Society
di Simone Stefanini 5 Febbraio 2016

Arriva Hijarbie, la prima Barbie che indossa il velo

L’idea è di una blogger nigeriana: come sta la bambola più famosa del mondo, se indossa un hijab?

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Ultimamente in casa Mattel stanno tentando di rivoluzionare la loro bambola più famosa: la Barbie, che dal 1959 è l’amica inseparabile delle bambine prima e dei collezionisti di giocattoli poi. Una fashion doll che sta tentando di stare sul pezzo dopo le tante polemiche nel corso degli anni, che la vedevano innaturale, troppo magra, troppo borghese, in pratica un cattivo esempio per le milioni di ragazzine di tutto il mondo che inevitabilmente da lei prendono esempio nei primi anni della loro vita.

Vi ricordate quelle degli anni 80/90? Il loro scopo era quello di abitare nella villa di plastica, vestite come una socia del Rotary, insieme ai figli e al marito Ken, guidando la Barbie Porsche o stando a bordo piscina sorseggiando Barbie cocktail. Non a caso gli Aqua fecero successo con la loro canzone Barbie Girl, che ne evidenziava la vita di plastica.

Adesso sembra che le cose stiano cambiando.

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Come vedete nella foto qui sopra, le nuove Barbie saranno più realistiche e avranno, oltre a quello standard, altri 3 tipi di fisicità: Petite, Tall e Curvy (alta, bassa e in carne). Inoltre rappresenteranno tutte le etnie grazie ai 7 toni di colore della pelle. Il dipartimento di marketing della Mattel si è stancato di sentir definire la propria bambola di punta come un sinonimo di falso e ha voluto porre rimedio accettando anche le istanze femministe con cui si scontra da più di 50 anni.

La rivoluzione è stata talmente potente a livello mediatico che la Barbie è finita sulla copertina del Time Magazine di questo mese.

 

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Il prossimo passo potrebbe essere la Barbie col velo, l’hijab tipico delle fedeli di religione musulmana. È quello che si augura Haneefah Adam, una blogger 24enne (e ricercatrice in campo medico) nigeriana che ha creato una bambola che si veste come lei. L’ha chiamata Hijarbie. Nella galleria qui sotto potete vederla in tutte le sue varianti.

 

Il processo è stato molto semplice. La Adam è andata in un supermercato, ha comprato una bambola e le ha creato dei vestiti che rappresentino la sua cultura, Poi ha documentato il tutto su Instagram.

 

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“Sto tentando di riempire il vuoto ludico che c’è attorno alle donne musulmane e spero che queste bambole siano un esempio positivo per le ragazze come me. Voglio che si sentano ispirate ad avere una maggiore autostima” ha dichiarato Haneefah al sito Dazed “Le ragazze musulmane che si occupano di moda iniziano a essere un bel po’ in questi ultimi anni e mostrano che lo stile può essere anche coincidere con la fede”. 

 

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L’attenzione nei confronti della sua Hijarbie è stata oltremodo positiva, la Adam ha reso noto di aver parlato con ragazze più grandi di lei che le hanno dichiarato quanto avrebbero voluto avere bambole come questa quando erano piccole. È stato anche un successo mediatico. Da quando è stato aperto l’account Instagram, la Hijarbie è seguita da oltre 9000 persone. In futuro, la Adam si auspica che qualche casa produttrice di bambole realizzi industrialmente il suo progetto. Un chiaro segnale nei confronti della Mattel, sembra.

Perché oggi più che mai siamo pronti per la Barbie col velo.

 

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