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di Mattia Nesto 29 Aprile 2021

“Pelle d’Uomo” e l’ancora attuale femminismo mediavele

L’ultima opera di Hubert e Zanzimm appena pubblicata da Bao Publishing, è un capolavoro di letteratura, estetica e politica che si candida come fumetto dell’anno anche in Italia

Pelle d’uomo, il graphic-novel firmato dal duo dei sogni Hubert e Zanzim, è un fumetto che in patria ha letteralmente vestito i panni del PSG: dopo aver trionfato al Premio Wolinski, al Premio RT ed al Premio Landerneau si è anche aggiudicata l’edizione 2021 del Premio della Critica dell’ACBD. Insomma un vero e proprio “squadrone” del fumetto che Bao ha portato in Italia e di cui ci ha fatto innamorare a prima vista.

La spaziatura perfetta delle vignette baopublishing.it La spaziatura perfetta delle vignette

La storia vede una protagonista, Bianca, che, immersa in un Medioevo fantastico ma con elementi di storicità, si ritrova suo malgrado a dover fare i conti con una società bigotta e maschilista nella quale la donna è sempre e comunque vista in versione ancellare rispetto all’uomo, il padrone del suo destino e che può fare il bello e il cattivo tempo. Bianca è una ragazza sveglia, piena di vita e di sentimento, non le va a genio il fatto di doversi sposare “a scatola chiusa” con un individuo, Giovanni, che non ha neppure conosciuto. Ma, quasi per caso, scopre un segreto che la sua famiglia custodiva da generazioni, una “pelle d’uomo” grazie alla quale, ogni donna che l’avrebbe indossata, prima di diventare moglie, avrebbe potuto conoscere, nel corso delle generazioni, le gioie dell’essere “maschio”.

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Da qui Bianca parte per una sorta di quest, anzi di quête  per dirla con un termine medioevale, in cui avvicinerà Giovanni, suo futuro sposo, nei panni, se non proprio nella pelle, di Lorenzo, il nome che lei stessa ha dato a questa nuova veste. Qui il duo di fumettisti, invece di perdersi in possibili equivoci o giochi parossistici, tiene sempre ben salde le briglie della narrazione. C’è spazio per la scoperta da parte di Bianca di una città completamente “rovesciata” rispetto a quella cui è abituata. Se infatti di giorno le persone sono morigerate, apparentemente, dei buoni cristiani, di notte si scatenano mostrando, la loro vera natura: i travestimenti, le emozioni che traboccano in una gioia sudata e un po’ scollacciata.

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Bianca, dopo l’iniziale sbornia (neppure tanto figurata) di esperienze, si ritrova a dover fare i conti con la realtà. In fondo lei sta vivendo un inganno e si rende conto di come, nonostante tutto, sia una donna. E le donne, almeno a quel tempo, sono sempre state “seconde” dietro agli uomini. Nel corso della storia, si farà pressante la presenza di un clero sempre più attento, se non proprio paranoico, nei confronti dei costumi della società, Pelle d’Uomo si innalza a vero pamphlet politico e assistiamo alla piena presa di coscienza di Bianca, da ragazza a donna a essere umano al massimo delle proprie facoltà mentali e spirituali.

Pelle d’Uomo è un graphic-novel da leggere perché è una bellissima opera dal punto di vista della realizzazione estetica e della sceneggiatura e un ottimo esempio della potenza del medium fumetto al giorno d’oggi. D’altro canto, assieme a quanto appena espresso, Pelle d’Uomo è anche una pubblicazione importantissima dal punto di vista culturale, sociale e politico. Un luminoso esempio di cosa voglia dire un discorso femminista militante che utilizza l’arte per comunicare non solo la sua presenza ma la sua centralità nel dibattito di questo nostro tempo. Leggere Pelle d’Uomo ci farà diventare Donne e Uomini migliori: esseri umani consapevoli che, nelle nostre diversità, sono più i punti in comune e per questo motivo i diritti e le possibilità debbono essere gli stessi, indipendentemente dai cromosomi del nostro DNA.

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Lucchetto ad impronta digitale

Ecco il lucchetto più intelligente che c'è. Per aprirlo non servono chiavi, ma basta la tua impronta digitale. Il lucchetto smart è prodotto dall'azienda cinese Xiaomi, che sforna ogni anno ottimi prodotti di elettronica di consumo. Si apre grazie al semplice tocco delle dita, perché riconosce l'impronta digitale del suo padrone. Ricordi quella volta che sei sceso dall'aereo, hai ritirato la valigia e ti sei accorto che non avevi più la chiave del lucchetto? Non succederà più. Fatto in lega di zinco e acciaio è figo, tutto liscio, senza pile da cambiare perché è ricaricabile con un comune cavetto micro USB. A leggere le specifiche tecniche può stare in standby fino ad un anno ed è anche resistente all'acqua. Infine, può memorizzare fino a 20 impronte digitali, così puoi condividerlo con altre persone o, addirittura provare ad aprirlo con le dita dei piedi. Ecco tutti i dati: Nome prodotto: NOC LOC Fingerprint Padlock Metodo di apertura: impronta digitale Materiali: lega di zinco e acciaio Lettore di impronta: semiconduttore Alimentazione ricarica: cavo Micro-USB Impronte memorizzabili: 20 Indicatore batteria scarica: punto LED Tipo batteria: 110mAh ricaricabile Livello di resistenza all'acqua: IPX7 Durata in standby: 1 anno Aperture con una ricarica: 2500 volte Dimensioni: 36mm x 18mm x 38mm Il pacchetto include 1 lucchetto. Il prodotto viene spedito dalla Cina.
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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