TV e Cinema
di Marco Villa 25 Febbraio 2016

Trainspotting è stato l’ultimo grande film generazionale (e compie vent’anni)

Prima di internet, prima che il cinema scegliesse le saghe e le grandi metafore

trainspotting-1

 

Un film ambientato a Edimburgo, che parla di eroina, senza grossi sbocchi di futuro o possibilità di respiro. Un film che, dalle premesse, ancora oggi definiremmo di nicchia, per pochi e che, invece, è diventato un manifesto, anche per chi non è mai andato oltre due tiri di canna senza aspirare e aveva come massimo riferimento di degrado urbano il capolinea di Cologno Nord della metropolitana di Milano.

Stiamo parlando di Trainspotting, ovviamente, uscito vent’anni fa e diventato nell’arco di pochissimo un film condiviso da un’intera generazione, quando condiviso non era il post di un link di IMDB, ma una vhs che girava negli zaini. No, nessun sentimento nostalgico, solo dati di fatto. Così come è un dato di fatto che il film, il secondo di Danny Boyle dopo Piccoli omicidi tra amici, arrivasse a traino del successo del libro di Irvine Welsh e che fosse molto atteso. Sono tutti tentativi di giustificare che sia diventato quello che è diventato, ma è evidente che il risultato finale non può essere ricondotto alla semplice somma delle parti.

 

trainspotting-2

 

Trainspotting è uno di quegli esempi in cui scrittura, messa in scena, cast e musiche si mescolano senza sbavature, dando vita non solo a una pellicola pressoché perfetta, ma anche a singole scene che a distanza di vent’anni si ricordano ancora a memoria. Tra tutte il monologo di Mark Renton sulle scelte o il lancio del bicchiere di Francis Begbie al pub, ma anche quelle più pese legate all’astinenza o agli effetti delle sostanze. Un insieme di aspirazioni e tendenze autodistruttive ovvero di quei due moti che, al netto dell’eroina e con sfumature sempre differenti, sono l’essenza stessa dell’adolescenza, quella che coincide sempre con la guerra.

Grazie a questi elementi, Trainspotting è riuscito a diventare non solo un film generazionale, ma anche l’ultimo grande film generazionale. Siamo nel 1996, tre anni dopo sarebbe uscito Fight Club, altro titolo in grado di coniugare boom letterario e culto cinematografico, poi un vuoto piuttosto grande. Di nuovo: non è nostalgia, non è voglia di alimentare il più classico degli “una volta qui era tutta campagna”. Si tratta di semplici considerazioni: finiti gli anni ‘90, l’industria cinematografica ha smesso di produrre film in grado di segnare una generazione, provando a raccontarla partendo dal basso. Ci sono stati film importanti e in grado di dire molto del mondo in cui vivevamo, ma con un approccio diverso da quello di Trainspotting e Fight Club, che partivano dal personaggio e dalla scrittura e riuscivano così a piazzarsi nella testa di chi li guardava.

 

trainspotting-3

 

Certo, l’età in cui li si è visti conta, ma provando a ragionare a mente fredda, la tendenza del cinema dell’ultimo decennio è stata inversa, partendo dal gigantismo e dalla saga per arrivare a parlare allo spettatore, sempre attraverso grandi metafore. Uno dei pochi film capaci di raccontare il nostro presente è stato probabilmente The Social Network: di nuovo un capolavoro per scrittura, messa in scena, cast e musiche, ma lontano dal tiro di Trainspotting e dalla sua capacità di diventare un manifesto, per quanto involontario ed eccessivo.

Noi siamo cambiati, su questo non ci sono dubbi, ma è cambiato anche il modo in cui il cinema prova a coinvolgere lo spettatore. O forse il cinema ha via via perso la sua centralità come mezzo di comunicazione in grado di raccontare il mondo e di incarnare quelle aspirazioni e tendenze autodistruttive di cui si parlava prima. Trainspotting è stato l’ultimo grande film generazionale e probabilmente lo è stato perché è arrivato prima di internet, prima che tutte le generazioni trovassero nuovi modi per tracciare linee comuni di identificazioni. In fondo, anche queste sono scelte.

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
15,00 €

Giulia Bersani - lucciole

  Giulia Bersani, fotografa. Classe 1992, vive a Milano. Fotografie scattate al MI AMI festival 2016 Formato: 21x15 cm Numero Pagine: 48 (+4 copertina) Edizione limitata 100 copie numerate, titolate e firmate dall'autore "Mi piace osservare come musica e buio tirino fuori il lato più istintivo delle persone. Si perde un pò di autocontrollo e ci si lascia guidare dalle proprie emozioni. Io mi sono lasciata libera di inseguire quello che istintivamente mi attraeva, così ho trovato baci, voglia di vivere e colori." (Giulia Bersani)  
17,00 €

KIT DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL DESIDERIO “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper quattro lattine Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >