Society
di Simone Stefanini 12 ottobre 2018

Wikihow ti insegna come essere indie

Essere indie è facile, basta attenersi ai consigli di Wikihow, che però sono un po’ confusi.

Che i termine indie sia stato sdoganato in modo capillare è ormai cosa nota. Per descrivere le nuove popstar che vengono dal basso (Calcutta, Thegiornalisti, Lo Stato Sociale, giusto per fare tre esempi) viene sempre citato questo termine, che un tempo indicava l’attitudine indipendente nella musica e nella cultura. Logico passaggio successivo, l’utilizzo a sproposito della parola e le immancabili guide su come diventare indie senza fatica.

Insomma, il termine indie è arrivato anche su Wikihow, che grazie ai suoi disegnetti stile Torre di Guardia e ai suoi tutorial basic, ci offre tre modi per essere dei veri fighi indipendenti attraverso l’attitudine, la cultura e la moda.

Il primo passaggio è quello che riguarda l’attitudine, che va creata su misura per lo stile che si vuole adottare. Per essere veri indie, Wikihow ci suggerisce di non dare peso a quello che pensano gli altri: “Perché mai dovresti? Hai solo una vita da vivere, dunque fallo e trascorri la tua esistenza amando apertamente le cose che ami. Sono solo invidiosi del fatto che non riescono a godere così tanto della loro vita.” Questa cosa che se uno non ama gli indie sia automaticamente invidioso andrebbe rivista, a volte è semplicemente questione di gusti.

Wikihow ci intima di apprezzare le cose nuove o dimenticate, poiché, cito: “Questo è quello su cui si fonda effettivamente l’essere indie. Si basa sul farsi piacere e sull’apprezzare cose che vengono trascurate o che si meritano più attenzioni di quelle che ottengono”. Ma non si era detto che uno deve fare un po’ come gli pare? Inoltre: “Fai le cose che ti rendono felice e non aver paura di deviare dalla norma. Tingi i capelli di colori stravaganti solo perché ti va di farlo. Porta vestiti scoordinati tra di loro perché ti piace come le geometrie si scontrano. ” Ancora? questo è un codice, dov’è finita la libertà tanto declamata al punto uno?

Eccoci di nuovo coi consigli ad cazzum: “Non sentire nemmeno l’esigenza di avere una relazione normale se non vuoi. Puoi restare totalmente single, uscire con chi ti pare (a discapito di quello che penserebbe la società), frequentare più di una persona alla volta (ammesso che le altre persone che vedi siano d’accordo) e accertarti di mantenere la tua indipendenza in qualsiasi rapporto tu abbia.” Insomma, per essere indie bisogna andare contro il sistema. Wow, che super filosofia da prima occupazione in terza media. L’unica nota interessante sembra provenire dal consiglio “Se non ti piace qualcosa che succede nel tuo Paese, protesta e lavora per portare i tuoi problemi alle urne elettorali”, una pratica che si è totalmente persa durante questi anni dello storytelling personale e del  disimpegno sociale.

Nella sezione Accedere alla cultura del tutorial si parla delle differenze tra mainstream (“le persone tendono a farsi piacere delle cose solo perché piacciono a tutti gli altri, non perché siano davvero buone”) e indie (“la gente prende sul serio la qualità, e anche tu dovrai farlo”). Non so voi, ma per me questi diktat fanno tanto mainstream. “Dovresti cercare cose, sia passate sia presenti, che abbiano una qualità eterna. È per questo che la musica indie tende ad assorbire tanta influenza dalla musica folk e la moda solitamente trae ispirazione dagli anni Quaranta-Settanta.” e qui vi invito a trovare band indie italiane che si ispirino agli anni ’40.

Wikihow sa come conquistare il mio cuore e mi consiglia di prendere lezioni di uncinetto, cucina, giardinaggio, volontariato, di patrocinare il mio negozio di dischi preferito per poi aggiungere: “Non preoccuparti riguardo alla popolarità dei tuoi gusti né chiederti se sono “abbastanza indie”. Ascolta quello che ami. Non esiste una “playlist indie ufficiale” che ci dice quali canzoni sono cool e quali non lo sono.” Ok, però nelle note precedenti sembrava che vi fossero dei canoni ben precisi per aderire al movimento indie. Sono confuso.

Mi appresto con timore all’ultima fase del tutorial: vestirti indie: “Trova dei vestiti vintage che ti piacciano. I tagli e le stoffe vintage spesso si perdono nel tempo e vale completamente la pena riportare in voga alcuni di essi! Non aver paura di indossare qualcosa che tu possa considerare un po’ folle. Essere indie gira intorno all’essere te stesso! Se pensi che un vestito ti starà bene, dagli un’opportunità.” Ma che matti questi indie! Ecco un altro diktat che mina la mia libertà: “Tieniti alla larga dalle grandi marche e negozi. visita il negozio di seconda mano della tua città”. Facile a dirsi, peccato che nelle catene mainstream spenda la metà della metà del negozio di seconda mano che compra stracci putridi al chilo e li rivende come fossero oro.

Chiosa interessantissima: “Sii solo te stesso, assicurati che tutto quello che dici suoni indie, ma dì quello che vuoi”. Io ho avuto un mancamento, non sono più in grado di continuare con l’analisi. Alla prossima.

Tutte le citazioni e l’immagine contenuta nell’articolo via Wikihow.it

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