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di Mattia Nesto 30 Settembre 2021

Il trailer di God of War Ragnarok: presente incerto, futuro radioso

Presentato al PlayStation Showcase di settembre, il seguito dello stupendo God of War per PS4 ha destato qualche perplessità. Colpa del trailer, ma il gioco sarà magnifico!

Subito dopo il trailer di God Of War Ragnarok, seguito diretto dell’acclamatissimo God of War per PS4 (che abbiamo recensito qui), nei vari gruppi Reddit o su Facebook e Twitter la delusione è stata abbastanza palpabile. Quello che è stato, a conti fatti, il “piatto forte” di un PlayStation Showcase abbastanza sotto le aspettative non ha trovato tutti soddisfatti fondamentalmente per tre ragioni: una grafica troppo simile al soft-reboot per PS4, nessun tipo di nuovo feeling del combat-system e poca epicità diffusa per tutto il trailer. Ecco in questo pezzo andremo a tranquillizzarvi, spiegandovi perchè il gioco dei Santa Monica Studio sarà un grandissimo titolo. Ma anche come questo sia stato il modo peggiore per presentarlo.

I motivi per cui occorre stare tranquilli su God of War Ragnarok sono già contenuti nelle righe poco sopra. Infatti, esattamente come a suo tempo per God of War 2 su PlayStation 2 il gioco rispecchia le ambientazioni e i combattimenti del precedente, ma le PS5 sono ancora introvabili e questo non è un gioco nato per essere cross-gen. GoWR non è un titolo (come pare Horizon Forbidden West) sviluppato per la nona generazione che però gira anche su console di ottava downgradato. God of War Ragnarok sarà, lo ripeto ancora una volta, il God of War 2 di questa generazione: un titolo super bello da giocare, che non rivoluzionerà praticamente alcunché rispetto all’episodio precedente in attesa di un successivo GoW per terminare la trilogia con i fuochi d’artificio.

Se abbiamo sgomberato i due elefanti nella stanza, ovvero una grafica non spaccamascella e una somiglianza troppo netta con GoW PS4, andiamo a parlare del trailer di per sé. Qui possiamo capire i timori o, almeno, comprendere da dove provengano. Un po’ in controtendenza con tutta la storia del franchise, infatti, questa volta il trailer non è stato né epico né emozionante, ha svelato sì tante curiosità (accidenti ci sarà Thor e Tyr!) ma non lo ha fatto con il ritmo e il crescendo giusto. Tuttavia ha comunque mostrato una varietà di nemici che il GoW PS4 si sognava, un passo avanti importante per quanto concerne il divertimento che potremo provare nel testarlo. Ma non finisce qui.

Bene, un coccodrillone formato autocarro  Bene, un coccodrillone formato autocarro

A un certo punto c’è una scena. Non sto parlando di Tyr che si erge in piedi davanti a Kratos (sì, lo ammetto, questa è fichissima ), sto parlando di un’altra scena, magari meno chiassosa e sorprendente, ma che mi auguro possa essere più foriera di indizi su che gioco sarà God of War Ragnarok. Senza spoilerarvi troppo, l’impressione è che GoW possa avere le spalle abbastanza larghe per diventare una serie di duraturo successo indipendentemente dal suo protagonista principale. Kratos oggi è un uomo stanco e vecchio, che non ha quasi più motivi per combattere, se non per suo figlio: una sua eventuale morte appare sempre  più un’opzione plausibile. E chi continuerà la storia? Il figlio, Atreus, verrebbe da dire. Oppure una nuova “versione” di Kratos -dopo il guerriero e il padre che abbiamo conosciuto-, un Kratos divino o un Kratos infernale, chissà.

Questa si chiama open-map signore e signori  Questa si chiama open-map signore e signori

Dopo la sequenza sulla slitta e sulla barca (che certifica la ben nota varietà di mezzi di locomozione) si può notare Kratos sporgersi da un parapetto e osservare una dettagliatissima vallata, inframmezzata da laghi e laghetti, che, a conti fatti, pare proprio essere un’open map della Madonna. Ecco, questo, unito al solidissimo combat-system ampliato e arricchito di nuove armi e mosse rende già da ora God of War Ragnarok un must to have per tutti gli appassionati e delle avventure di Kratos e soci. Ma per favore Sony e Santa Monica Studio, al prossimo trailer abbondante con il pathos e l’epicità, che qui stiamo parlando del fantasma di Sparta, mica di bruscolini!

 

 

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