Society
di Simone Stefanini 24 luglio 2018

Basta condividere Salvini

Ogni condivisione, meme o indignazione a comando fa il gioco di Matteo Salvini

Facciamo veloci ma occorre ripeterlo come le cose da imparare a memoria alle elementari: smettiamola di condividere le gesta che riteniamo sbagliate di Salvini. Sappiamo che ormai è un riflesso pavloviano: Matteo Salvini ne spara una grossa e ci viene voglia di debunkarla, come dicono i moderni, cioè di smascherare la bufala o l’affermazione esagerata, creata ad arte per seminare odio e raccogliere tempesta, per alimentare la polemica ed evitare di parlare delle cose serie.

Abbiamo letto della proposta di legge leghista per rendere obbligatorio il crocifisso in ogni luogo pubblico e persino nei porti. A chi frega della croce? A pochi in realtà, basti vedere quanta gente va a messa la domenica, quindi il target della proposta non è favorire i cattolici osservanti, piuttosto far arrabbiare tutti gli altri: laici, atei, buddisti, induisti, rastafariani, pastafariani ma soprattutto musulmani, che sono il nemico numero uno di questo governo insieme a quelli del PD.

Matteo Salvini sa come funziona la comunicazione, lo sa meglio di chi crede di padroneggiarla e un giorno sì e uno no condivide le sue gesta. Ricordate la favola morale Al lupo al lupo (attribuita a Esopo ma poi vai a sapere)? Ogni notte che dio metteva in terra, un pastorello faceva uno scherzo e svegliava la sua famiglia al grido di Al lupo! Al lupo!, poi il lupo arrivò davvero ma la famiglia si era rotta le scatole e non accorse alle grida del pastorello, che venne divorato.

Non che Matteo Salvini stia scherzando o che il suo operato sia innocuo, ma mostrare a tutti ogni giorno il suo volto con la sua nuova provocazione non scalfisce di un millimetro la fede che i suoi fan ripongono in lui, fa indignare mediaticamente gli avversari e in sostanza non cambia niente della realtà delle cose.

Per costringere Matteo Salvini ad affrontare dei problemi reali del paese, dovremmo ignorarne le provocazioni altrimenti rischiamo di creare uno Sgarbi versione Hulk con il potere nelle mani, un Mourinho che accentra su di sé l’attenzione per celare alla vista tutto il resto. Salvini va battuto sul piano politico nelle sedi opportune, i meme e l’indignazione fanno il suo gioco e benché stiamo sottolineando l’ovvio, vista la massiccia presenza del suo volto nelle bacheche dei suoi detrattori sembra serva ripeterlo ancora una volta.

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