Accanto a lui compaiono grandi nomi del cinema legati a Roma: Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Pier Paolo Pasolini. Una costellazione nota, certo, ma non chiusa nel passato.
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Nelle intenzioni del Municipio, la lista si allarga infatti ad altri mondi che hanno raccontato la città in modi diversi. Per la musica vengono citati Ennio Morricone, Nicola Piovani e i Måneskin; per lo sport ci sono Francesco Totti e Adriano Panatta; per la moda compaiono Valentino Garavani e Roberto Capucci; sul fronte della scienza i riferimenti sono Enrico Fermi, Giorgio Parisi e Fabiola Gianotti; per la letteratura, Alberto Moravia ed Elsa Morante. La scelta racconta un’idea precisa: una Roma che non vive solo di monumenti, ma continua a produrre simboli, linguaggi, volti riconoscibili. È facile immaginare che su qualche accostamento ci sarà discussione. Ma il senso del progetto sta proprio qui: mettere insieme epoche e pubblici diversi.
I 4,5 milioni per il restyling e la sfida del rilancio del rione Ludovisi
La Walk of Fame non arriva da sola. Fa parte del restyling di via Veneto, per il quale sono stati stanziati 4,5 milioni di euro. L’obiettivo è rimettere in sesto uno spazio urbano da tempo percepito come prestigioso ma affaticato, meno centrale nei flussi turistici e meno vivace sul piano commerciale rispetto ad altre zone del centro storico. Dentro il Municipio I il ragionamento è chiaro: la sola manutenzione non basta. Serve un motivo per tornare a passeggiare lì, fermarsi, spendere, guardare le vetrine.
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Sartini ha parlato di una leva culturale, turistica ed economica per il rione Ludovisi, segnando anche una differenza rispetto ad altre aree del centro. Qui, ha osservato, non ci sarebbe un problema di overtourism, ma semmai di “overoffice”: troppi uffici e un uso della zona più legato al giorno che alla vita urbana nel suo complesso. In altre parole, la sera e nei fine settimana la strada si svuota troppo in fretta. La passeggiata delle stelle, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe allora portare flussi pedonali, dare una mano alle attività e offrire un racconto riconoscibile anche a chi resta in città per poco tempo. Una sponda ai commercianti, in sostanza.
Brand globale o nostalgia: la partita su turismo, commercio e identità della strada
Il nodo, adesso, è tutto negli effetti concreti. Via Veneto resta un brand globale, come sostengono i promotori, ma da anni mostra una distanza evidente tra la sua fama e la vita quotidiana. La strada conserva hotel di fascia alta, indirizzi storici e una memoria fortissima. Eppure fatica a intercettare la vitalità di altre aree di Roma. La Walk of Fame prova a riempire questo vuoto puntando sulla forza del racconto pubblico: un’operazione d’identità, prima ancora che di arredo urbano.
Se funzionerà oppure no, oggi è presto per dirlo. Molto dipenderà da come verranno scelti i nomi, da come saranno realizzati i supporti, dalla manutenzione e dalla capacità di evitare un effetto cartolina. Se la passeggiata finirà per essere solo un omaggio alla nostalgia, il rischio è lasciare tutto com’era, con qualche foto in più sui social e poco altro. Se invece entrerà in una strategia coerente, con eventi, illuminazione, servizi e una presenza stabile di visitatori, allora potrà aiutare via Veneto a ritrovare un ruolo. Non quello degli anni Cinquanta, che non torna. Un altro. Più sobrio, ma reale.



