Brexit, le prime pagine clamorosamente sbagliate dei quotidiani italiani

Colpa dei tempi della stampa, ma anche il segno che le copie cartacee sono retaggi del secolo scorso

Economia
di Simone Stefanini facebook 24 giugno 2016 10:52
Brexit, le prime pagine clamorosamente sbagliate dei quotidiani italiani

La Gazzetta del Mezzogiorno  La Gazzetta del Mezzogiorno

 

Oggi, venerdì 24 giugno 2016, è un giorno che passerà alla storia. La notte del Brexit, il referendum che chiedeva agli abitanti del Regno Unito se volevano o meno rimanere in Europa ha dato un esito chiaro e preoccupante: dopo un testa a testa durato fino alle ore piccole, il Leave ha vinto col 52% dei voti e ora la Gran Bretagna si appresta a uscire dall’Europa. Un dato che ha portato alle dimissioni del premer David Cameron, alla caduta della sterlina a valori che non toccava da 30 anni e a un inevitabile processo imitativo dei partiti anti-europeisti degli altri paesi membri. Tipo Marine Le Pen o Matteo Salvini della Lega, che ha gioito e ha già chiesto lo stesso referendum per il nostro paese.

 

Eccoci. facebook - Eccoci.

 

Chi ha fatto le ore piccole con Mentana, sapeva già del sorprendente risultato, così come chi ha aperto Facebook appena sveglio. Chi invece si è svegliato poco fa ed è andato a fare colazione al bar, probabilmente ha letto il giornale ed è uscito un minimo perplesso e confuso.

Perché tutti stanno parlando dello UK fuori dall’Europa quando sulle prime pagine dei quotidiani c’è scritto esattamente il contrario? Siamo forse in una puntata di Black Mirror? Sfogliando questa galleria, sembra proprio di sì.

 

Il problema dei quotidiani, in questo caso sembra essere proprio la tempistica. I primi sondaggi infatti davano nettamente in vantaggio il fronte del Remain, e la scelta redazionale della maggior parte dei giornali nazionali è stata quella di fidarsi, scrivendo a chiare lettere in prima pagina di un esito totalmente diverso da quello reale e di andare in stampa.

In sostanza: buona parte dei quotidiani stampati questa mattina erano da buttare ancora prima dell’apertura delle edicole. Anzi, peggio: ancora freschi di stampa erano già la vergogna di direttori e redazioni. Non è colpa loro, ci mancherebbe, ma è proprio in queste situazioni che si coglie quanto le versioni cartacee dei giornali siano un retaggio del secolo scorso, ormai dotato di pochissimo senso.

Per dire, anche l’autorevolissimo Corriere della Sera, il quotidiano che online ha deciso di vendere i propri articoli e non offrirli gratuitamente, ha preso una cantonata di quelle epocali, pur rimanendo un po’ più sul vago.

 

Vatti a fidare dei sondaggi giornale.it - Vatti a fidare dei sondaggi

 

Il Fatto Quotidiano tenta mosse ancor più da equilibrista, parlando dell’ottimismo delle borse e non dei risultati delle urne.

 

Le Borse avranno pure votato Europa, i cittadini no giornale.it - Le Borse avranno pure votato Europa, i cittadini no

 

Anche la bibbia giornaliera degli economisti italiani, il Sole 24 Ore, si sbilancia con un titolone che a rileggerlo stamattina sembra una presa di giro.

 

La prossima volta facciamo votare i mercati giornale.it - La prossima volta facciamo votare i mercati

 

Il Gazzettino, quotidiano del Nord Est, fa il paio con la Gazzetta del Mezzogiorno, la cui prima pagina vedete all’inizio dell’articolo. Entrambi cantano l’inequivocabile vittoria per l’Europa.

Probabilmente, l’età media dei britannici che hanno votato per l’uscita dall’Europa, è la stessa di quelli che non si fidano di internet, preferendogli la carta stampata.

Bella mossa, guys.

 

Proprio così. giornale.it - Proprio così.

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