Libri
di Simone Stefanini 24 Novembre 2015

Quaderni Aperti, i quadernini di Tumblr in mostra a Milano

Dal 26 novembre all’Ex Fornace di Milano

La prima mostra di Quaderni Aperti quaderniaperti - La prima mostra di Quaderni Aperti

 

Se diamo un’occhiata nostro quadernino delle elementari, l’effetto è subito Libro Cuore, anche se si tratta degli anni 80 o 90. Non c’è niente da fare: la scrittura traballante o tutta riccioli, i compiti per casa, ma anche i disegnini e le confessioni, da quelle imbarazzanti a quelle terribili. I quadernini sono parte della nostra storia e riaprirli mette subito in circolo emozioni, come vi avevamo già detto tempo fa.

Per gli amanti della nostalgia, della retromania fai-da-te, c’è un progetto dal nome Quaderni Aperti che da diversi anni raccoglie proprio i quaderni di scuola provenienti da tutta Italia con lo scopo, per usare parole loro “di valorizzare i loro contenuti, che possono fornire un importante apporto nella diffusione di una cultura sulla storia dell’educazione, dell’infanzia e della società.”

Per farlo, da sempre utilizzano il web, cioè il loro sito, la loro pagina Facebook e il loro Tumblr Quaderninima sono presenti anche in real life, organizzando reading di temi scolastici e laboratori.

 

tumblr_ny0dji8p4C1tg97f9o2_1280 quadernini

 

La prima mostra della loro associazione sarà I quadernini di Milano, in cui condivideranno riproduzioni di circa 600 quaderni di ex alunni milanesi, dall’800 ai giorni nostri. Alcuni possono essere sfogliati digitalmente. Tutta questa bellezza si terrà dal 26 novembre al 9 dicembre allo spazio Ex Fornace.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Thomas Pololi dell’associazione, per saperne di più.

In cosa consiste I quadernini di Milano?
È la nostra prima mostra. È un po’ il sunto di tutto il lavoro fatto in questi anni: per realizzarla abbiamo coinvolto ricercatori, associazioni, creativi e persino una cartiera, Arbos. Il materiale in esposizione, sia fisico, che fotografato, che digitalizzato, che riprodotto fedelmente e sfogliabile, sarà tantissimo, e un percorso speciale è stato dedicato ai quaderni della città di Milano (abbiamo, nella nostra collezione, circa 200 quaderni milanesi). Inoltre nell’ambito della mostra realizzeremo reading di temi scolastici, laboratori per le scuole e due incontri per approfondire le tematiche trattate nei quaderni. Insomma, sarà il luogo ideale per chi vuole scoprire quante storie, e quanta Storia, può raccontare un quaderno di scuola.

 

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Com’è nata l’associazione?

L’associazione Quaderni Aperti è nata da circa un anno, proprio allo scopo di utilizzare i contenuti dei quaderni per realizzare attività di divulgazione e di intrattenimento, e anche di favorire lo scambio tra diverse culture e generazioni, ad esempio organizzando incontri tra i “bambini di oggi” e i “bambini di ieri” in cui i quaderni diventano un ponte tra individui vissuti in epoche diverse.
Un altro obiettivo è quello di creare un database pubblico di contenuti dei quaderni, che possa essere utilizzato da insegnanti, creativi, studenti e ricercatori per realizzare progetti didattici, artistici e di ricerca.
In questo momento stiamo attivando le prime collaborazioni anche all’estero, per esportare il modello già sviluppato in Italia anche in altri paesi: avere quaderni non solo di diverse epoche storiche ma anche di diverse nazioni permetterebbe di costruire progetti in grado di favorire la conoscenza e lo scambio con culture molto diverse dalla nostra. Noi crediamo che i contenuti dei quaderni possano essere un potente vettore per favorire l’integrazione, sia negli adulti che nei bambini.

 

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Quanti ne avete salvati di quaderni?
Al momento ne abbiamo raccolti circa 600, datati dalla fine dell’800 ai giorni nostri, di cui abbiamo digitalizzato circa 12.000 pagine. Ma c’è ancora moltissimo da fare e per questo siamo sempre alla ricerca di volontari per la digitalizzazione e la catalogazione del materiale.

 

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Ma li leggete tutti oppure fate solo un’opera di collezionismo e memoria storica?
Non ci crederai ma li leggiamo uno ad uno! Selezioniamo le pagine che riteniamo più poetiche, interessanti e significative, le fotografiamo, poi digitalizziamo l’intero contenuto di ciascun quaderno per permettere anche ad altre persone di poterlo consultare. Alla fine, nella maggior parte dei casi restituiamo i quaderni ai proprietari (in condizioni perfette): il nostro scopo non è collezionare fisicamente i quaderni ma renderne disponibili i contenuti, che altrimenti, nel migliore dei casi, rimarrebbero chiusi in un cassetto. Insomma, non chiediamo a nessuno di separarsi dai propri quaderni, solo di condividerli perché possono costituire un patrimonio importante per tutti.

 

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A proposito: gli scolari di oggi usano il pc e WhatsApp più del quaderno. Dite che siamo destinati a veder morire la scrittura a mano?
Chissà: ad ogni modo, per noi l’importante è cercare e trovare nuovi modi per conservare i testi e i disegni che vengono prodotti a scuola, perché qualsiasi cosa succeda l’educazione continuerà ad essere un nodo centrale per la costruzione del futuro, quello individuale ma anche quello collettivo.

 

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The Gashlycrumb Tinies

In Inghilterra è un grande classico, firmato dall’illustratore Edward Gorey. Nelle tavole del libricino, troviamo le lettere dell’alfabeto illustrate da bambini morti. Nel senso: ogni lettera è accostata a un bambino con quell’iniziale, morto in circostanze tragiche. Per dire una cosa banale, si potrebbe dire che si tratta di immagini che sembrano uscite dall’immaginario di Tim Burton, ma avrebbe poco senso. Il bello è perdersi per qualche secondo nelle vicende di questi poveri bambini.  
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