Abbiamo intervistato gli autori de “Il mio primo dizionario delle serie tv cult”

Matteo Marino e Claudio Gotti hanno ripercorso in 416 pagine gli ultimi 25 anni di serialità sul piccolo schermo

Serie TV
di Simone Stefanini facebook 24 febbraio 2016 18:06
Abbiamo intervistato gli autori de “Il mio primo dizionario delle serie tv cult”

serie-tv via

 

Da pochi giorni è uscito un libro, di quelli veri, con le pagine e la copertina, riguardante le serie tv di culto. Quello che fa strano, nell’affermazione precedente è che le suddette serie sono un fenomeno del pubblico 2.0, quello che è abituato a guardarla sul pc o in streaming in televisione, per poi commentare le puntate con gli amici o negli appositi gruppi dedicati sui social.

L’idea di scriverne un dizionario old school di più di 400 pagine, con le schede e tutto il resto, sembra quasi fuori contesto e invece è esattamente ciò che mancava ed è resa ancora più interessante dall’attitudine nerd con cui gli autori si sono appropriati al progetto. Lo si trova in libreria o negli store digitali, è edito da Beccogiallo ed è scritto a quattro mani da Matteo Marino e da Claudio Gotti. Ciliegina sulla torta, le fantastiche illustrazioni di Daniel Cuello.

Al suo interno, i personaggi più amati, le sigle più belle, i peggiori salti dello squalo e le battute indimenticabili di serie come Game of Thrones, Lost, Breaking Bad, Twin Peaks, X Files, Boris, Daredevil o Sex and the City. Nella scheda riguardante Dawson’s Creek, siamo citati anche noi di Dailybest come fonte ispiratrice.

Non potevamo non fare quattro chiacchiere con gli autori, per saperne di più sul progetto.

 

tumblr_inline_n04on5XBA41sulux0 via - C’è gente che apprezza ancora i buoni libri

 

Come vi è venuto in mente di scrivere un libro sulle serie tv?
Sono 25 anni che ci pensiamo, precisamente da quando abbiamo visto Twin Peaks. Allora non c’era internet, né c’erano libri sui telefilm. Il nostro punto di riferimento per placare la nostra sete di informazioni e approfondimenti era TV Sorrisi e Canzoni, per dire. Per fortuna David Lynch era già un acclamato regista cinematografico e quando cominciarono a uscire libri su di lui, inevitabilmente parlavano di Twin Peaks. Fu chiaro a tutti che anche la tv poteva essere vista come un’opera d’arte da comprendere e da interrogare. Era iniziata una nuova epoca per l’intrattenimento seriale. E ci siamo accorti che non ci bastava più solo guardare le serie, il discorso non poteva finire lì.

 

ill_see_you_again_in_25_years.0 via - Hanno rispettato l’impegno preso con Laura Palmer

 

Scrivere a quatro mani dev’essere faticoso se non c’è una buona organizzazione. Come avete lavorato?
In tutti i modi. Innanzitutto abbiamo visto o rivisto tante serie, insieme e da soli. Abbiamo fatto un sacco di ricerche su libri, riviste, siti (date un’occhiata alla bibliografia del Dizionario). Poi abbiamo chiacchierato tra noi o con gli amici, visto che abbiamo la fortuna di essere circondati da appassionati e conoscitori della materia che ci hanno dato tantissimi suggerimenti: il corposo capitolo dei ringraziamenti è lì a testimoniarlo. Alcune schede le abbiamo scritte insieme, chi camminava per la stanza, chi scriveva; altre ancora le abbiamo scritte separatamente e poi ce le siamo passate e ripassate, arricchendole.

 

thatssotrue.com_607_1329514476 via - Un estratto dal making of del libro

 

Il mondo delle serie tv è sterminato. Come avete scelto quelle di cui parlare?
In primo luogo abbiamo scelto un periodo specifico: da Twin Peaks a oggi. La serie di Lynch e Frost, come abbiamo detto, per noi e per molti è stata uno spartiacque. Poi abbiamo stilato una lista di 100 titoli che a nostro giudizio (e non solo) sono cult: perché hanno fatto scuola, perché hanno trattato per la prima volta certi temi, perché sono diventate fenomeno di costume o perché sono stati innalzati a culto da un pubblico di nicchia. Però non volevamo scrivere il classico dizionario stile Mereghetti, per quanto utilissimo. Non volevamo fare un’opera omnia su TUTTE le serie tv, con trame, dettagli tecnici e critica molto sintetica. Ne sono già stati fatti in passato. Volevamo provare ad arrivare al cuore di ogni serie e ci serviva spazio. Così abbiamo scelto un approccio diverso, diremmo quasi enciclopedico: ne sono venute fuori 33 schede – molto approfondite ma, speriamo, di agilissima lettura grazie alla particolare struttura che ci siamo inventati – per un totale di 416 pagine, tra classici irrinunciabili (ER, Friends) e ultimissime novità (Daredevil), serie americane ma anche inglesi (Doctor Who) e italiane (Boris, Gomorra). E vi sono rappresentati un po’ tutti i generi. Le serie poi non sono impermeabili: parlando di una, inevitabilmente ne citi altre dieci minimo, per cui alla fine c’è un indice che le raccoglie tutte, con riferimento alla pagine in cui se ne parla, insieme a film, libri, fumetti, videogiochi, programmi radio e tv, canzoni. Perché le serie sono un fenomeno culturale che si nutre di tutto l’immaginario e lo nutre a sua volta.

 

spoilingeverything via - Ci saranno degli spoiler, non vi arrabbiate

 

Quindi il fan di una serie tv quali novità troverà nel vostro libro?
Ogni scheda è divisa in sette paragrafi, che abbiamo chiamato Iniziare, Personaggi, Marchio, Salto dello squalo, Firma, Vite parallele, Ser(i)endipità. Tutto è cominciato con Iniziare. Si dice che nelle sceneggiature di ferro americane la scena iniziale debba essere in grado di condensare il senso del film. Per esempio in Jurassic Park c’è un velociraptor in gabbia (che non si vede) che a causa di un incidente finisce per papparsi un essere umano. In pratica la storia dell’intero film. Rivedetevi l’inizio di Mr. Robot con questo spirito. Nel Dizionario, nel paragrafo Iniziare, analizziamo la prima scena di una serie tv, o la sigla, o la prima puntata. Di cosa parla Personaggi è intuitivo. Marchio è stata la sfida più grande: individuare ogni volta quale caratteristica specifica rende una determinata serie unica nel suo genere e ne fa un cult (e con grande sorpresa anche nostra non c’è un marchio che si ripete). Con Salto dello squalo ci siamo divertiti a raccontare il punto di non ritorno qualitativo, il passo falso definitivo di alcuni telefilm. Firma ci ha consentito di fare brevi ma intensi excursus sulle carriere di creatori e showrunner che amiamo, da Chris Carter (X-Files) a J.J. Abrams (Lost), da Shonda Rhimes (Grey’s Anatomy) a Vince Gilligan (Breaking Bad), da Joss Whedon (Buffy) ad Alan Ball (Six Feet Under e True Blood). Vite parallele ci ha fatto scatenare l’anima nerd, alla ricerca di somiglianze e riferimenti tra le serie e altre opere, di qualsiasi tipo. Quanto a Ser(i)endipità… è qualcosa che non vi aspettate.

 

fonzie3 via - Fonzie mentre si appresta a saltare lo squalo

 

La copertina è piena di particolari da scoprire
Quando abbiamo saputo che avremmo collaborato col bravissimo Daniel Cuello, gli proponemmo per la copertina quello che l’editore ha definito un arazzo. Ridimensionando giustamente le nostre ambizioni, e dandoci qualche ottimo suggerimento, l’editore sottopose comunque la nostra idea a Daniel che con estrema arte della sintesi ha disegnato a nostro giudizio un capolavoro, riuscendo a farci entrare ben 11 citazioni ad altrettante serie tv. Siete in grado di individuarle tutte?

 

il-mio-primo-dizionario-delle-serie-tv-cult via

Ho notato che manca Scrubs. Ci sarà un secondo volume, vero?
Come abbiamo scritto nell’introduzione, è questo il bello quando si parla di serie tv: c’è sempre la possibilità di una seconda puntata. Scrubs è assolutamente nella lista originale delle 100, insieme ad American Horror Story, The Walking Dead, Will & Grace, Shameless eccetera (lista che anzi è addirittura aumentata, viste alcune recenti serie davvero interessanti, come Ash versus Evil Dead, Fargo, e molte altre)! E se avremo la possibilità (leggi: se il libro avrà successo) scriveremo anche de I promessi sposi del Trio!

 

giphy-63 via - Il dottor Cox non è d’accordo

 

Sapreste rispondere alla domanda del decennio, sul perché la gente guardi più serie tv che film?
È la domanda che ci siamo posti anche noi e ci è voluto un libro intero per rispondere! Da una parte la visione è più immediata e occupa meno tempo rispetto a un film, se consideriamo il singolo episodio, ma paradossalmente può durare anni, se consideriamo tutte le stagioni. Probabilmente abbiamo tutti bisogno di nuove storie, e come quando da piccoli ne chiedevamo un’altra prima di addormentarci (spesso sempre la stessa), così da adulti realizziamo questo desiderio sotto forma di una bella puntata di una serie tv, a cui possiamo dire ancora e ancora. Non si tratta di una regressione però: Sheldon Cooper di Big Bang Theory direbbe che è un tratto neotenico degli esseri umani (e in particolare dei nerd) questa loro tendenza verso la gioventù, che si riflette nella nostalgia che abbiamo per tutto ciò che riguarda la nostra adolescenza, ma è anche il vantaggio evolutivo grazie al quale riusciamo a mantenere la curiosità e l’entusiasmo che ci consentono di fare incredibili scoperte.

 

Baz-1 via - Sheldon dice la sua in proposito

 

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