Society
di Simone Stefanini 23 Novembre 2020

Lilith Primavera, la Malafemmina in un podcast che dovrebbe ascoltare chi vive di pregiudizi

La diva della nightlife romana e la sua storia, diretta da Chloé Barreau, per un podcast divertente, intimo ed emozionante, sulla transizione e sulla femminilità

Lilith Primavera è un personaggio mitico della notte romana. Una donna dal fascino che non lascia indifferenti. Una donna nata maschio, come dice lei stessa, ma è solo un dettaglio.

Lilith è una cantante, una performer, un’attrice, una poetessa, una femminista. Per arrivare fino a qui, è stata costretta a fare i conti con alcune ferite.

Malafemmina è un viaggio vibrante nella vita di un’artista underground. Uno sguardo intimo sul tema della transizione. Un diario di amicizia e di sorellanza.

La storia di come sono rimasto affascinato dal podcast Malafemmina, è di quelle che capitano nelle pandemie, in un tempo in cui niente è normale. Mi capita quasi per caso di scambiare due chiacchiere virtuali con Lilith Primavera, robe di musica, mentre ignoro assolutamente chi sia. Vengo dalla campagna toscana, non troppo intima con la nightlife romana, di cui Lilith è regina. Poco male. Mentre ampliamo la forbice delle chiacchiere da lockdown su argomenti tipo cani o serie tv, mi fa sentire un po’ della sua musica che migliora di una buona percentuale l’umore della mia giornata, poi mi butta lì che uscirà a breve, il 25 novembre, un podcast su di lei su Storytel.

La cosa mi incuriosisce, e dopo poco entro in contatto con la regista Chloé Barreau, parigina da 20 anni a Roma, che mi passa sotto banco tutto il podcast. Lo ascolto in una botta, in cuffia tra faccende di casa e sparato in macchina nei viaggi pirata a sconfinare la zona rossa. Ne rimango rapito. Chloé mi dice che è cinema da ascoltare, ed è una definizione assolutamente calzante. Riesco a vedere nitide le immagini di quello che sento, il podcast è montato perfettamente, Le musiche di Giorgio Maria Condemi, poi, sono la ciliegina sulla torta. Un viaggio con tante voci, in cui Lilith recita alcune pagine del suo libro al momento inedito (si intitola Piccola Gemma e gioca col thriller e con l’ucronia da vera pro) ancora in fase di revisione, scegliendo solo quelle autobiografiche, alternandole a momenti di vita quotidiana, incontri casuali, poetici e gong assurdi di cui capirete il significato solo ascoltando le 4 puntate. Ascese e cadute, momenti di festa, altri tremendi, nella vita di una donna trans.

Il punto è quello, la transizione, ma resta in secondo piano rispetto allo storytelling e alla storia molto poco fiction di due donne che entrano in contatto tra di loro in modo complementare: la narratrice e la narrata. La femminilità data per scontata e quella da conquistare, la lotta per i propri diritti di essere umano, senza etichette o catalogazioni. Io, ascoltatore, sono poco dentro le storie di femminismo e transizione, e non nego da perfetto italiano medio di essere uno di quelli che ha avuto pregiudizi, almeno una volta, anche se non lo ammetterebbe mai in società. Un po’ come quelli che pensano che il sovrappeso nei film debba sempre essere il pauroso della compagnia, la studiosa per forza la sfigata, l’asiatico quello che ne sa di tecnologia e l’africano quello col ritmo nel sangue, anche a me è capitato di riporre le caratteristiche di una certa scena LGBTQ+ nel cassetto della frivolezza e dello stare senza pensieri, poco educato per fare il passo laterale e capire che ogni persona ha una storia a sé stante, che merita di essere ascoltata e va decisamente oltre la definizione di genere. 

Chloé e Lilith, foto di Marco Ragaini  Chloé e Lilith, foto di Marco Ragaini

Non ci sono arrivato proprio oggi, a onor del vero, ma Malafemmina di Chloé Barreau sulla storia di Lilith Primavera, mi ha fatto entrare nella vita di una donna che ha un milione di sfaccettature che non t’immagini: dall’ovvio lato vamp della notte a quello dell’artista ricercata, dalla donna semplice, bucolica a quella inaspettatamente nerd. Non solo oscurità e punti luce, però: nel podcast ci sono un sacco di momenti in cui Lilith si mette in discussione, roba davvero intima e personale in cui ogni persona che ha passato i 30 si riconosce. Ecco la chiave: Malafemmina non è (solo) un podcast che racconta la transessualità, altrimenti sarebbe la solita cosa di nicchia che se sei interessato all’argomento, bene, altrimenti sticazzi e se invece sei hater congenito, schifi a priori. È la storia di una diva di provincia (perché pure se stai sotto al Colosseo, l’Italia è tutta provincia), e di come riesce a vivere in un mondo a volte gentile, spesso no, tra gli sguardi, la curiosità morbosa e le domande che, alla fine, sono sempre le stesse. Ascoltarlo non è solo divertente e interessante, ma anche un passo verso la civiltà.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Locandina de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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