Ghost of Tsushima Director’s Cut. Il nuovo magnifico viaggio nell’isola di Iki

Molto più di un’espansione, ma non aspettatevi una rivoluzione: i samurai di casa Sony sono tornati più letali che mai!

Come forse avrete avuto modo di leggere nella nostra recensione, Ghost of Tsushima, uscito quasi un anno fa come esclusiva di Sony PlayStation 4, mi aveva molto divertito oltre che per il lato “giocoso” e immediatamente fruibile anche per un comparto artistico e di sceneggiatura di primissimo livello, quindi, quando è stato annunciata l’espansione e la versione aggiornata per PS5 (inaugurando un modus operandi che sarà poi replicato il prossimo 24 settembre con Death Stranding Director’s cut) ero davvero curioso. Beh, dopo aver esplorato in lungo e in largo l’isola di Iki (teatro, appunto, di questa espansione) ve lo posso dire: la Ghost of Tsushima Director’s cut riesce a divertire e intrattenere alla grande, pur confermando, anzi seguendo in modo lineare e conservativo le caratteristiche proprie del titolo “originale”.

Jin, il nostro protagonista, questa volta “sarà supportato” dal nuovo controller PS5. Questa è probabilmente l’innovazione che non solo ho maggiormente gradito ma anche quella nella quale gli sviluppatori hanno lavorato di più dal punto di vista tecnico. Infatti, oltre ovviamente a una maggiore risoluzione grafica e alla granitica fluidità offerta dai 60, benedetti, fotogrammi al secondo, la Ghost of Tsushima Director’s cut offre un feeling aptico che permette al giocatore, tramite il proprio controller, di sentire, per esempio, la corda dell’arco che si tende prima di scoccare una freccia. Questa innovazione, apparentemente di poco conto, dona invece profondità e immersività al gameplay.

Gameplay, per altro, che come abbiamo detto prima non presenta poi particolari aggiunte ma in questa “espansione” è tutto più curato. Le animazioni sono più fluide e coerenti con i movimenti del protagonista, i duelli ancora più spettacolari e, soprattutto, il comparto audio, grazie alle cuffie Pulse 3D di casa Sony, non offre soltanto emozioni a non finire ma anche la possibilità di individuare, appunto tramite il suono, la posizione dei diversi nemici di gioco.

Tuttavia è sul comparto estetico e grafico, oltre che sulla sceneggiatura e sulla costruzione della psicologia di Jin che la Ghost of Tsushima Director’s cut mostra il suo meglio. Il livello di scrittura, a tratti eccelso, è fin troppo raffinato per un gioco “pop” come questo, e alcuni scorci dell’isola di Iki, credetemi, non ve li scorderete facilmente. Insomma, molto più di un’espansione ma non aspettatevi una rivoluzione: i samurai di casa Sony sono tornati più letali che mai!

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