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di Mattia Nesto 4 Novembre 2019

Con Luigi’s Mansion 3 la paura non è mai stata tanto bella

Il terzo capitolo delle avventure del fratello di (Super) Mario è uno dei migliori giochi dell’anno

Quando ci siamo ritrovati, letteralmente, ad aspirare ogni tenda di ogni piano dell’ Hotel Miramostri in cerca di qualche moneta luccicante o di qualche foglio di banconota svolazzante in più, abbiamo finalmente capito tutto l’incanto di questo Luig’s Mansion 3, uno dei migliori giochi di quest’anno e uno dei titoli che ci hanno più divertito giocare. Ma forse ora è meglio spiegarvi il perché.

Luig’s Mansion è una serie di videogiochi con protagonista il fratello meno famoso di Super Mario, ovvero Luigi che, per un motivo come per un altro, nonostante non sia di certo “un cuor di leone” si ritrova sempre impelagato in storie di fantasmi, entità ectoplasmatiche e spiritelli in quantità. Se il primo capitolo della serie, uscito GameCube nel 2001, era stato accolto con i favori e del pubblico e della critica, Luigi’s Mansion 2 per Nintendo 3DS non aveva rispettato le aspettative. Ma con questo terzo capitolo è tornato in maniera grandiosa e ha trovato nella Nintendo Switch la console ideale su cui esprimermi. Basta vedere le deliziose animazioni di spavento e timore di Luigi.

La storia, semplice e lineare come da tradizione di casa Nintendo, vede Luigi che assieme a Mario, Peach e ai Toad viene invitato da una misteriosa proprietaria, ad un weekend “all inclusive” presso l’Hotel Miraramostri, una grandiosa struttura su più piani che domina una vallata in mezzo a dolci colli e nelle vicinanze di un bel laghetto. Quello che, almeno all’arrivo dell’allegra brigata, pareva un vero e proprio luogo d’incanto, nella notte, la notte di Halloween per altro, si trasforma in una trappola spaventosa. Infatti la proprietaria, in combutta con Re Boo, lo storico avversario di Luigi, ha invitato Mario e gli altri al fine di intrappolarli per sempre nell’hotel, tramite un orrido raggio che li imprigiona nei quadri che adornano la struttura. Tutti quanti vengono acchiappati tranne Luigi che, anche grazie al suo fidato cagnolino-fantasma Polteruccio (ma ci può essere un nome più azzeccato di questo?) riesce miracolosamente a salvarsi.

Ed è qui che il giocatore prende le redini dell’azione. Infatti il gioco si apre, dopo la già citata breve introduzione, nella stanza di Luigi che, dopo pochi attimi, riesce a recuperare la sua iconica “arma”, ovvero il Poltergust G-00, l’aspirapolvere che, in combo con lo Strobobulbo, un tipo particolare di flash effettuato con la torcia, sarà l’equipaggiamento ideale per neutralizzare i fantasmi che popolano l’hotel. Ben presto incontreremo poi una nostra vecchia conoscenza, ovvero il professor Strambic che grazia alle sue innumerevoli invenzioni, ci permetterà di rendere la nostra avventura meno ardua.

Il gameplay di Luigi’s Mansion 3, nonostante all’apparenza possa apparire immediato e piuttosto lineare, in realtà nasconde una grande profondità. Innanzi tutto gli sviluppatori si sono focalizzati a rendere gli ambienti, i corridoi e le stanze dell’Hotel Miramostri non solo bellissime da vedere dal punto di vista estetico, ma anche piene zeppe di segreti e di possibilità di interazione. Giusto per fare un esempio:  nelle battute iniziali vi ritroverete nella hall dell’hotel, di fianco ad una sorta di “albero di Natale per Halloween” pieno zeppo di zucche. Se voi sarete in grado di, dopo averle aspirate con il vostro armamentario, lanciarle in aria e centrare i drappi con i volti dei nostri amici, riceverete un bel premio sotto forma di monete sonanti. E del ritorno di Gooigi, ovvero il doppelgänger ectoplasmatico di Luigi ne vogliamo parlare? Quanto è bello vederlo su Switch in questo terzo capitolo? E quanto utile per poter scoprire nuovi passaggi nelle stanze in cui eravamo precedentemente passati.

Ecco tutto il gioco è basato sull’attenta esplorazione e analisi di ogni singolo ambiente, che può essere modificato attraverso l’interazione con il proprio personaggio e i propri strumenti. Non ci troviamo di fronte al “classico” open-world spoglio e senz’anima ma davanti a piccoli ambienti realizzati con la cura di un cammeo antico e in cui si sente, fortissimo, l’amore per il videogioco.

Via via che si proseguirà nell’avventura di otterranno nuovi strumenti e potenziamenti così anche il backtracking, ovvero il tornare indietro in luoghi già precedentemente esplorati, non sarà mai noioso ma tutte le volte stimolante e ricco di sorprese. Già perché Luigi’s Mansion 3 è incredibilmente bello da giocare dato che ogni angolo può riservare una “dolce e simpaticissima sorpresa”. Il livello di dettaglio è estremo e il character -design raggiunge uno dei vertici massimi della “generazione Switch”. Anzi, ci spingiamo a dire che, dal punto di vista squisitamente estetico, questo è di gran lunga il migliore titolo “stile Nintendo” per Switch.

Inutile quindi dirvi quanto possano essere incredibilmente acute le boss-fight che offrono un livello di sfida certamente non impossibile ma a cui è sempre utile prestare attenzione. Infatti i bellissimi nemici potranno essere neutralizzati attraverso l’uso dell’ingegno e dell’astuzia, piuttosto che della “forza bruta”, esattamente come avviene nell’ultimo The Legend of Zelda: Link’s Awakening (qui la nostra recensione). Insomma ancora una volta Nintendo fa centro con un titolo che “ci ha spaventato d’amore” e che conferma come, almeno nel 2019, la grande N avrà un numero veramente alto di titoli nella top-ten dei migliori giochi dell’anno. Luigi’s Mansion 3 è davvero un gioco da portare nel cuore.

Luigi’s Mansion 3

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