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di Mattia Nesto 1 marzo 2018

Dinosauri, cowboy e bambine molto pericolose: il fantastico universo del fumetto “Kids with Guns”

Abbiamo intervistato Capitan Artiglio per parlare del suo nuovo fumetto “Kids with Guns” edito da Bao Publishing

Immagine per gentile concessione Bao Publishing  Immagine per gentile concessione Bao Publishing

 

 

Qualche tempo abbiamo raggiunto ed intervistato Capitan Artiglio, alias Julien Cittadino, uno dei più promettenti giovani fumettisti italiani. E quando abbiamo dell’imminente uscita del suo primo lavoro Kids with Guns per Bao Publishing non potevamo non chiedergli tutto su quest’albo che, tra dinosauri, mondi post-apocalittici e varchi spazio-temporali promette di essere la grande bomba dei fumetti di quest’anno.

Dinosauri, cowboy (bepob) e samurai: in questo “Kids with Guns” sembra che abbia riversato tutte le tue passioni: è così? E se sì quanto è stato difficile/facile trovare la giusta misura nel tuo lavoro? Non ho detto Sergio Leone ma l’inconfondibile fischio l’abbiamo sentito tutti!
Quando ho iniziato a creare “Kids with Guns”, non sapevo che sarebbe poi stato pubblicato, nelle mie intenzioni volevo creare un mondo nel quale potessi sentirmi pienamente a mio agio e di potermi divertire nel costruirlo. Dall’esterno sembra un enorme parco giochi in cui ho mixato tutte le cose che amo indistintamente, in verità le esigenze narrative hanno fatto sì che anche il mondo (per quanto assurdo) avesse bisogno di un accurato studio. Di Leone o Peckinpah ho preso l’aspetto più pop, quello che in qualche modo ha influenzato l’immaginario collettivo western (non solo per l’estetica dei personaggi ma anche per qualche espediente narrativo). Diversamente da quello che si può credere, ai film con i cowboys preferisco quelli con gli Yakuza o i Ronin, ma l’archetipo del cowboy mi permetteva di raccontare meglio un certo tipo di personalità estroversa e “cafona” che conosco meglio e che caratterizza quasi tutti i pistoleri di Kwg.

Immagine per gentile concessione Bao Publishing  Immagine per gentile concessione Bao Publishing

 

Nel ruolo principale della tua storia hai scelto una ragazzina: sei stato influenzato da, giusto per citare un nome, Ellie di Stranger Things per decidere di mettere al centro della scena una protagonista? Con in più, che pende sopra di lei, questo sacro senso di “capro espiatorio” davvero molto interessante (e, ahinoi, contemporaneo).
Ti ringrazio moltissimo.Purtroppo non per Eleven, ho creato il mio protagonista nel marzo del 2016 mentre Stranger Things è stato rilasciato nell’estate di quell’anno, sono personaggi molto simili in diversi aspetti, dal tenere i capelli corti all’essere molto silenziose, sembra voluto eppure è stato un caso, ma non me ne pento.Detto questo, per la creazione del mio personaggio mi sono ispirato principalmente ad Alita e alla ragazzina cowboy Ming Chao di Etcetera (shonen sconosciuto creato sulla scia di Trigun). Mi piace accompagnare i personaggi che creo in un percorso di crescita nel bene o nel male, per me era fondamentale che si trattasse di un pistolero molto giovane, inoltre il discorso sulla famiglia è centrale per cui era una scelta quasi obbligata che la più giovane fosse in primo piano.Inoltre mi serviva a porre l’accento sul discorso della mediatizzazione, la società rispetto alla sua taglia da ricercata è maggiormente disposta a provare sentimenti contrastanti, una bambina di sette anni è quanto di più lontano ci sia da un essere sanguinario.

 

Immagine per gentile concessione Bao Publishing  Immagine per gentile concessione Bao Publishing

 

Ad un certo punto fai dire ad un tuo personaggio: “Ma c’era bisogno di scatenare tutto quel macello? Si può sapere perché diavolo non hai usato prima questo tuo dannato potere?”. Ho trovato la battuta di grande gusto, soprattutto perché prende un po’ in giro certe dinamiche, ormai trite e ritrite, care a tanti fumetti, anime ed anche videogiochi nei quali, solo nei momenti più critici di sempre, si tirava fuori dal cilindro la fatality giusta: c’è questa voglia dissacratoria nel tuo albo?
Grazie, piuttosto sono consapevole dei cliché del genere e qualche volta mi lascio andare anch’io, ironizzavo su quello.Come dici tu ci sono intere serie che vanno avanti, quasi solo di power-up del personaggio o deus ex machina e non sta a me criticarle, delle volte alcune cose funzionano solo perché “fa figo” (fermo restando che hai davvero ragione!).

Quali sono state le tue letture e ascolti, ma perché no pure videogiochi, che ti hanno accompagnato nella stesura di Kids with Guns?
A dire la verità ho giocato poco ai videogiochi in quest’ultimo periodo e non riesco a trovarne uno che mi abbia realmente influenzato nella stesura, forse Monster Hunter per ovvi motivi. Per quanto riguarda i film o le serie, li tengo di sottofondo mentre lavoro e ho visto veramente di tutto, le citazioni più evidenti provengono da film che però già facevano parte del mio background e lo stesso anche per i libri o i fumetti (da La torre nera di King a Murakami, da Leiji a Taiyo Matsumoto). Per quanto riguarda la musica ho scoperto Lil Peep quando ho iniziato a lavorare alle tavole ed è morto poco prima che le finissi, in quel lasso di tempo ha costruito quasi tutta la sua carriera e seguendolo i suoi pezzi mi hanno accompagnato durante tutta la lavorazione, è stato particolarmente triste, a parte Peep ho ascoltato parecchia vaporwave e lo-fi in generale, l’ultimo album di Grimes, alcuni classici come Nujabes o MF Doom e ovviamente Kids with guns dei Gorillaz!

 

Qual è stata la scena o il personaggio, anche secondario se non semplice comprimaria, che ti ha portato via più tempo per immaginarlo e per disegnarlo? E invece quello che hai realizzato più velocemente?
Difficile da dire, per il momento il personaggio di cui sono più soddisfatto è Meeme “Sinfonia” Wallace ma anche il generale Mandibola, sono personaggi secondari che influenzano la storia molto più di quanto non facciano i protagonisti. La “bambina senza nome” per certi versi può essere difficile da scrivere, è un protagonista quasi interamente passivo per cui la sua evoluzione va sempre filtrata dal mondo che la circonda. Non esistono personaggi veloci da realizzare ed è proprio questo il bello!

Immagine per gentile concessione Bao Publishing  Immagine per gentile concessione Bao Publishing

 

Dal 9 all’11 marzo al Cartoomics di Rho sarà possibile acquistare allo stand BAO in anteprima in libro, che poi sarà disponibile in tutte le librerie dal 15 marzo e tra l’altro sarai anche coinvolto in fiera in una sfida di disegno a colpi di dinosauri con Zerocalcare: sei teso?
Parecchio ma cerco di non pensarci e sono già partito a scrivere il secondo volume!

 

Questo è l’autoritratto giurassico che Capitan Artiglio ci ha concesso in esclusiva.  Questo è l’autoritratto giurassico che Capitan Artiglio ci ha concesso in esclusiva.

 

Ma alla fine dell’intervista ci puoi svelare qual è il tuo dinosauro preferito?
Degli erbivori forse l’anchilosauro e il triceratopo, dei carnivori il baryonyx e l’acrocantosauro.

 

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