Armi da supereroi: ne hanno già inventate 5, ma non sono micidiali

Evidentemente i disegnatori di alcuni fumetti erano in possesso della macchina del tempo di cui vi parlavamo qualche post fa, perché molte delle armi che hanno creato per i loro personaggi oggi esistono davvero, anche se non sono proprio quei micidiali e infallibili aggeggi a cui i supereroi ci hanno abituato.  Un articolo del sito Uproxx svela quali sono. Curiosi di scoprire di cosa si tratta? Semplice:

1. Il braccio robotico di Doctor Octopus (servirà agli operai nelle fabbriche):

 

La pistola lanciafiamme di HeathWave (che serve essenzialmente per sbrinare il frigo):

 

Le gambe estensibili di Stilt-Man (che nella realtà vengono usate a carnevale, vi allungano di non più di 40 cm e costano solo 300 dollari):

 

 

La tuta impenetrabile di Rhino (usata dai giocatori di football negli allenamenti):

 

La ruota gigante di Big Wheel (una specie di alternativa scema alla motocicletta):

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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