TV e Cinema
di Simone Stefanini 18 Settembre 2017

Gli Emmy 2017, c’è vita oltre Game of Thrones

Senza l’ombra dei draghi, gli Emmy 2017 hanno dato spazio a temi sociali e politici rilevanti. Handmaid’s Tale asso pigliatutto

Alexis Bledel, Ann Dowd e Elisabeth Moss, vincitrici per The Handmaid’s Tale still da YouTube - Alexis Bledel, Ann Dowd e Elisabeth Moss, vincitrici per The Handmaid’s Tale

 

La 69esima edizione degli Emmy, gli “Oscar della tv” come vengono chiamati di solito, si è svolta il 17 settembre al Microsoft Theatre di Los Angeles e ha portato una ventata di freschezza: per la prima volta dal 2011, Game of Thrones non era tra i candidabili a causa dell’uscita posticipata in estate. Non che abbia mai fatto numeri da pigliatutto nelle scorse stagioni: l’unico attore ad aver vinto l’Emmy è stato Peter Dinklage (Tyrion), ma di solito faceva incetta di premi tecnici ed era abbonata alla vittoria di Miglior serie drammatica (ma solo quando Breaking Bad e Mad Men si sono fatte da parte). In ogni caso, la sua presenza aleggiava come l’ombra di un drago gigante su tutta la manifestazione, monopolizzandola mediaticamente.

Il 2017 sarebbe dovuto essere l’anno di Westworld e invece il colossal sci-fi western di Nolan (fratello di ) e Joy si è dovuto accontentare solo delle nomination: nessuno degli attori candidati per i ruoli principali o secondari ha vinto, neanche un mostro sacro come Anthony Hopkins.

https://www.youtube.com/watch?v=0b1TdNECvOQ

Chi ha vinto allora? Alcune tra le serie che senza dubbio ci sono piaciute di più quest’anno: The Handmaid’s Tale si è presa il premio più ambito, quello di Miglior serie drammatica, e il fatto che in Italia se la sia accaparrata per lo streaming una piattaforma “piccola” Timvision, la dice lunga sulla lungimiranza dei distributori del nostro paese. Elisabeth Moss, la protagonista di Handmaid’s Tale a cui abbiamo già dedicato un articolo per lodarne la bravura, ha vinto il premio come miglior attrice drammatica. La grande caratterista Ann Dowd ha vinto quello l’Emmy per Miglior attrice non protagonista e Alexis Biedel ha vinto il premio come Miglior attrice guest, sempre per Handmaid’s Tale, al quale va anche la miglior regia (Reed Morano) e la miglior scrittura (Bruce Miller).

 

https://www.youtube.com/watch?v=65LGXKFXCs8

Una vittoria che fa il paio con quella di Big Little Lies come Miglior miniserie, che ha portato alla vittoria anche Nicole Kidman (protagonista femminile miniserie), Alexander Skarsgard (non protagonista maschile miniserie) e Laura Dern (non protagonista femminile miniserie). Fa il paio perché sia Handmaid’s Tale che Big Little Lies trattano il tema della violenza e degli abusi sulle donne, il primo seguendo un filone fantascientifico/distopico (tratto dal romanzo di Margaret Atwood), il secondo analizzando i vizi della borghesia americana (tratto dal romanzo di Liane Moriarty).

 

https://www.youtube.com/watch?v=YSgI3DEAFkk

Siamo molto felici che Black Mirror (San Junipero) abbia vinto il premio come miglior film per la tv. L’abbiamo lodato più volte per aver trattato i temi del dolore, della morte e dell’omosessualità con una delicatezza e una freschezza davvero rari.

Sterling K. Brown (This Is Us) si è aggiudicato il premio come Miglior attore protagonista di una serie drammatica ed è il primo attore di colore a vincere da 19 anni a questa parte. John Litgow (The Crown) quello per il non protagonista, mentre Riz Ahmed ha vinto l’Emmy come Miglior attore protagonista di una miniserie, per The night of, il thriller più bello dell’anno. Veep si è aggiudicato il premio per la Miglior serie comedy ma noi sogniamo un Emmy in cui Bojack Horseman si aggiudichi la comedy, nonostante sia una serie d’animazione.

 

https://www.youtube.com/watch?v=wFin3SylCZY

Un evento caratterizzato da un forte messaggio politico anti Trump, scherzato da Alec Baldwin, che ha vinto l’Emmy con la sua imitazione nel Saturday Night Live. Il presentatore Stephen Colbert ha più volte tirato in ballo il Presidente americano, che è stato anche tirato in ballo da Dolly Parton, Lily Tomnlin e Jane Fonda, che nel 1980 hanno recitato insieme in Dalle 9 alle 5… orario continuato e riferendosi al protagonista maschile del film hanno dichiarato dal palco degli Emmy  “Allora ci siamo rifiutate di essere guidate da un sessista, egoista, bugiardo ipocrita e bigotto e nel 2017 ci rifiutiamo ancora una volta di essere guidate da un sessista, egoista, bugiardo ipocrita e bigotto”, riferendosi a Trump senza mai citarlo.

Ecco tutti i vincitori:

Miglior serie comedy: “Veep” (HBO)

Miglior serie drammatica: “The Handmaid’s Tale” (Hulu)

Miglior miniserie: “Big Little Lies” (HBO)

Miglior attrice protagonista in una serie comedy: Julia Louis-Dreyfus, “Veep” (HBO)

Miglior attore protagonista in una serie comedy: Donald Glover, “Atlanta” (FX)

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica: Elisabeth Moss, “The Handmaid’s Tale” (Hulu)

Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Sterling K. Brown, “This Is Us” (NBC)

Miglior attrice in una miniserie o film TV: Nicole Kidman, “Big Little Lies” (HBO)

Miglior attore in una miniserie o film TV: Riz Ahmed, “The Night Of” (HBO)

Miglior film TV: “Black Mirror: San Junipero” (Netflix)

Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica: Ann Dowd, “The Handmaid’s Tale” (Hulu)

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica: John Lithgow, “The Crown” (Netflix)

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy: Kate McKinnon, “Saturday Night Live” (NBC)

Miglior attore non protagonista in una serie comedy:  Alec Baldwin, “Saturday Night Live” (NBC)

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film TV: Laura Dern, “Big Little Lies” (HBO)

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film TV: Alexander Skarsgard, “Big Little Lies” (HBO)

Miglior regia per una serie comedy:  Donald Glover, “Atlanta” (“B.A.N.”) (FX)

Miglior regia per una serie drammatica: Reed Morano, “The Handmaid’s Tale” (“Offred (Pilot)”) (Hulu)

Miglior regia per uno speciale di varietà: Don Roy King, “Saturday Night Live” (“Host: Jimmy Fallon”)

Miglior regia per una miniserie, film TV o speciale: Jean-Marc Vallée, “Big Little Lies” (HBO)

Miglior sceneggiatura per una serie comedy: Aziz Ansari and Lena Waithe, “Master of None” (“Thanksgiving”) (Netflix)

Miglior sceneggiatura per una serie drammatica: Bruce Miller, “The Handmaid’s Tale” (“Offred (Pilot)”) (Hulu)

Miglior sceneggiatura per una miniserie, un film TV o uno speciale: Charlie Brooker, “Black Mirror: San Junipero” (Netflix)

Miglior sceneggiatura per uno speciale di varietà: Last Week Tonight With John Oliver” (HBO)

Miglior varietà: “Last Week Tonight With John Oliver” (HBO)

Miglior serie di sketch di varietà: “Saturday Night Live” (NBC)

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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