Society
di Gabriele Ferraresi 25 Febbraio 2016

Lego aprirà uno store anche in Italia, ma come sarà fatto?

Gli appassionati di mattoncini pronti al pellegrinaggio nell’hinterland milanese

Una catena di montaggio di Lego  Una catena di montaggio di Lego

 

A chi non piacciono i Lego? A tutti piacciono i Lego. Il vero mistero quindi è come mai arrivi solo adesso il primo Lego Certified Store italiano, che aprirà in provincia di Milano all’interno dell’Arese Shopping Center entro l’estate di quest’anno.

L’azienda che da Billund, Danimarca, ha portato miliardi di mattoncini nelle camerette di tutti i bambini del mondo si è alleata con il gruppo Percassi per l’allestimento dello store – che sarà il primo di una serie – si troverà all’interno di un centro commerciale che nei render, al momento, è rappresentato così.

 

Design-International-Market-Area-B  Un render del futuro Arese Shopping Center

 

Un gioco anche per grandi i Lego, certamente: non solo per i più piccoli, con cui accade un po’ quello che accadeva con i trenini elettrici una volta. C’erano i papà che li compravano per i figli: ma poi ci giocavano i papà.

Ma come sarà fatto il Lego Certified Store di Arese? Abbiamo contattato chi segue il lancio dello store italiano, ma al momento non sono disponibili al pubblico immagini della versione italiana. Possiamo però vedere come sono fatti all’estero nel caso non ci siate ancora stati, e che cosa ci si può fare.

 

Un Lego Certified Store estero  Un Lego Certified Store estero

 

C’è il Pick a brick wall per esempio, è un muro dove potete trovare suddivisi all’interno di decine di oblò i mattoncini che vi servono o vi mancano, o che avete perso, o con cui volete esercitare l’immaginazione, ci sono spazi per giocare e mettersi ad assemblare quel che vi pare con i mattoncini, e ci si possono naturalmente trovare le serie di costruzioni più cercate, e quel regalo dell’ultimo minuto che vi eravate dimenticati di fare.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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