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di Mattia Nesto 26 Aprile 2021

Un fine settimana passato con NieR Replicant ver. 1.22474487139

La remastered plus del gioco di Yoko Taro uscito in origine per PlayStation 3 ci ha tenuto compagnia in un week end perfetto

Questa storia è una specie di araba fenice che, letteralmente dalle proprie ceneri, rinasce in versione riveduta e corretta. Stiamo infatti parlando di NieR Replicant ver. 1.22474487139, la remastered plus uscita in questi giorni per PC, PlayStation 4 e XBox One che abbiamo esplorato in lungo e in largo lo scorso fine settimana. Questo titolo, propriamente parlando, non è un “nuovo” gioco, dato che il primo NieR era apparso per Playstation 3 dieci anni fa. La creatura di Yoko Taro, il geniale artista dietro questo progetto, aveva ricevuto commenti tiepidi ai tempi, gravati soprattutto da un sistema di combattimento veramente imballato che aveva impedito alle giocatrici e ai giocatori di tutto il mondo di godersi a dovere un titolo molto interessante. Grazie al supporto e al lavoro di Platinum Games, azienda leader nel settore degli action, il successivo gioco NieR:Automata conquistò tutti, ovvio che questa “riedizione” del titolo precedente abbia quindi destato molto interesse nel mondo degli appassionati.

La notizia migliore è che i già citati problemi legati al combat-system del titolo originario sono completamente spariti. Oggi, infatti, NieR Replicant ver. 1.22474487139 è un gioco fluidissimo che, a sessanta fotogrammi al secondo, ci regala un’esperienza ludica improntata al puro style-action, con combo acrobatiche, possibilità di rendere i propri attacchi più potenti, schivate perfette e deflessioni dei contrattacchi avversari, i mitici parry che ci consentono, con il giusto tempismo, di infliggere danni maggiori al nemico di turno. Il primo “scoglio” è stato superato.

Nonostante una grafica di medio livello la direzione artistica è sbalorditiva  Nonostante una grafica di medio livello la direzione artistica è sbalorditiva

Dal punto di vista dell’impatto grafico va fatto un distinguo di capitale importanza. Se parliamo di grafica “dura&pura”, facendo, per così dire, la conta dei pixel, NieR Replicant ver. 1.22474487139 è una remastered plus molto modesta che pulisce le imperfezioni del primo NieR (che già su Play3 era in certi tratti bruttino da vedere) ma si limita al compitino. Un po’ come è accaduto per NieR:Automata, anche in questo caso non siamo di fronte a un capolavoro, la qualità generale delle texture è quasi sempre mediocre. Tuttavia va fatto un discorso completamente opposto per quanto concerne la direzione artistica.

NieR Replicant è, oggi, un gioco ispiratissimo dal punto di vista artistico che, grazie all’unione di paesaggi, personaggi e musiche offre al videogiocatore un’esperienza totalizzante e davvero emozionante. Dopo aver speso quasi venti ore nell’arco di tre giorni, una volta concluso il “primo ciclo narrativo” di questo nuovo capitolo, possiamo affermare con buona cognizione di causa che NieR Replicant, nonostante sia minato da problemi praticamente eterni delle creature di Yoko Taro, è davvero un grande videogame. Se da un lato abbiamo le noiosissime fecht quest (quelle missioni cui unico scopo è “portare un materiale A nel posto B al personaggio X e ritornare al punto A”), dall’altro sussistono dei passaggi assolutamente eccezionali, che sfiorano la visual-novel tracimando nella letteratura tout-court.

Pagemaster chi?  Pagemaster chi?

Il personaggio principale è armato di Grimorio, un libro di magia fluttuante, una specie di Pagemaster in versione giapponese, e noi non potevamo che (ri)innamorarci di questo titolo. Yoko Taro ha in testa il filo degli eventi ma è come se questi venissero spezzettati e gettati caoticamente all’interno del gioco, rendendo protagonista il player che dovrà essere abile e attento a unire i punti per avere il quadro generale della vicenda: anche il più piccolo e apparentemente inutile dialogo di un npc base del villaggio potrebbe svelare una grande verità nel contesto della trama.

Ce la ricordavamo diversa nostra nonna…  Ce la ricordavamo diversa nostra nonna…

Il gioco di luci e ombre, bene e male, vita e morte che si sviluppa in NieR pur nella sua assoluta classicità è originale per il modo in cui ci viene presentato, sostenuto dalla già citata direzione artistica e dalle musiche che, vogliamo sottolinearlo, si attestano sui vertici assoluti del medium videoludico. E la musica, è bene ricordarlo, è anche e soprattutto veicolo e strumento narrativo. Nulla è lasciato al caso, vi sono certe tracce che, anche a distanza di giorni, se non di anni, siamo sicuri ci emozioneranno come la prima volta.

Ecco perché non possiamo che consigliarvi l’acquisto di NieR Replicant ver. 1.22474487139, che noi abbiamo esplorato grazie a Koch Media Italia e SquareEnix su XBox Series X: perchè è un gioco che, oltre a offrirvi tanto dal punto di vista dell’intrattenimento, vi arricchirà anche come persone toccando temi quali la morte, l’accettazione, la fiducia nel prossimo di capitale importanza anche nella vita di tutti i giorni. Non è un gioco perfetto, ve l’abbiamo già detto e lo vogliamo ribadire, ma forse proprio in questa imperfezione risiede parte del suo fascino. A conti fatti, anche grazie alla pizza di Cocciuto (a proposito, se state a Milano la potete ordinare e provare come vi spieghiamo qui), dopo averlo provato, possiamo dire che questo è stato un fine settimana ideale.

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