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Society
di Giulia Montani 5 Dicembre 2019

La donazione di capelli: tutto ciò che devi sapere per fare un gesto che può cambiare la vita

Avete deciso di donare i vostri capelli? Fatelo informate: tutte le informazioni per scegliere a chi rivolgersi e su come funziona la donazione di capelli.

In Italia, la donazione dei capelli non è un tema particolarmente diffuso come in altre parti del mondo, eppure anche nel nostro paese di associazioni a favore di questa iniziativa, ce ne sono.
Nonostante questo, quando una persona sceglie di donare i propri capelli, può incontrare degli ostacoli, come scegliere a chi rivolgersi.

Giulia

Donare i capelli: di cosa stiamo parlando

Molto banalmente, quando si parla di donare i capelli, si intende tagliare 20 cm o più dei propri capelli (possono essere anche solo delle ciocche, basta non siano trattati) al fine di donarli per la creazione di parrucche per donne malate di cancro e non solo.
Sono vari i problemi che possono portare alla perdita totale dei capelli e causare disagi emotivi non indifferenti.
Ci sono casi, infatti, in cui non è possibile dire semplicemente “ricresceranno” o “sono solo capelli”, perché non è così.

Ciò che è importante capire, prima di andare avanti col discorso, è l’aspetto della faccenda che va oltre il discorso estetico e si focalizza sulle emozioni delle persone, su quella che può essere l’identità o, più semplicemente, lo star bene con sé stesse, soprattutto in un momento difficile come può essere quello in cui si affronta una situazione difficile ed estenuante.

Donazione di capelli Screen YouTube

Soprattutto per le donne, i capelli possono davvero rappresentare la parte forte, femminile e principale di sé, quella a cui aggrapparsi, dietro cui nascondersi o con cui risplendere.
Doversene privare per scelta è un discorso, vederli cadere man mano che si va avanti con le cure che ti salvano la vita, è tutt’altro e per questo è imparagonabile il confronto con chi sceglie di tagliarli per cambiare look e chi è costretta a farlo.

Detto ciò, come si fa? Qual è la procedura da seguire?
Ogni associazione in ogni parte del mondo ha le sue regole specifiche ma, a grandi linee, i passaggi da seguire sono davvero semplici.

Tutto parte da una singola persona che, decidendo di tagliarsi (da sé o dal parrucchiere) i capelli dopo averli legati in una coda o meglio in una treccia, attiva una concatenazione di azioni che portano le persone malate a ricevere qualcosa altrimenti difficile da avere.
Una catena umana in un certo senso, che riesce, attraverso un piccolo grande gesto, a concretizzare qualcosa di bello.

Hair donation Screen YouTube

Informazioni sui capelli e sulle parrucche

I capelli hanno un valore che varia in base al tipo di capelli, alla lunghezza e alla nazionalità di provenienza (i capelli europei valgono più di quelli cinesi ad esempio perché più sottili e resistenti).
Questi aspetti, insieme agli elevati costi di lavorazione, rendono il prezzo delle parrucche organiche molto alto (circa tra i 700 e i 7000 euro) rispetto quelle sintetiche, che si aggirano intorno ai 100-700 euro.

Perché scegliere una parrucca organica rispetto una sintetica? Perché le esigenze delle pazienti possono essere diverse e ad alcune, ad esempio, quelle sintetiche possono causare irritazioni e altri problemi anche se, grazie alle migliorie continue, le differenze tra le due cose sono sempre più piccole; serve comunque considerare che si sta parlando di qualcosa da tenere per tempo prolungato a contatto con la cute.
L’aspetto positivo di quelle inorganiche è sicuramente il relativo basso costo e la facilità di mantenimento (tengono la piega senza doversi adoperare con phon o altri aggeggi).

Per fare una parrucca, non bastano i capelli di una sola persona, ma ogni singola donatrice può contribuire alla realizzazione di una di queste.
Con 800 gr di capelli, si riescono a ricavare dalle 3 alle 6 parrucche organiche.

A chi rivolgersi per donare i propri capelli

Diversamente da quanto avviene all’estero, in Italia non ci sono associazioni strutturate a livello nazionale, ma ciò non significa non ci siano punti di appoggio a cui affidarsi senza riserve.

Dal 2010 il Sistema Sanitario Nazionale ha iniziato a considerare le parrucche come le protesi mediche e alcune regioni italiane hanno anche deciso di dare un rimborso alle malate oncologiche che acquistano una parrucca.
A oggi solo 11 regioni sono in grado di offrire questo servizio  a livello totale o parziale: Toscana, Piemonte, Lombardia, Liguria, Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Trentino Alto – Adige, Veneto, Umbria e Puglia.

A seconda dell’associazione a cui si rivolge, si può andare in contro a diverse situazioni:
– Con il “Progetto Smile” di Tricostarc insieme a A.T.R.I. ONLUS e alla Fondazione Prometeus onlus, la donatrice può inviare i suoi capelli e sapere che questi verranno usati per fare una parrucca che finirà direttamente nelle mani delle persone malate.

– Rivolgendosi a Un angelo per capello invece, i capelli donati vengono usati come “merce di scambio” con un’azienda specializzata nella realizzazione di parrucche, che per ogni tot di capelli fornito (e un contributo di 100 € pagato dall’associazione), regala una parrucca inorganica del valore commerciale di 400-500 € circa, alle donne che la richiedono.
Simile, è il processo seguito da Banca dei capelli.
Queste due sono entrambe associazioni pugliesi che svolgono il loro lavoro da diversi anni sul territorio.

Ciocche di capelli Screen YouTube

Sia che alle donne venga donata una parrucca organica o sintetica, l’importanza della donazione ha le sue radici nel gesto di condivisione e nel legame emotivo che si instaura in chi dona nel sapere di poter avere fatto qualcosa nel suo piccolo.

L’esperienza da donatrice

Ho sempre avuto i capelli lunghi (molto lunghi, come nella foto di sinistra) e ho impiegato circa due anni per decidermi, per prendere coraggio, informarmi al meglio e prenotare l’appuntamento che mi ha un po’ cambiato la vita.
Legatissima ai miei capelli, mai li avrei tagliati se non per un buon motivo, arrivato insieme alla malattia di due donne della mia famiglia.

Non è egoistico pensare “non voglio farlo”, tutti dobbiamo essere liberi di scegliere di compiere o meno un’azione come questa.
Di certo, se il pensiero c’è, è meglio farlo informandosi prima, per poter scegliere cosa fare coi propri capelli nel modo più sereno possibile.

Il taglio, se lo si fa in modo convinto e sapendo che è per una giusta causa, non è poi così drammatico, anzi.
Se i vostri dubbi sono legati a come starete esteticamente una volta donati (domanda, anche questa, più che lecita), basta recarvi da un parrucchiere di fiducia che sa consigliarvi il miglior taglio in base al vostro viso.
Trecce fatte, rasoio o forbici in mano ed è fatta.
Banalmente, si sente spesso dire che tagliarsi i capelli segna un cambiamento nelle persone e io, per quella che è stata la mia esperienza, non posso che essere d’accordo.

Non è stato il donarli in sé a rendermi felice, ma il pensiero di un’altra ragazza, magari mia coetanea, con di nuovo il sorriso sul viso guardandosi allo specchio, grazie una parrucca a cui avevo contribuito anche io.

Per decidere di compiere questo gesto, c’è da chiedersi solo una cosa se amate i vostri capelli: voi cosa fareste se di punto in bianco scopriste di dovervene privare per forza?
Empatia e solidarietà sono alla base di questa scelta non indifferente, sia per chi dona che per chi riceve.
L’importanza di questi gesti, dalla donazione dei capelli a progetti come YOUth (ne abbiamo parlato qui), mettono in evidenzia il lato buono delle persone e la potenza dell’unione sociale, motivi per cui è fondamentale continuare sempre a immaginare e lavorare per un mondo migliore.

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