Society
di Alessandra Lanza 8 Gennaio 2016

Al raduno per single all’Esselunga di Viale Papiniano la gente ci provava davvero

A Milano si è tenuto un gigantesco speed-date al supermercato

single-esselunga  Foto di Alessandra Lanza

 

La risposta più gettonata delle ragazze intervistate è “Non ne sapevo niente, sono qui per fare la spesa”, ma a origliare tra gli scaffali e a sentire chi lavora nell’Esselunga di Viale Papiniano a Milano il raduno dei single ha effettivamente costituito un richiamo per una buona fetta di milanesi, trapiantati e non.

Certo, visti i numeri raggiunti sulla pagina Facebook dell’evento creata da Gloria Lombardi, con 7.300 interessati, 2.600 partecipanti dichiarati e altri 3.200 invitati senza risposta, poteva essere un delirio e, a detta dell’organizzatrice, che certo non le ha contate una per una e non si è fermata fino alla fine, ci saranno state circa 200 persone. Difficile a occhio dare numeri certi, nel brulicare di cestini e borse gialle in mezzo agli scaffali, tra cui si nascondono, spesso con la tattica dei finti tonti, anche quelli degli habitué.

Va detto che l’Esselunga milanese di Viale Papiniano possiede una fama che va al di là di questo evento, essendo nota ai più per essere non solo un luogo d’acquisti, ma anche di baccaglio, come dimostrano pezzi di grandissima letteratura al riguardo. A organizzare un evento su Facebook, però, non ci aveva ancora pensato nessuno. “Io ci sono riuscita!”, dice Gloria, ragazza con un passato da copywriter che festeggia con la coinquilina l’associazione sportiva appena fondata. “Io e la mia amica ci siamo dette: inventiamoci un evento sciocco. Non ci aspettavamo questo successo”, spiega Gloria, interrompendo la conversazione con alcuni amici tra le bottiglie di vino bianco e rosso del penultimo scaffale. Ha una cuffia bordeaux in testa e poco prima ha postato un selfie sulla pagina, per farsi riconoscere.

 

esselunga-papiniano  Foto di Alessandra Lanza

 

Mentre mi avvicino, alle 18.15, ci sono già ragazzi e ragazze soli che escono dalle porte scorrevoli con aria delusa. A fermarli, dicono tutti che sono andati lì per caso, che non sapevano niente. Poi si tradiscono, rispondendo che no, non è il loro solito supermercato, di solito vanno al Pam o al punto vendita di via Solari. A guardare nel sacchetto, hanno comprato poca roba, giusto per legittimare l’uscita. “Davvero, ero qui per caso: ma comunque, sono tutti brutti!”, dice una ragazza, prima di scappare verso la metro di Sant’Agostino. Inizio a sospettare che molti di loro volessero veramente trovare qualcuno e che se ne vergognino. Non capisco, però, se il delitto nella loro testa sia di essere single, di avere inclinazioni poligame o di nutrire speranze in un supermercato.

Appoggiata a una colonna fuori da Esselunga, intenta a fare una pausa e sorseggiare un succo di frutta, c’è Daniela: cassiera da 8 lunghi anni, assunta in Papiniano dalla riapertura di novembre. Le chiedo se sa dell’evento: “I nostri capi ci hanno allertato”, spiega, ridendo nervosamente, visibilmente provata da quasi 10 ore di lavoro. Se è in imbarazzo a parlare con me, non oso immaginare cosa succederà durante un eventuale baccaglio alla cassa. Un’altra ragazza esce con il carrello colmo di cibo. Le chiedo del raduno. “Non ne sapevo niente, sono qui con il mio ragazzo”, che nel frattempo la raggiunge, visibilmente irritato. “Un uomo mi si è avvicinato e mi ha chiesto se le mie arance fossero siciliane”, spiega lei, indicando sorprendentemente quelle nel carrello, appena acquistate.

 

alto-esselunga  Foto di Alessandra Lanza

 

Entrando, cerco di abbandonare ogni preconcetto e di sintonizzarmi sui buoni sentimenti e su eventuali scintille tra clienti. Le specie più diffuse inizialmente sono quelle di maschi che girano in piccoli branchi o di coinquiline in coppia che fanno le gnorri e si danno manforte, fingendo di avere evidenti difficoltà di lettura mentre brandiscono prodotti che non compreranno mai e si bloccano, in fissa, davanti alle mensole, sperando che qualcuno si avvicini per parlare.

Man mano che i tanti giornalisti presenti se ne vanno e si fanno le 19, l’affluenza comincia ad aumentare, complici gli uffici in chiusura. Il baccaglio si fa sempre più intenso, tanto che io stessa, pur in uno stato pietoso, ne cado vittima. “Ciao, cosa fai nella vita?”, mi chiede Youssef, 22 anni, alto come gli scaffali. Parliamo un po’, mi spiega che è lì coi suoi amici e che si sono divisi per abbordare meglio. “C’erano due polacche bellissime, mi hanno detto, ma non sono arrivato in tempo”. Quando gli chiedo se si aspetta di avere successo, mi spiega che è un uomo di mare. “I miei amici mi chiamano il Pescatore Leggendario. Qualcuna abboccherà per forza”. La prima che gli dice che è già fidanzata riceve in risposta un: “Anch’io, e allora?”.

Gli approcci sono i più svariati. Roberta, una bella ragazza con basco rosso e fede al dito, viene approcciata al settore latticini. “Ehi, che yogurt preferisci?”, le chiede un presumibilmente single. Lei, educatamente, risponde, poi gli spiega che è impegnata. Il reparto tra il latte di soia e le mozzarelle va fortissimo, a differenza della desolata area surgelati. Forse è troppo ariosa: meglio stare in spazi stretti per sussurrare inviti. Quattro ragazze di Napoli, a Milano per lavoro da quattro mesi, tutte single e accorse apposta all’evento, subiscono l’assedio di un quartetto agguerritissimo che offre aperitivi, cene e serate in discoteca senza successo. Sono gli stessi che posteranno sulla pagina dell’evento, un paio di ore dopo, un selfie in cui ammettono di non aver portato a casa niente, se non la spesa.

 

esselunga-yogurt  Foto di Alessandra Lanza

 

Più il supermercato si riempie, più, alzando lo sguardo, si rischia di incrociarne un altro ammiccante. Qualcuno ha in mano un cestino semivuoto, qualcuno preferisce il carrello, per flirtare appoggiato sul gomito. Qualcuno fa avanti e indietro portando oggetti, abbandonandoli negli scaffali sbagliati e prendendone degli altri, per prolungare la permanenza. Chi è lì per cuccare si riconosce lontano un miglio e sta costringendo gli impiegati dal bianco grembiule a fare la spola per rimettere i prodotti al posto giusto, che sembra quasi ne vogliano approfittare anche loro.

Nel frattempo, mentre si fanno le 20 e il milanese medio accorre a far la spesa dopo una giornata in ufficio, la coda alle casse si è fatta decisamente impegnativa e la pazienza di chi non è lì alla ricerca dell’anima gemella o di sesso, ma per comprar due uova da sbranare a cena, è messa a dura prova. “Si può questo macello per prendere un etto di cotto?”, dice uno degli esasperati. In giro, tra single e mitomani intenti a fare selfie (in cui, non so bene come, ci finisco anch’io) è pieno di ispettori, dipendenti e uomini della sicurezza intenti a vegliare sull’inedito speed date e sulle borse dei clienti, facile preda di borseggiatori, più che di single.

Con voi del banco del pesce ci ha provato qualcuno?, chiedo agli addetti. “No, purtroppo”. E in effetti, più che ragazze ci sono ragazzi, che si lamentano con post in tempo reale sul gruppo di Fb della mancanza di fanciulle.

 

pesce-esselunga  Foto di Alessandra Lanza

 

Facendo slalom tra casse e scaffali mi dirigo verso un gruppo di ventenni in coda. Uno di loro, agitando una bottiglia di vodka, esordisce con un “Io sono qui per rompere il ghiaccio”: quando gli spiego che sono una giornalista mi racconta di averne già abbordate tre. Capello alla James Dean e sorriso strafottente, Andrea si porta a casa, insieme alla vodka, un paio di contatti Facebook e un appuntamento a cena previsto per sabato. A lui non è andata troppo male, alla fine.

Trentasette giri e un paio d’ore dopo il mio ingresso (tanto che un tizio, mentre gli passo davanti per l’ennesima volta, se ne esce con un “si vede che questa è proprio in cerca”), me ne vado in cassa con i miei cibi tristi e sani, infilati in una borsa del Pam, per non far torto a nessuno. Strisciata la carta, mi avvicino al cassiere dalle occhiaie lunghe fino al mento e gli dico: “Tante persone oggi rispetto al solito eh?”. Lui, esausto, scuote la testa come per dire: “Troppe”. E mentre me ne esco dal maxi appuntamento targato Esselunga, coi legittimi dubbi su una possibile trovata pubblicitaria (smentita però da ufficio stampa e dalla stessa organizzatrice), sulla pagina dell’evento l’invito si trasforma in una serata al Just Cavalli, rigorosamente in lista Single Esselunga. Non riesco a fare previsioni sui possibili partecipanti e ripenso che una volta in lista sarà più difficile fare i finti tonti. Certo è che tentarla in discoteca dopo un negroni è più facile che provarci al romantico confine tra spazzolini e assorbenti. Passo le porte scorrevoli e un paio di ragazzini, arrivati in tempo per l’ultima spesa, mi lanciano un’occhiata e dicono: “Ci saranno solo rapinatori e disagiati”.

 

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