e.t.
Le immagini che vedrete in quest’articolo non sono adatte a tutte le età, soprattutto per chi, da piccolo, ha sempre sognato di volare nel cielo con la propria bicicletta e un alieno nel cestino davanti. Qui vedete il nostro caro E.T, infilzato allo spiedo come se fosse un kebab, mentre viene fatto roteare durante un barbecue al parco.
Per prima cosa state tranquilli, non è il vero E.T.: secondo fonti ufficiali è tornato al suo pianeta ormai quasi quarant’anni fa, sta bene e ha messo su famiglia. Seconda cosa: non è nemmeno carne, è glutine. È una provocazione di un gruppo di studiosi del Pufendorf Institute di Lund, in Svezia, che nel 2014 ha organizzato un simposio dal titolo Exploring the Animal Turn.
Non si tratta di un gruppo di animalisti estremisti, quanto più di un gruppo di professori che vogliono analizzare il ruolo che ha assunto il cibo nella vita delle persone. Si dichiarano distanti sia dai vegani che odiano con tutto il cuore le famiglie durante il tradizionale pranzo di natale, sia dai carnivori che credono ancora che la carne sia l’unico modo per creare una situazione conviviale e piacevole.
Il loro intento è analizzare il ruolo metaforico, religioso, e sopratutto, culturale che può avere oggi un’alimentazione a base di carne nella nella società moderna. Così scrivono sul loro blog:
“Che cosa si prova a mangiare un alieno? Come possiamo amare e provare tenerezza per una specie non umana e, al tempo stesso, accettare il massacro industrializzato di tutte le altre? Come si soddisfano le esigente di tutti quei mangiatori di carne che credono che il rito conviviale debba essere a base di carne e grigliate? Che responsabilità abbiamo se mangiamo invece un essere di fantasia?”
Se vi interessa l’argomento, qui potete scaricare il libro pubblicato dopo il simposio.
[via dangerousminds.net]
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