TV e Cinema
di Gabriele Vollaro 8 Settembre 2021

The Card Counter – Paul Schrader ha colpito ancora

A 76 anni suonati il maestro americano scrive e dirige un film che è un fiammifero spento sulla pelle. Le vie dell’espiazione sono più infinite di quelle del Signore

Usare il dolore, starci dentro senza sfuggivi per affrontare il senso di colpa e arrivare alla redenzione. Aspettandola, e illudendosi di poter fare qualosa per ottenerla. L’arte di Paul Schrader – maestro indiscusso del cinema mondiale – ha sempre parlato questo linguaggio, calvinista, intriso di cupezza e spigoli spesso difficili da digerire con quel gelo che brucia sulla pelle. Il primo film arrivato in Italia da Venezia78 è proprio The Card Counternuova fatica del regista e sceneggiatore americano.

Quando si sente descrivere un film con l’aggettivo “lento” viene voglia di insultare o dare una testata a colui che con una sola parola ha già detto troppo. E non perché la lentezza non possa essere una caratteristica di una pellicola, ma perché viene sempre etichettata come un qualcosa di negativo, senza una giustificazione, e va costantemente a braccetto con la locuzione “un po’”. “Bello il film, anche se un po’ lento”, perdo la brocca. E The Card Counter è quel tipo di opera che potrebbe suscitare questo tipo di commento, da chi, ingordo di eventi e di successioni di novità narrative esposte in modo didascalico, non ha la concentrazione – e non sono richieste nemmeno due ore – o il buon gusto di sedersi per pucciare le terga nei freschi inferi della coscienza di Schrader.

Oscar Isaacs è un uomo che gioca a poker tutto il giorno. Conta le carte per non pensare ai misfatti compiuti come carceriere presso la prigione irachena di Abu Grahib, dove i soldati statunitensi praticavano torture ai detenuti. William Tell – così si fa chiamare l’uomo, come l’eroe nazionale svizzero – ha scontato anni di galera per queste tremende violazioni dei diritti umani, e ora cerca un modo per liberarsi da quei pensieri che costantemente lo assillano. Gioca, vince, ma non troppo, per non farsi notare e non destare sospetti. A un comizio di John Gordo – suo superiore ai tempi delle torture – incontra Cirk, figlio di un suo ex collega morto suicida. Il ragazzo è pieno di debiti a causa del padre, per questo Tell decide di iscriversi a un torneo di poker, sotto la guida dell’impresaria La Linda: per garantire un futuro a Cirk, ma anche a se stesso.

Un frame del film tratto dall’autore  Un frame del film tratto dall’autore

Al tavolo da gioco non siedono semplice persone ma esseri che incarnano macro categorie della società americana, ancora una volta assoluta protagonista del cinema di Schrader. Società che prova sempre ad affogare in altro le sue storture voltando la testa dall’altra parte. Ma il senso di colpa del regista non lascia scampo. In First Reformed Ethan Hawke sentiva il coro giovanile della sua chiesa cantare “Are you washed by the blood of the lamb“, e il lavaggio nel sangue serviva a espiare i crimini contro l’ambiente deturpato. In The Card Counter l’espiazione non è nemmeno ricercata con azioni. In pieno spirito calvinista la si aspetta occupandosi di altro. Scrutando i propri avversari con le fiches in mano. I ragazzotti ossessionati dalla patria che urlano il coro “U-S-A! U-S-A!” sono una spina nel fianco per William Tell, sia per la loro abilità nel gioco, sia perché degli Stati Uniti d’America lui forse non ne vuole più sapere granché.

Lo stile del maestro Schrader, non unitario nelle atmosfere dei suoi film, ha assunto nel tempo sempre più distacco emotivo nei confronti dei personaggi rappresentati. Nella strada più o meno lunga che dagli albori della New Hollywood conduce al 2021 ne abbiamo assorbito l’austerità elegante (quell’elemento che farebbe dire ai nostri amici che i film sono lenti) e abbiamo imparato a digerirla, leggendo tra le righe di uno sceneggiatore secco e geniale, scrutando tra i carrelli di un regista che ha sempre creato corridoi con la macchina da presa. I percorsi nei suoi film sono dei tentativi verso l’avanti, che rischiano di trovare la strada sbarrata a fine percorso. Era successo nel 2017, dove il reverendo Toller era vittima nel finale di una scena assurda e quasi ridicola. Non succede oggi, dove viene ritrovata sobrietà nelle scene conclusive, dopo che il percorso di William Tell e Cirk si infiamma degradandosi.

The Card Counter è un fiammifero spento sulla pelle. Il gelo di cui sopra è trasmesso dal calore eccessivo della materia trattata, contesa tra due fulcri attorali. Da una parte gli occhi di Oscar Isaacs – ai suoi massimi storici – cercano di fare da lampioni, illuminando leggermente i dintorni; dall’altra le smorfie di Willem Dafoe – presente in tre scene di numero – danno fuoco al senno di Cirk. I corridoi stilistici si trovano ostacolati da grandangoli che sbalzano la nostra attenzione, che possono sembrare forzature all’interno della drammaturgia fotografica, ma he sono inevitabilmente coerenti con il modo di fare dell’ultimo Schrader, sempre chino su sé stesso, sempre all’inserimento di elementi personalissimi, con la consapevolezza che la produzione potrebbe agire in un ridimensionamento. Paul Schrader ha 76 anni, è aspro e rigoroso, ma vive per il cinema. Senza troppo discutere, nonostante una strana emarginazione subita da gran parte del mondo di cui fa parte – ma la gente giusta continua a girargli intorno, si veda Martin Scorsese, che gli deve la sua fortuna -, continua a produrre, “pisciando un po’ in testa” (passatemi il francesismo) a chi si riempie la bocca con le parole “vecchio” e “ingessato”, e che non si accorge che l’arte cinematografica passa soprattutto da chi sa scrivere e dirigere gli attori, da chi sa struggersi in questo modo per la sua arte.

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

17,00 €

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020”

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
7,00 €

T-SHIRT "MI AMI Festival 2020"

T-shirt ufficiale  “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids, sul retro lineup artisti. 100% cotone con illustrazione multicolor, disponibile nella variante colore bianca o viola. La t-shirt che avresti voluto indossare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
5,00 €

Borsa "La bellezza fa 40"

La borsa ufficiale della mostra "La bellezza fa 40" disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc. Bag bianca cotone con illustrazione nera.  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >