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Home Scuola

Scuola, scatta il divieto di cellulari in classe: gli armadietti saranno pagati dalle famiglie

Gli armadietti per la custodia dei cellulari durante le ore di lezione sarà a carico delle famiglie: scatta il divieto di cellulari.

by Mattia Senese
2 Agosto 2025
in Scuola
Insegnante

Armadietti per la custodia dei cellulari: l'idea nelle scuole - Dailybest.it

La nota ministeriale 3.392 del 16 giugno 2025 ha introdotto un cambiamento significativo nelle scuole secondarie di secondo grado italiane, imponendo il divieto assoluto dell’uso degli smartphone durante le ore di lezione.

Firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, la misura mira a riportare l’attenzione sull’attività didattica e a contrastare le distrazioni digitali che sempre più compromettono l’efficacia dell’apprendimento in aula.

Implicazioni operative del divieto e soluzioni adottate

L’entrata in vigore di questa normativa ha posto le scuole di fronte a una sfida gestionale non indifferente. La norma è chiara nel proibire l’uso dei dispositivi mobili, ma manca di indicazioni precise sulle modalità di custodia degli stessi durante le ore scolastiche. Le opzioni maggiormente considerate dalle istituzioni scolastiche sono tre:

  • armadietti personali con serratura;
  • contenitori centralizzati custoditi in aula o all’ingresso;
  • semplice invito agli studenti a non portare il cellulare a scuola.

Ognuna di queste soluzioni comporta costi, responsabilità e criticità. Infatti, il personale scolastico non ha alcuna facoltà di effettuare perquisizioni o controlli coercitivi sui beni personali degli studenti, rendendo impossibile accertare con certezza la presenza di telefoni non consegnati. In alcune realtà si è già manifestato il fenomeno del cosiddetto “doppio cellulare”, con studenti che depositano un dispositivo inattivo per poi utilizzare un secondo nascosto durante la lezione.

Un caso emblematico arriva da una scuola superiore ligure, che ha scelto di adottare un sistema di armadietti personali con serratura, accessibili esclusivamente all’inizio e alla fine della giornata scolastica. Il servizio è volontario e prevede un contributo annuo di 15 euro da parte delle famiglie, finalizzato all’acquisto e alla manutenzione degli armadietti. Chi decide di non aderire può scegliere di non portare lo smartphone a scuola, ma non è autorizzato a conservarlo in aula durante le lezioni. La violazione di questo divieto comporta sanzioni disciplinari.

La decisione di questa istituzione nasce da un anno di sperimentazione parziale, durante il quale alcune classi avevano applicato volontariamente il modello “smartphone free”. I risultati sono stati positivi: un incremento dell’attenzione degli studenti e una maggiore centralità del rapporto educativo tra docenti e allievi. Come riportato da La Stampa (edizione di Savona, 2 agosto 2025, pagina 43), l’esperienza ha evidenziato un clima scolastico più coinvolgente e meno soggetto a distrazioni digitali.

Classe vuota
Cellulari vietati in classe: gli armadietti saranno a carico delle famiglie – Dailybest.it

I riscontri dei docenti confermano che le classi senza smartphone hanno manifestato una tenuta cognitiva più prolungata, una diminuzione dei comportamenti passivi e una partecipazione più attiva alle attività didattiche. Inoltre, si è registrato un aumento della disponibilità al confronto orale e all’interazione diretta, aspetti spesso compromessi dall’uso continuo dei dispositivi digitali. La rimozione degli smartphone ha anche contribuito a eliminare tensioni legate all’utilizzo dei social network durante l’orario scolastico.

Questi dati trovano riscontro in numerosi studi internazionali sull’impatto dell’assenza di smartphone in classe. Una meta-analisi pubblicata su Education Sciences nel 2024 ha evidenziato un miglioramento, seppur contenuto, nella concentrazione e nel benessere sociale degli studenti. In Olanda, una ricerca condotta su oltre 300 istituti ha rilevato che il 75% delle scuole ha constatato un incremento della capacità di attenzione e il 65% ha segnalato relazioni sociali più stabili. Anche le prestazioni scolastiche sono migliorate nel 33% dei casi.

L’introduzione di un modello regolamentato di custodia, sostenuto da un contributo economico simbolico, rappresenta per molte scuole un compromesso efficace tra esigenze normative, praticità organizzativa e obiettivi educativi. Pur restando aperta la questione del controllo e della responsabilizzazione degli studenti, questa soluzione appare una strada concreta e sostenibile per una gestione più efficace del divieto di smartphone in classe.

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Mattia Senese

Mattia Senese

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