TV e Cinema
di Mattia Nesto 25 luglio 2018

Breve storia di Godzilla

Sta per uscire il nuovo film di Godzilla. Ripercorriamo la sua bellissima storia

 

Certamente i più avvezzi alla legacy di Godzilla o alla cultura giapponese in genere non si sono troppo sorpresi del twist finale di Godzilla 2 – Minaccia sulla città, anime messo in onda su Netflix da qualche giorno e nuova puntata dell’eterna serie con protagonista il colossale lucertolone atomico. Ma, al di là di questo, la ricomparsa sugli schermi del titanico rettile ci ha fatto venire voglia di approfondire la storia dell stesso Godzilla (a proposito avete già visto il trailer di King of the Monsters ?)

 

Partiamo da un presupposto: se uno dice Godzilla, immediatamente pensa anche a King Kong. Questa sorta di derby fra i mostri non soltanto è uno dei “match” più classici della storia del cinema, come dell’immaginario pop in genere, ma è anche un vero e proprio progetto industriale dato che il cosiddetto Monstevers, ovvero quel progetto di stretta collaborazione Warner Bros. e Legendary Pictures, sta portando via via al cinema nuovi capitoli di film con King Kong e Godizlla sino al già annunciato, e forse conclusivo, Godzilla vs. Kong, previsto per il 2020.

 

Ora, al di là del fatto che storicamente c’è già stato un derby King Kong contro Godzilla nel lontano 1962 (e per l’occasione è stato realizzato un doppio finale, uno per il mercato americano ed europeo, con la vittoria dello scimmione, ed uno per quello asiatico, con il successo del lucertolone), le due creature possono, in maniera abbastanza netta e chiara, sublimare due modi di pensare, il mondo e la vita, tipicamente, da un lato, occidentale e, dall’altro, orientale. King Kong è infatti, da 85 anni tondi tondi,  la creatura selvaggia che, grazie all’intraprendenza, a metà strada tra il coraggio e una sete di ricchezze senza fine, viene portata in mezzo alla civiltà, rappresentata dal centro di New York City e mostrata come simbolo della “vittoria dell’uomo bianco su tutte le altre creature di Madre Natura”. Lasciamo perdere che poi lo scimmione faccia casino e sbertucci un po’ questa fiducia: alla fine, quasi sempre, Kong viene impallinato sulla punta dell’Empire State Building, con tanti saluti al WWF.

 

Ben più profonda, in un certo senso, è invece la filosofia che muove le fila di Godzilla (ben spiegata da Yotobi in questo video), specie nelle sue ultime incarnazioni. Infatti Godzilla nasce intorno alla prima metà degli anni Cinquanta, da un’idea di Teizô Toshimitsu. Il periodo storico non deve trarre in inganno: siamo a meno di dieci anni dal bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, e da altri incidenti a reattori nucleari in Giappone e quindi il ricordo di quelle immani tragedie è ancora vivido. Ecco quindi che, sin dalle prime apparizioni cinematografiche (sicuramente molto ingenue), Godzilla si configura come una sorta di “purga” per i peccati degli esseri umani, rei di aver sconvolto il naturale ordine delle cose con gli esperimenti e le esplosioni nucleari: Godzilla è quindi il kaijū, il “mostro misterioso”, atomico per antonomasia.

 

 

Questa concezione di incarnazione dei peccati umani da parte di Godzilla viene via via acuita nel corso dei vari film, se ne contano una trentina ormai, in cui il dinosauro nucleare se la vedrà via via con tutto un campionario di mostri e nemici che prendono a piene mani l’ispirazione dal folklore giapponese. Mostri volanti, insettoni dalle dimensioni di una balenottera azzurra, robottoni che rispondono al, delizioso, nome di Mecha-Godizlla: chi più ne ha più ne metta con anche, incredibile a dirsi, il figlio di Godzilla, il mostruoso (nel vero senso della parola) Minilla (Minira in giapponese).

 

 

Anche se le ultime trasposizioni si allontanano da quest’idea, in molti film Godzilla diventa un vero e proprio difensore del nostro Pianeta, contro qualche non meglio precisata ma terribile minaccia alinea (che prende di solito le sembianze di Ghidorah, il classico drago a tre teste che, ancora oggi, affolla misteriosamente le bancarelle dei giocattoli al mercato): gli uomini insomma, ormai consci dei loro sbagli, fanno pace con l’orrida creatura frutto della loro avventatezza, puntato tutto su una tecnologia ecosostenibile ed ad impatto zero e rendono, in fin dei conti, la Terra migliore di com’era prima.

 

Sì lo sappiamo questo è Minilla: l’orrido figlio di Godzilla, nato negli anni Sessanta  Sì lo sappiamo questo è Minilla: l’orrido figlio di Godzilla, nato negli anni Sessanta

Per questo motivo le nostre simpatie non possono che andare a Godzilla e non perché, banalmente, è più forte (sì lo sappiamo che nel King Kong di Peter Jackson il gorillone apre letteralmente in due un branco di T-Rex), può sparare dalla bocca un raggio atomico incredibile e resistere fuori dall’atmosfera: Godzilla, al contrario di King Kong, è diventato negli anni un simbolo ambientalista, la rappresentazione “vivente” dei nostri sbagli, che però possono ancora essere corretti. Perché, come si dice proprio in Godzilla 2: “Al crepuscolo delle civiltà vengono fuori i mostri: spetta a noi non mettere la parola fine alla nostra”. Ah, a proposito, speriamo che i prossimi film siano dannatamente meglio delle precedenti boiate degli ultimi anni. 

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