Baldo The Guardian Owls, una torta senza ciliegina

L’indie italiano di Naps Team purtroppo delude le aspettative nonostante alcuni spunti interessanti

 

Avete presente quando in pasticceria vedete una torta uguale a quella, deliziosa, che i vostri genitori avevano preparato per il vostro quinto compleanno? Ecco per me vedere i teaser di Baldo, l’indie italiano realizzato da Naps Team, è stato uguale. Baldo mi sembrava davvero quella “torta con la crema e il Pan di Spagna” che avrei “divorato” da videogiocatore appassionato: personaggi poetici e che strizzano l’occhio allo studio Ghibli, un vago ma anche concreto “sentor di Zelda” e un grande mondo da esplorare con svariate meccaniche, armi ed equipaggiamenti. E allora, al day-one, mi sono messo subito a provarlo sulla Play5 arrivando, però, ad una triste conclusione: a conti fatti, un gioco con dei dungeon molto interessanti e poco altro. Una Torta senza ciliegina.

Al netto degli svariati problemi che la community internazionale ha segnalato e che il team di sviluppo ha via via risolto con multiple patch (soprattutto, pare, per la versione Xbox) questo titolo multipiattaforma sin dalle primissime ore di gioco ha lasciato scoperto il fianco a più di una critica. Innanzi tutto, quella direzione artistica che pareva deliziosa dai trailer è apparsa un po’ meno ispirata ma, soprattutto, a livello di meccaniche, la mobility del personaggio e le disposizioni ambientale di trappole, enigmi e nemici hanno dimostrato molti difetti. I movimenti e gli imput dei comandi sono spesso imprecisi, questo porta a una esplorazione basata sul più trito dei “trial&error” con l’aggiunta di oggetti interagibili che il gioco non illustra e il gamer, andando a tentoni, deve provare ad attivare (come nel primo “livello” del galeone). Un vero peccato perché il colpo d’occhio, in questo livello iniziale, è davvero suggestivo con tante soluzioni di esplorazione interessanti e anche degli short-cut/scorciatoie molto acute. Proprio il colpo d’occhio iniziale sarà uno dei meriti più grandi di Baldo che, specie nei già citati dungeon, dà il suo meglio, sia a livello di level-design sia a livello di puzzle-ambientali.

Sì., siamo noi il prescelto ma ora dammi una spada Gufo!  Sì., siamo noi il prescelto ma ora dammi una spada Gufo!

Anche il fatto che la prima arma del gioco, la spada dei gufi, sia ottenibile solo dopo diverse ore dall’inizio riduce l’azione “bellica” a, letteralmente, fracassare vasi e anfore in testa a topi, scheletri e tentacoli di piovra. Certamente non una gran combat-system che si unisce a puzzle-ambientali o molto elementari o talmente arzigogolati e “disonesti” da sfibrare il giocatore: spesso capiterà di non vedere la cassa o l’oggetto da spostare perché occultato dall’ambiente. Se l’ispirazione rimanda agli sfondi pre-renderizzati di Final Fantasy VII e IX, diciamo che qui in Baldo siamo molto lontani da questi esempi. Anche per quanto concerne le boss-fight ho trovato molto da ridire: la sfida contro il grande polpo blu elettrico è molto imprecisa ma anche estremamente tediosa. Se le prime due fasi, infatti, sono ancora soddisfacenti e la terza a far cascare le braccia mentre i tentacoli del polipone aumentano sempre di più! Ed è qui che arriviamo al cuore del problema.

Baldo è, certamente, un titolo che migliora in modo netto e concreto andando avanti. Con una durata di circa 50 ore è quindi un videogioco che offre moltissimi spunti. Peccato che questo miglioramento inizi da basi, come avete avuto modo di osservare, davvero poco solide. Sono ben conscio che Naps Team sia formato da un esiguo manipolo di valorosi professionisti appassionati e che quindi non ci si poteva aspettare una produzione stellare, ma un conto sono i mezzi a disposizione e le risorse spendibili, un conto solo le idee e la loro realizzazione: nessuno ha obbligato il team a realizzare un gioco tanto ambizioso. Nel mondo dell’industria videoludica ci sono fulgidi esempi di squadre, anche più piccole, che hanno realizzato veri e propri capolavori con “du spicci” (come Hollow Knight, tanto per citarne uno o Undertale).

Oh, finalmente un po’ di musica  Oh, finalmente un po’ di musica

Realizzare un hud di gioco esteticamente più gradevole oppure costruire una mappa più funzionale non necessita di chissà quali investimenti. Tuttavia è encomiabile lo sforzo del team italiano che, nei giorni immediatamente successivi al rilascio, sta lavorando per correggere i bug e risolvere i problemi con continui aggiornamenti e patch cdando la possibilità ai videogiocatori di tutto il mondo di fruire di un’esperienza migliore. Ma ciò rimane sintomo di un titolo uscito al day-one come imperfetto.

Maledetti cavoli fragili  Maledetti cavoli fragili

Dal punto di vista musicale Baldo consta di ost davvero ben orchestrate e suggestive che si incastrano perfettamente con lo spirito di esplorazione di un mondo vastissimo donando a tutta il gioco una sensazione nel complesso gradevole. Insomma, un titolo imperfetto e arcaico -con meccaniche vecchie non tanto per il gusto di omaggiare il tempo che fu ma semplicemente obsolete- sorretto da una fortissima ambizione, purtroppo non comprovata dai fatti. Baldo, lo ribadisco, è comunque un gioco che migliora progredendo e per alcuni tratti -quando meccaniche vetuste o cronici bug  non interrompono la magia- esplorare questo mondo fatato è davvero stimolante.

Dai nonno fai strada…  Dai nonno fai strada…

Se avete voglia di tirarvi su le maniche, armarvi di tanta pazienza e essere pronti a scontrarvi con momenti di assoluto tedio allora avanti. Altrimenti “il mondo è vasto” e ci sono altri titoli molto più interessanti e giusti. Per tali motivi, pur apprezzando le note da old dungeon crawler, Baldo The Guardian Owls è, almeno per me, una torta senza ciliegina.

 

 

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