scarpe brutte estate
Society
di Simone Stefanini 13 Giugno 2016

Le 5 calzature estive più orribili e nauseabonde che esistano

Se le conosci, le eviti, se le conosci, non ti uccidono

crocs-calcini jeracgallero - Mi sento male

 

È arrivata l’estate. Sapete cosa significa, vero? Bagni al mare, però siamo a lavoro quindi niente. Sudore, quello sì, anche col condizionatore, così poi ci buschiamo una bella polmonite ad agosto. Umidità ai livelli della giungla vietnamita e un botto di zanzare assassine.

Come se non bastasse, arrivano le calzature dell’orrore, quelle che di solito uno dovrebbe mettersi solo durante un decorso post operatorio oppure nell’intimità della propria abitazione e invece spuntano come funghi sotto i piedi nella piscina comunale.

Che fare? Innanzitutto riconoscerle, per evitarle e non calzarle mai. Perché vi squalificano agli occhi dei vostri colleghi e del consesso civile, e vi rendono una sorta di elephant man eunuco agli occhi delle ragazze. Prendete nota, ché l’estate è buia e piena di terrori.

 

1) Le Crocs, perché sono le Crocs

Mmmhhh… quando sono vecchie, poi angiennering - Mmmhhh… quando sono vecchie, poi

Cosa c’è di più bello che svegliarsi la mattina, quando il sole è sempre sopportabile e vedere in giro file di persone col pantalone corto che indossano un bel paio di Crocs marce? Ah, gli zoccoli in gomma, come non amarli, specialmente quando le unghie mal tagliate sfondano la parte davanti, facendole diventare i calzari di Fred Flintstone, ma più brutti. Facendola breve: NO. Che io ricordi, non ho mai visto una coppia felice in cui uno dei due reca tali brutture.

 

2) Le infradito, perché dopo aver percorso 50 metri hai i piedi delle Tartarughe Ninja

Un’autentica tortura diregiovani.it - Un’autentica tortura

I sandali infradito possono essere anche belli o trendy, ma non esiste che siano comodi. Non puoi correrci, quindi se qualcuno ti segue con intenzioni losche, sei potenzialmente fottuto. Devi stare mooolto attento ai ricordini lasciati dai cani, perché se ne pesti uno con questi sandalini è tutto tuo. Ma la cosa più schifosa è che, essendo bassi e scomodi, dopo una mezz’ora che sei uscito hai già i piedi neri e gonfi, molto simili a quelli delle Tartarughe Ninja che però, non esistono nel mondo reale: i tuoi piedi invece sì.

 

3) Il sandalo Dr. Scholl’s, perché non sei un chirurgo in pensione

“Allora dottore, chi e che operiamo oggi?” tinypic.it - “Allora dottore, chi e che operiamo oggi?”

Ah che bello essere scambiato per dottore anche quando si ha appena la terza media. Tutto merito dei begli zoccoloni in legno del Dr. Scholl’s, uno che di calzature e di horror se ne intende. In effetti, niente da dire quando vengono calzati all’interno dei vari reparti di medicina o chirurgia, sono comodi e molto professionali. Una volta portati via dal loro habitat naturale e ricondotti nella cattività urbana, invece, possono provocare cecità selettiva che indurrà i vostri contatti a chiedervi perché girate a piedi nudi, pur di non vederli.

 

4) Il sandalo da tedescone, modello Giuda Iscariota, col calzino

Ed è subito Seminario crisalidepress.it - Ed è subito Seminario

Amici, vi risulta per caso che tra le leggende estive del tipo chi ha limonato più tedesche al mare, si sia mai insinuata quella in cui l’esemplare di tedesco maschio viene a fare il figo con le nostre donne? No vero? Questo dipende dal difetto congenito sintetizzato in questa foto: il sandalo in stile Nazareth con il bel calzino bianco a fare da contrasto. Un’immagine che spesso gli psicologi mostrano alle loro pazienti ninfomani per far passare ogni voglia. Mai, non ci avranno mai. Meglio non uscire affatto.

 

5) Una qualunque sneaker, perché quando te la togli, è subito Fukushima 

Vi sembra abbia la faccia di chi odora profumo? lovelace - Vi sembra abbia la faccia di chi odora profumo?

Maronn. Cioè, finché fate i dinamici e moderni tutto a posto, ma quando vi fermate a casa, vi mettete sul divano e vi togliete le scarpe, in cinque minuti la stanza si riempie di quell’olezzo tipico del disastro nucleare. Non c’è soletta profumata che tenga. Quando arriva il momento di togliersele, i vostri piedi profumano di medioevo e a volte,m tanto è aggressivo l’odore, fuoriesce anche dalle calzature mentre le indossate. Di solito, dopo una stagione vissuta pericolosamente, devono venire bruciate in un luogo sacro per farne sparire l’odore.

 

BONUS: Il sandalo in gomma stile asilo, che dopo un quarto d’ora fa il fango tra le dita dei piedi

Vintage, dagli anni 80 con orrore  Vintage, dagli anni 80 con orrore

Il must di ogni ragazzino degli anni 80 a scuola elementare. Li indossavi e non erano nemmeno comodi, con la fibbietta che ti faceva male alla caviglia. Dopo qualche minuto però capivi davvero la problematica di tale scelta: il piede, a contatto con la plastica, iniziava a sudare copiosamente, formando fanghi d’alga tra le dita e facendo ribrezzo a tutte le persone in un arco di 10-20 km. Fortunatamente oggi sono tornati di moda nella loro variante fashion, addirittura col tacco. Nessuna paura, il fango è sempre lì ad attenderti, quando meno te lo aspetti.

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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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