Society
di Sandro Giorello 13 Gennaio 2016

Better Days Festival: i bambini costruiranno robot per diventare adulti migliori

Iscrivetevi al workshop per imparare ad assemblare dei robot usando i materiali più comuni

laboratorio-bambini-Better-Days-Festival facebook.com - CoderDojo

 

Coding, robotica e uso consapevole delle nuove tecnologie sono temi che sentiamo sempre più spesso associare ai giovani, anche e soprattutto ai più piccoli. Sembrerebbe un semplice vezzo per genitori nerd ma, in realtà, alla base c’è un messaggio sociale molto più importante: portare i ragazzi a ragionare su temi quali bullismo e altri atteggiamenti negativi che possono svilupparsi fin dalla più tenera età. Grazie alla collaborazione con Piccole Variabili – l’associazione che promuove la filosofia CoderDojo a Milano – abbiamo portato al nostro Better Days Festival un laboratorio che insegnerà ai più piccoli a creare dei robot con pochi e semplici materiali. Ce lo racconta meglio Angelo Sala, che seguirà il laboratorio domenica 31 gennaio.

Cos’è Piccole Variabili?
È un’associazione no profit nata a Milano per promuovere un uso consapevole delle nuove tecnologie tra i giovani. Oggi l’associazione svolge come attività prevalente quella di promozione di CoderDojo.

Raccontaci brevemente cos’è CoderDojo e qual è la sua filosofia?
È un movimento internazionale che insegna ai ragazzi di età compresa tra i 7 e 17 anni a programmare. La filosofia di CoderDojo è racchiusa nel suo motto “Above All: Be Cool: bullying, lying, wasting people’s time and so on is uncool”. CoderDojo invita i ragazzi ad essere “ragazzi in gamba” a non perdere tempo e a non farne perdere agli altri. E questo lo attua dando ai ragazzi l’opportunità di vivere la tecnologia da protagonisti, creando essi stessi i programmi che poi usano.

Come strutturerete il laboratorio?
Nel laboratorio mostreremo ai ragazzi come ci si può approcciare all’elettronica in maniera sicura e divertente attraverso la pasta modellabile, una batteria e alcuni led. Vedranno come realizzare circuiti in serie e in parallelo e si divertiranno a sperimentare e provare, anche a costo di commettere qualche errore. A differenza di quando si programma, dove sbagliare non ha conseguenze se non quella di poter imparare, il rischio è di bruciare un led o di far scaricare prematuramente una batteria, ma se ci dà modo di lavorare in sicurezza e di imparare, allora, va bene così. E poi, sempre con una batteria e un motore elettrico, realizzeranno un piccolo robottino che si muove da solo per la stanza. I ragazzi poi possono utilizzare oggetti di uso comune come cartoncino, cannucce e bastoncini  per personalizzarlo in base alla propria creatività.

 

10377530_460482564086995_4532076183950371789_n Facebook.com - CoderDojo

 

Quali sono gli elementi base da cui si partirà?
Batteria da 9V, Led (lucina simile a quelle che si trovano nelle luminarie di natale), Motore elettrico (di quelli che si trovano nei giocattoli per bambini come phon e macchinine), pasta modellabile e buzzer (piccolo cicalino sonoro). E poi tanta fantasia e creatività.

Di solito qual’è l’esperimento con cui i bambini si divertono di più?
In assoluto il robot: quando vedono questo oggetto iniziare a muoversi da solo per la stanza, magari corredato di un pennarello che lascia tracce sul piano in cui si muove, simili alle pennellate di un pittore su una tela, sfoderano dei sorrisi bellissimi e iniziano a fantasticare con i compagni creando delle storie meravigliose attorno al loro robottino.

Cosa vi stupisce maggiormente quando lavorate con i bambini?
Sono tante le cose che ti stupiscono. Spesso i ragazzi ti spiazzano con domande che non ti aspetti, ma per fortuna l’idea di CoderDojo è che il mentor (l’adulto che affianca i ragazzi) non deve avere tutte le risposte ma può mettersi alla ricerca esattamente come il ragazzo. E allora vedi spesso il mentor e il bambino fianco a fianco che si scambiano idee e opinioni su come risolvere il problema e arrivano insieme alla soluzione.

 

 

A prescindere da questo specifico laboratorio, normalmente vi occupate anche di programmazione: è più facile insegnarlo ai bambini o agli adulti?
I bambini non hanno preclusioni, hanno ancora una mente molto duttile, pensano fuori dagli schemi. Anche se notiamo che man mano che cresce l’età scolare questa duttilità viene un po’ a mancare. Viene anche a mancare la voglia di sperimentare e di sbagliare, forse perché l’errore di solito è giudicato dall’adulto in maniera negativa e non è visto come un’opportunità di apprendimento e di crescita.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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