LIBRI FIGHI | Senza coda, di Marco Missiroli

La forza silenziosa dell’infanzia: dieci anni dopo, torna in libreria il primo romanzo di Marco Missiroli

Libri
di Gabriele Ferraresi facebook 2 febbraio 2017 14:37
LIBRI FIGHI | Senza coda, di Marco Missiroli

LIBRI FIGHI scritto così, in capslock, è una rubrica che esce ogni giovedì su Dailybest, ma magari più spesso, chissà. Cosa ci mettiamo in questa rubrica? Lo dice il nome, si spiega da sola.  

Non solo nuove uscite però, anche classici o meraviglie sconosciute.

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È bravo Missiroli, e soprattutto è cresciuto in fretta, in un periodo in cui sembra che diventare adulti sia vietato. Riminese, classe ’81, qualche anno fa ha scritto un libro che hanno letto tutte le nostre ex – e non solo – ovvero Atti osceni in luogo privato, quello con la copertina che sembra un culo, ma è un divano.

La storia come autore di Missiroli però partiva da prima, almeno dieci anni fa rispetto a oggi, quando Fanucci pubblicò il suo esordio, il romanzo Senza Coda. Missiroli era giovane allora – era, perché adesso che siamo tutti trentacinquenni e oltre, non siamo più giovani: in teoria dovremmo essere uomini, da un bel pezzo – e con quel romanzo cominciò una carriera che portò alcuni ad accostarlo a Philip Roth, e a vedere i suoi romanzi tradotti e venduti all’estero. Lui su Roth scrisse questo pezzo, su La Lettura: se amate Roth, amerete anche quel pezzo.

Senza Coda è tornato in libreria a gennaio di quest’anno per Feltrinelli. Di che parla? Sul sito di Feltrinelli si legge: “Fra tre giorni ci vai da Carmine, a papà?” Una frase, questa frase, e nel cuore di Pietro torna a pulsare un’attesa carica di paura. La sua vita di bambino, fatta di caccia alle lucertole con l’amico Luigi e di piccole avventure quasi magiche, si interrompe di colpo. Così Pietro si trova davanti a un segreto inconfessabile, che deve onorare nel nome del padre. È la perdita di ogni certezza: l’incanto dell’innocenza si scontra con la ferocia adulta in una storia che non lascia scampo”.

Senza Coda, uscito nel 2007 a sei anni di distanza da Io non ho paura di Ammanniti – e a quattro dal film omonimo di Gabriele Salvatores – si muove nello stesso campo narrativo, quello della “forza silenziosa” dell’infanzia. Scriveva al tempo Alessandro Beretta sul Corriere che “La scrittura di Missiroli corre veloce senza appesantimenti letterari nella storia che racconta ed è una via che in pochi sanno percorrere ancora oggi in Italia quando si esce dal romanzo di genere. È un’altra rispetto a quella che si inerpica nella lingua, segue le domande di una vicenda e di un personaggio. In questo caso, soprattutto, di un’età, quella dove non sai dov’è il bene e dove il male e scoprirlo, forse, la romperà” è un libro che si legge in un giorno, o in pochi giorni Senza Coda, ed è una cosa buona che sia tornato in libreria a dieci anni dalla prima edizione.

Perché tante cose sono cominciate allora, e tante continueranno a cominciare, anche già oggi.

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