Dailybest.it
  • Cronaca
  • Politica
  • Salute
  • Economia
  • Mobilità
  • Sport
  • Viaggi
  • Cinema e Tv
  • Cultura
  • Lavoro
  • Scienze
  • Scuola
  • Musica
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Salute
  • Economia
  • Mobilità
  • Sport
  • Viaggi
  • Cinema e Tv
  • Cultura
  • Lavoro
  • Scienze
  • Scuola
  • Musica
No Result
View All Result
Dailybest.it
No Result
View All Result
Home Society

Le pubblicità durante il coronavirus sono tutte uguali, e non è un bene

by Claudia Mazziotta
17 Aprile 2020
in Society
Schermata 2020 04 17 alle 14.49.20

https://vimeo.com/405997652?fbclid=IwAR3Vt08fnhFSieruYvf--dHtgsv9pypnDtTjkY2m6cXVgjA4eWr8bblv_Nc

Chi bazzica nel campo dell’advertising conosce bene il percorso evolutivo della pubblicità dagli anni dei suoi albori fino ad oggi. Non solo: chi studia la marca e il suo mondo, aveva in mente anche il suo futuro sviluppo. Con il coronavirus, questo sviluppo della marca sembra essere minato dalla necessità di attirare l’attenzione del consumatore sul prodotto facendo leva sulle debolezze e le mancanze che ognuno di noi ha in questo periodo di pandemia.

Mi spiego meglio: guardando gli spot pubblicitari nel mondo, facilmente ci si accorge di come questi, oggi, siano tutti uguali. Esattamente tutti fanno presa sugli stessi valori, come la casa e la famiglia, in linea con quelli che sono i bisogni condivisi da tutti. In un periodo storico del genere, facilmente le pubblicità si vestono, allora, di alcune parole chiave: casa, famiglia, e ci rassicurano dicendo che “we are here for you”, perché solo insieme si può superare un periodo difficile e di incertezza del genere. Il tutto condito con una musica malinconica di sottofondo che ci ricorda quanto stiamo messi male, quanto era più bello il contatto con le persone, i nostri cari, che uscire di casa e incontrare gente era meraviglioso, così come andare al parco, al cinema, al ristorante. Un approccio facile quanto patetico, che sembra indietreggiare rispetto allo sviluppo in avanti che la marca stava percorrendo verso la cosiddetta “marca ideologica”.

In principio la “marca era funzionale”. La storia della marca comincia, cioè, con il preciso scopo di risolvere un problema: il “prodotto-eroe” veniva pubblicizzato come un prodotto problem solving. Un esempio classico? Il detersivo. Dalla “marca funzionale” si era passati alla “marca aumentata”: il prodotto non era più solo e unicamente in grado di risolvere un problema, ma trasmetteva anche dei valori ben precisi e cominciava a rappresentare uno status. Esempi? Barilla uguale casa e famiglia tradizionale, o “se compri una certa auto sei un certo tipo di uomo”. Eravamo negli anni ’70/’80. Nel tempo, l’accento sugli aspetti emozionali continuava in maniera più precisa e articolata, fino ad approdare alla “marca totale”, dove il prodotto è un prodotto complesso che poggia sui quattro pilastri performance, alleanze, portfolio e reputazione.

Il futuro della marca, prima della virata coronavirus, sarebbe dovuto essere la “marca ideologica”: una marca che si mostra, attraverso la pubblicità, sempre meno come un prodotto e sempre più come un valore universale, un’ideologia, anche politica, in cui il consumatore si riconosce, riflette, con un risultato sempre diverso e variegato quante sono le identità che la marca vuole rappresentare.

Guardando agli spot pubblicitari di oggi, questo scopo “ideologico” della marca sembra essersi perso e, con lui, sembra essersi persa la complessità che la marca aveva sviluppato nel corso della sua storia. Le pubblicità sembrano essere tutte uguali, perché tutte fanno leva sugli stessi valori, desideri, sugli stessi bisogni.

https://vimeo.com/405997652?fbclid=IwAR3Vt08fnhFSieruYvf–dHtgsv9pypnDtTjkY2m6cXVgjA4eWr8bblv_Nc

Attraverso formulette semplici e patetiche, cosa vuole dirci oggi il brand? Che siamo persi, ma che insieme ci solleveremo? Su cosa vuole fare presa esattamente? È un mese che tutti siamo chiusi in casa e la consolazione patetica da parte del mondo dell’advertising non porta davvero a nulla di positivo. Piuttosto: intrattenere, divertire, incoraggiare, supportare, spronare a darsi da fare per reinventarsi. E, ancora prima, mostrare la realtà per quella che è, senza false illusioni. Vogliamo più pubblicità che dicano: “we may be standing six feet apart, but we’re still standing” e meno pubblicità che ripetano cose che già, purtroppo, sappiamo bene da noi. Per favore, torniamo a fare pubblicità di qualità, diversificata, anomala. Torniamo sulla via sella “marca ideologica”.

Tags: advertisingcoronavirusnewspubblicitàspot
Claudia Mazziotta

Claudia Mazziotta

Articoli correlati

Panorama di Roma con viale alberato e palazzi storici, tetti e terrazze con giardini sullo sfondo
Society

Case di lusso a Roma, quanto costano nei quartieri più ricchi: dai 10,5 milioni di piazza di Spagna ai valori di Ostia Antica

A Roma, il mercato delle case di lusso continua a muoversi anche con prezzi già altissimi. Gli immobili più esclusivi...

by Francesca Testa
5 Giugno 2026
Roma, il boom delle nozze extra lusso: 2.500 coppie straniere e un business da 150 milioni
Society

Roma, il boom delle nozze extra lusso: 2.500 coppie straniere e un business da 150 milioni

Nel 2025, a Roma e nel resto del Lazio, circa 2.500 coppie straniere hanno deciso di sposarsi nella Capitale e...

by Francesca Testa
4 Giugno 2026
Bonfire Market torna alla Caffarella
Society

Bonfire Market torna alla Caffarella: due giorni tra artigianato, yoga e riuso sotto gli ulivi

Sabato 6 e domenica 7 giugno, dalle 10 alle 20, il Bonfire Market torna all’Uliveto di Sant’Urbano, nel cuore della...

by Francesca Testa
2 Giugno 2026
Centri estivi a Roma, famiglie sotto pressione: rette fino a 1.760 euro, pochi posti pubblici e orari incompatibili
Society

Centri estivi a Roma, famiglie sotto pressione: rette fino a 1.760 euro, pochi posti pubblici e orari incompatibili

A Roma, con la chiusura delle scuole a metà giugno, per migliaia di famiglie è cominciata la corsa a un...

by Francesca Testa
1 Giugno 2026
Next Post
Schermata 2020 04 16 alle 11.36.01

La dura vita casalinga di Banksy

Articoli recenti

  • Il trenino giallo di Roma è un ricordo: chiusa la gara per la nuova tramvia, cantieri nel 2027
  • Sta arrivando il caldo torrido a Roma, 5 consigli per una casa più fresca (anche senza condizionatore)
  • Roma, arrivano i tutor della notte per la movida: chi sono, cosa fanno e dove li troverete dal 25 giugno
  • Il chirurgo plastico delle star indagato per false timbrature: l’inchiesta all’Istituto Tumori di Roma
  • Molti romani non lo conoscono ancora: l’oasi con acqua trasparente a due passi da Roma (come arrivarci)
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 Dailybest.it proprietà e gestione multimediale di Too Bee Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma - P.Iva 17773611003 - Testata giornalistica registrata presso Tribunale di Roma con n° 87-2025 del 25-09-2025 - Direttore responsabile Francesca Testa

Change privacy settings
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Salute
  • Economia
  • Mobilità
  • Sport
  • Viaggi
  • Cinema e Tv
  • Cultura
  • Lavoro
  • Scienze
  • Scuola
  • Musica

Copyright © 2025 Dailybest.it proprietà e gestione multimediale di Too Bee Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma - P.Iva 17773611003 - Testata giornalistica registrata presso Tribunale di Roma con n° 87-2025 del 25-09-2025 - Direttore responsabile Francesca Testa

×