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di Mattia Nesto 25 Marzo 2020

Prendersi una pausa con Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX

Il videogioco di ruolo e avventura sviluppato da Spike Chunsoft è l’ideale in questo periodo

I tempi sono tempi grami. Noi lo sappiamo e voi lo sapete, però siamo qui per cercare di farvi passare, almeno per un attimo, la comprensibile ansia che ci assale in questi giorni. E tra i metodi migliori per farlo c’è giocare a Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di soccorso DX, il remake del gioco uscito qualche tempo per Nintendo Advance, oggi tornato più splendente che mai nella versione per Nintendo Switch.

Tra i molti giochi usciti nelle ultime settimane abbiamo deciso di parlavi proprio di questo per due ragioni. Innanzi tutto perché è un titolo estremamente positivo e colorato, ambientato in un mondo Pokemon tratteggiato come in un acquarello e dove le simpatiche creature vivono in armonia fra di loro, rispettando le regole e aiutandoli l’un con l’altro. Quindi, alle volte, si può copiare pari pari dalla società Pokemon no? Oltre a questo Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX è un titolo che è perfettamente giocabile per tutta la famiglia. Quindi può essere goduto in egual misura dallo studente universitario che è rimasto bloccato fuori sede lontano dai propri parenti ma anche dal papà e dalla mamma che vogliano condividere un momento di svago con la loro bimba o bimbo e, perché no, da un gruppo di coinquilini che si ritrova non soltanto a dividere un appartamento ma anche le lunghe code per fare la spesa al super.

Ok ma che gioco è questo Pokémon Mystery Dungeon? Beh, è presto detto. Si tratta, fondamentalmente, di un gioco di soccorso. Impersonando un Pokemon tra una rosa non ampia ma variegata di possibilità, dovremo mettere in piedi, letteralmente, una squadra di soccorso per aiutare i nostri concittadini in difficoltà. E va detto che, nonostante quanto abbiamo affermato prima, ovvero che la morale è, grosso modo, “aiutiamoci l’un con l’altro”, non è che la società Pokemon sia proprio una società modello. Infatti sono all’ordine del giorno rapimenti, sequestri e costrizioni di vario genere e pure per i motivi più futili!

Ovviamente come avrete intuito il tono del racconto è molto lieve ma ci sono degli svolti anche di una certa drammaticità nella trama. Tanto per dire, il nostro protagonista è un umano che, per qualche ragione che non vogliamo assolutamente svelarvi, un bel giorno si risveglia nei panni di un Pokemon. Pokemon tra l’altro che, in sede di scelta iniziale del personaggio, ci sarà suggerito in base alle risposte ad alcune domande che si concentrano sullo svelamento del nostro carattere. Noi ad esempio abbiamo scelto per la nostra prima run Mudkip, perché le nostre risposte hanno dato un profilo da persona pacate e serena e per la seconda Bulbasaur, visto il nostro antico amore per lo starter erba/veleno di Prima Generazione.

 

E così ci siamo messi ad esplorare i dungeon a più livelli di cui è disseminato il gioco, tornando sempre nella città Pokemon principale con un misto di allegria e curiosità: infatti i vari negozi con i vari personaggi che vendono determinati oggetti con il loro specifico carattere è stata una delle cose che abbiamo più apprezzato. Da un lato ci siamo fin da subito resi conto di avere tra le mani un titolo semplice, alle volte semplicistico ma che, se uno apprezza quel tipo di estetica cartoonesca, ha un cuore pulsante e vivo. Tanto è vero che proseguendo l’avventura e facendo qualche quest secondaria ci siamo anche dovuti impegnare per superare questo o quel boss di fine livello.

 

Insomma mai come in questo periodo abbiamo gradito il misto di action-game con componenti, elementari, di gioco di ruolo di Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di soccorso DX. Un titolo per tutti. Anche per te che stai leggendo questo articolo. Ma ora perdonarci perché abbiamo un giovane Caterpie da soccorrere!

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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