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di Mattia Nesto 17 Gennaio 2019

Masinga Z: cinque gol per ricordare Philip Masinga

Il centravanti sudafricano, vera e propria icona del calcio anni Novanta, ci ha lasciato ieri ma noi non lo dimenticheremo mai

Che per il Bari gli ultimi anni non siano stati certamente “i migliori anni della propria vita” è cosa nota, con i “galletti” che oggi militano, addirittura, in Serie D. Eppure il Bari, qualcosa come 25 anni fa, era una delle protagoniste della Serie A dei campioni. Anzi, da Guerrero a Zambrotta passando per la garra charrúa ante-litteram di De Ascentis o la saggezza di capitan De Rosa o di Garzya fino al “bimbo d’oro” Cassano, i pugliesi si sono fatti rispettare per molto tempo nella massima divisione. Eppure un giocatore, più di tutti, aveva incarnato quello spirito un po’ scanzonato e così lontano dagli schermi di intendere il calcio (ed anche la vita): si tratta di Philemon Raul Masinga, il centravanti del Bari di Fascetti, uno dei più forti calciatori sudafricani di tutti i tempi (secondo solo a Benni McCarthy), che proprio in questi giorni ci ha lasciato a soli 49 anni (così lo ricorda il sito della FIFA).

Negli anni  insomma in cui buona parte dei bambini e degli adolescenti italiani erano incollati, all’ora di pranzo, su Italia 1 a seguire le vicende di Dragon Ball Z, si affaccia nel nostro campionato un giocatore così particolare. E indimenticabile.

Ecco per chi era appassionato di calcio negli anni Novanta il nome di Masinga fa subito emergere dolci ricordi (anche se si tifa Lecce o Inter, per dire, squadra quest’ultima vera e propria “vittima illustre” delle segnature del sudafricano): un po’ perché nessun altro giocatore sudafricano è stato tanto famoso come lui in Italia e un po’ perché Masinga era un atleta atipico. Nonostante una corporatura abbastanza sgraziata e dal tocco di palla non certo sopraffino in un campionato di veri e propri fenomeni (da Ronaldo a Zidane, passando per Del Piero e Totti) egli si è ritagliato un posto di primo piano, con gol spettacolari che ancora oggi i padri tramandano ai figli nei loro ricordi. E allora anche noi, con loro, ci mettiamo a celebrare come merita questo campione molto particolare.

Sudafrica –Repubblica Democratica del Congo 1- 0

Questo non è un gol firmato con la maglia del Bari ma è senza dubbio quello più importante dell’intera carriera di Masinga. Infatti la rete siglata contro la Repubblica Democratica del Congo nel 1997 ha permesso al Sud Africa di qualificarsi per la prima volta alle fasi finali del Mondiale che di lì ad un anno si sarebbero giocati in Francia (e dove i “bafana bafana” usciranno al primo turno così come avverrà poi, nel 2010, nel Mondiale organizzato a casa loro. Ma questa è proprio tutta un’altra storia).

 

Inter – Bari 0-1

Anche in questo caso non siamo di fronte ad una vera e propria prodezza tecnica ma quando il 16 gennaio del 1998 l’allora capolista Inter di Ronaldo cadde in casa per opera dello sconosciuto centravanti sudafricano in molti gridarono al “miracolo”. Eppure quegli erano gli anni sì del contestato “rigore-non rigore” di Torricelli sullo stesso Fenomeno (ovviamente era rigore, sì) ma anche anni in cui una matricola come il Bari poteva andare in casa della prima in classifica e imporre il proprio gioco. In quella Serie A non si regalava niente a nessuno, specie all’Inter.

 

Bari – Inter 2-1 

Niente da fare. Non ce ne vogliano i supporter interisti ma vedere segnare Masinga all’89 a quella che era la squadra più forte d’Italia insieme alla Juventus di Del Piero, Inzaghi e Zidane fa un certo effetto. E lo fa se si pensa che per firmare questa rete Masinga fa quello che sapeva fare meglio: ovvero essere al posto giusto al momento giusto. Un gol importantissimo, anche e soprattutto in chiave scudetto (che, anche complice quella sconfitta ma non solo, sfuggirà poi dalle mani dell’Inter allenata da Gigi Simoni). Ah, sempre in quell’anno Masinga aveva castigato a dovere i cugini rossoneri, giusto per non farsi mancare nulla.

 

Inter – Bari 2-3

Passa praticamente un anno da quella vittoria corsara del Bari a San Siro (e poco meno di sei mesi dall’altro successo tra le mura amiche) ed ecco che i galletti bissano la vittoria a Milano. E questa volta Masinga è, ancora di più, grande protagonista visto che infila per ben due volte Pagliuca. La stagione ’98-’99 non è certo una stagione da incorniciare per l’Inter mentre invece lo sarà per il Bari che si toglierà più di una soddisfazione quell’anno (con risultati mai conseguiti in tutta la sua storia, se si eccettua la prima annata targata Giampiero Ventura, pensa te!). Di quella squadra incredibile Masinga era la bocca di fuoco.

 

Vicenza – Bari 1-2

Chiudiamo questa carrellata con un altro gol proveniente dalla stagione ’97-’98 e più in particolare da quello che potrebbe essere considerato come “il derby” per eccellenza del calcio italiano anni Novanta. Vicenza – Bari è infatti a tutti gli effetti la partita tra due tra le formazioni più iconiche di quegli anni: e vedere il “Toro di Sora” Pasquale Luiso, vero e proprio uber-bomber di provincia che risponde all’acuto del centravanti sudafricano Masinga è poesia pura no?

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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