Ho guardato tutto Dawson’s Creek da adulto e sono sopravvissuto (più o meno)

Ho fatto una maratona di 87 ore. Ecco com’è andata a finire

È accaduto tutto per caso, come le cose importanti della vita. Dopo aver scritto un articolo leggero, sulle sigle dei telefilm anni ’90, ho dovuto subire un’umiliazione. Un commento sui social riportava sostanzialmente: “Pacey non è grasso e chi ha scritto l’articolo avrà visto solo la prima puntata di Dawson”. Sapete una cosa? Era vero. La mia arroganza, la mia vanità, l’inutile ego mi avevano fatto scrivere 4 parole vuote su di una serie tv di 6 stagioni che ha cambiato il modo di pensare e di rapportarsi alle emozioni di milioni di italiani (figuriamoci di quanti americani). Quel commento mi aveva aperto gli occhi, dovevo rimediare. Una volta trovati i file, mi sono così obbligato ad una maratona estenuante di circa 87 ore. Ho guardato tutto Dawson’s Creek.

Nelle prime puntate scopro i protagonisti ed ambientazione: siamo in Nord Carolina, in una cittadina di mare chiamata Capeside, all’incirca nei tardi anni 90. Dawson Leery è un 15enne di almeno 28 anni, capelli biondi, riga nel mezzo a nascondere una fronte grande come la Croazia [cit.]. Vorrebbe fare il regista, gira film amatoriali e vive in una stanza con la finestra sempre aperta, dalla quale entra Joey Potter, la ragazza che mi farà uscire di senno. Tutta smorfiette, sorrisi tipo paresi, aggiustamenti dei capelli dietro le orecchie e seghe mentali a diritto. Tantissime. In ogni conversazione tra Dawson e Joey, all’interno di sei anni di programma, non ci sarà mai una risoluzione di qualche tipo, solo un sacco di seghe mentali. Il terzo ad essere introdotto è Pacey Witter, che non è grassoccio, ha solo la faccia paffuta montata su di un corpo normale. Lui è il migliore amico di Dawson ed è tutto diverso dal lagnoso biondino: istintivo, cazzone, fatti e non parole. Diventa subito il mio personaggio preferito. In questo triangolo ancora da sbocciare giunge come un uragano Jen Lindley, una bionda dalla faccia un po’ Miss Piggy che fa girare la testa a Dawson, facendo ingelosire Joey. Mi seguite? Ok.

 

Dawson e Joey migliori amici today - E di limonare non se ne parla

 

C’è da dire che Dawson e Joey dormono spesso insieme dopo aver visto un film e che a 15 anni non hanno mai nemmeno lontanamente pensato ad ingropparsi, come invece sarebbe capitato a me. Mi faccio due domande.

I personaggi minori: i genitori di Dawson non fanno altro che scopare, Joey invece ha una famiglia disastrata, con mamma morta e babbo in prigione. Sta con la sorella che è incinta di un uomo di colore. Pacey è il figlio del poliziotto del paese, un uomo di merda che lo tratta malissimo. Ha un fratello, pure poliziotto, sospetto gay. Jen abitava a New York, ma i genitori che non sopportavano più le sue intemperanze l’hanno spedita dalla nonna, una zimarra bigotta doppiata con la voce della Signora in Giallo.

Beh, mi stupisco: nei primi episodi sono trattati più temi caldi in questo telefilm che in 3 millenni di chiesa cattolica: matrimoni misti, sesso tra genitori, tradimento, divorzio, omosessualità, alcolismo, spaccio di droga, morte, sesso tra adolescenti, sesso tra un’adolescente e una professoressa (grande Pacey!). Si capisce che lo snodo narrativo principale è tutto su Joey ed il suo amore-non amore nei confronti di Dawson. Kevin Williamson, il creatore di Dawson’s Creek, doveva essere più innamorato di Katie Holmes (l’attrice che interpreta Joey) di quanto lo fosse stato Tom Cruise. Anche la colonna sonora è di mio gusto, con chitarrini e vocine mielose.

Nell’ultima puntata della prima stagione, Dawson e Joey si baciano, mentre il nonno di Jen muore (il che fa capire che la povera Jen avrà solo ed esclusivamente vagoni di merda dagli sceneggiatori). La seconda stagione si apre con un incontro magico tra Pacey ed Andie McPhee, ragazza carina, timida che in seguito diventerà pazza. Andie ha un fratello, Jack, un ragazzino timido e carino che in seguito diventerà gay, non prima di aver sottratto Joey Potter a Dawson, il quale parla, parla, parla e scopare mai. La storia tra Pacey e Andie è bellissima, mi strappa letteralmente il cuore. Quella tra Dawson e Joey invece due palle esagerate. Highlight della seconda stagione: Abby, una tipa un po’ bastarda, (che però è il fulcro di una puntata in stile Breakfast Club bellissima) sempre al centro dell’attenzione, fa amicizia con Jen e mentre sono ubriache, cade dal molo annegando. Questo per ribadire quanto Jen Lindley stesse sul cazzo agli sceneggiatori. Avessero saputo che sarebbe diventata la grande attrice Michelle Williams, madre della figlia di Heath Ledger, magari l’avrebbero trattata con più rispetto.

Nella terza stagione Dawson conosce Eva, una spogliarellista che non si capisce come mai, vuole assolutamente sverginarlo. Dawson, chiaramente, si nega. Scopriremo in seguito che Eva è la sorella segreta di Jen, senza che questo cambi una virgola del narrato. Bene, siccome Dawson e Joey si sono lasciati, sapete che succede? Dawson chiede a Pacey di starle vicino. CAMPIONE. Pacey, reduce dal fallimento della sua storia con la pazza Andie,  limona Joey alla prima occasione e lei ci sta, avoja se ci sta, scoprendo così che un uomo può anche essere eccitante, invece che noioso fino alla morte. Jack intanto si dichiara gay e diventa amicissimo di Jen. C’è pure una puntata in stile Blairwitch Project a caso nel mezzo. Dawson scopre la relazione segreta tra Pacey e Joey. La prende malissimo, diventando addirittura mostruoso a livello estetico.

 

11169403_10206554821498774_352686886410949526_n instagram - Dawson con la testa mostruosa

 

Da buon coglione, perdona lei ma non Pacey e inizia a fare le gare per far vedere che lui è il più figo, mettendosi in ridicolo. Allora Joey, presa dai rimorsi, lascia Pacey ma poi alla fine decide di andare 3 mesi in barca con lui perché lo ama e quella comunicazione fa scaturire in Dawson la famosissima espressione in stile Den Harrow di quando piange, che ha generato un trilione di meme:

 

Schermata 2015-06-24 alle 12.18.55 google - Giusto due meme

 

Nella quarta stagione tutti contro Jen che aveva l’ecstasy che manca niente manda al creatore Andie (ma la colpa è di Drew, un personaggio minore in stile Abby), mentre Dawson ha una storia con la sorella di Pacey. Intanto Joey, dopo un milione di tentennamenti e dopo essersi rifiutata di scopare in mare per tre mesi, accetta di fare l’amore con Pacey, che da vero idolo la fa sua con vigore. Poi però lei non sa come dirlo a Dawson infatti non glielo dice e quando lui lo viene a sapere s’incazza. C’è la maturità, i regaz si diplomano ma intanto Pacey e Joey non stanno più insieme, lui va di nuovo a lavoro in barca mentre lei alla fine rilimona con Dawson, buttandomi nello sconforto più totale. Nella quinta stagione Joey, Jen e Jack vanno all’università di Boston, dove incontreranno Audrey, la coinquilina di Joey, un diavolo della Tasmania, molto simpatica in verità, che vorrebbe farsi tutti quelli che incontra. Jack entra in una confraternita e beve da fare schifo, invece di stare col suo ragazzo intellettuale. Jen che ora fa la speaker radiofonica e che esce da una relazione con uno stronzetto biondo, inizia a frequentare Dawson, ma arriva il colpo di scena: il padre di Dawson, Mitch, muore per aver raccolto il gelato mentre guidava. (In realtà l’attore voleva il rinnovo contrattuale ed i produttori si sono sbarazzati di lui, True Fact) Dawson diventa matto e tutti gli stanno accanto come possono, ma Joey è gelosa di Jen. Dopo qualche tempo, Dawson SCOPA con Jen, che si è dovuta pure accollare questo strazio, pora stella. Intanto Pacey lavora in un ristorante e si mette con Audrey mentre  Joey ha una tresca con il suo professore e con il biondino che aveva trattato male Jen. Non sto a menzionare i film che gira Dawson, tanto non v’interesserebbero, mentre v’interesserà sapere che in tutto questo tempo la nonna di Jen da megera è diventata figa e giace coi maschi anziani.

Arriviamo alla stagione finale, che per metà è una noia colossale: Dawson fa l’aiuto regista e sta con un’attrice, Pacey diventa agente di borsa e fa millemila dollari al giorno, Joey sta con Eddie, un belloccio senza arte né parte e Jen mentre lavora al telefono amico, si mette con CJ, uno che non mi piace per niente. Ah, Audrey diventa rockstar A CASO e dovrà pure andare in rehab. Ad un certo momento, Joey e Pacey hanno di nuovo una storia tutta sesso e Pacey convince Dawson ad investire nella Canistracci Oil, la cui rendita lo farà diventare ricco e potrà produrre il suo film adolescenziale sulla sua vita del cazzo. A quel punto però Pacey perde tutti i suoi averi, perde Joey e perde Dawson, mentre alla nonna di Jen, che ormai è il meglio pezzo della baracca, viene un tumore.

 

mustcome_624_353 screenshot - I lacrimoni

 

ULTIMA PUNTATA, quella che contiene tutti gli scioglimenti narrativi del mondo. È ambientata nel futuro, cioè cinque anni dopo la penultima. Jack sta con il fratello di Pacey, che finalmente ha accettato di essere gay, dopo sei anni di battute. Jen è magrolina e ha avuto una bambina da CJ che però l’ha mollata, rivelandosi la merda che pensavo. (NB: merda sì, ma sempre meno degli sceneggiatori quando devono scrivere lo storyline di Jen). La nonna di Jen è sempre malata ma tiene botta. Dawson è un regista affermato e ha la sua serie tv sulla sua vita del cazzo. Pacey ha aperto un ristorante e scopa la moglie di uno che poi lo mena, ma quando vede Joey la rilimona subito, facendole capire chi comanda, mentre Dawson, appena la vede, la rimbalza di discorsi facendole capire chi è sempre stato segretamente impotente. Joey tra l’altro sta con uno col mullet, ma lo lascia tempo zero. Matrimonio della mamma di Dawson con uno a caso, tutti di ritorno a Capeside. Poi accade l’impensabile: Jen cade a terra svenuta e si scopre che è terminale. Cioè , avete capito gli sceneggiatori? Jen, dopo una vita in cui ha ingoiato più merda di un Sebach, deve anche morire lasciando una bambina di 1 anno. Ma certo. In confronto Titanic finisce bene. Ci sono tre scene che mi hanno fatto singhiozzare fortissimo: il discorso finale di Jen a sua figlia, ripreso da Dawson, il discorso di Jen a Pacey quando realizza di stare per morire e il discorso della nonna di Jen a sua nipote cadavere. (“Aspettami, ci rivedremo tra poco”) Ma tanto agli sceneggiatori cazzo gliene? Loro vogliono sapere Joey chi sceglierà  tra Dawson e Pacey. Bene, non ve lo dico, tanto lo sapete. GRANDE PACEY! Fine.

Anzi no.

 

Jack-and-Doug-dawsons-creek-16815770-604-453 screenshot - Doug e Jack che limonano felici

 

Il 17 dicembre 2003 in Italia fu trasmessa l’ultima puntata. Tra i vari accadimenti, in seguito alla morte di Jen, la figlia piccola viene affidata alla coppia gay formata da Jack e Doug. Nonostante i molti tagli italiani ai dialoghi omosessuali, nel complesso se ne capisce bene il senso. Lo share di quell’episodio fu del 14,65%,  complessivamente si stima che quasi 4 milioni d’italiani l’abbiano visto. Se aggiungiamo tutte le repliche, il dato sale enormemente. Mettiamo che i ragazzi sintonizzati alla tv abbiano avuto un’età compresa tra i 15 e i 30 anni, oggi, 12 anni dopo, sono tutti uomini fatti. Sembra dunque che una svolta narrativa così rivoluzionaria ed accettata in toto dal pubblico dell’epoca, non abbia dato alcun frutto a livello sociale, se nel 2016 dobbiamo assistere al Family Day.

Detto questo, ho letto da qualche parte che gli autori, dopo la dipartita del creatore Kevin Williamson dopo la seconda stagione, non sapessero che farsene del personaggio di Jen Lindley, appellata sul set poco garbatamente come “Puttanella dalle guance di criceto” e che ogni qual volta vi fosse stato un momento vuoto, sarebbero ricorsi al primo piano di Katie Holmes/Joey Potter. Volendo vendicare Jen, ho postato sui social un gran numero di immagini di facce a culo di Joey, che ripropongo volentieri.

 

11425201_10206728430758897_217874606092079353_n instagram - Quando deve consolare Dawson per il lutto

 

11406408_10206691614358510_3563724498793304991_n instagram - Quando sghigna in glitch

 

1559760_10206808692965402_7463749808048759999_n instagram - Quando ha bevuto un Long Island di troppo

 

11401242_10206769287500290_8740322423576370245_n instagram - Quando ti fa cacare sotto dalla paura

 

11295693_10206674237964111_8348118356438314140_n instagram - Quando ti compatisce

 

Un ultimo dato: nel caso, a vari livelli, figurano 4 attori di Twin Peaks, che interpretavano Shelly Johnson, Audrey Horne, Bobby Briggs e Leland Palmer. Ok era giusto per.

Torno alla mia vita, cambiato ma con una consapevolezza: si può uscire dalla friendzone, quindi MAX PEZZALI WAS WRONG.

 

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

15,00 €

La Bella Nostalgia - Archeologia pop degli anni '80 e '90 in Italia

Scarica gratuitamente l'ebook de La Bella Nostalgia in tutti i formati QUI   "La Bella Nostalgia - Archeologia pop degli anni '80 e '90 in Italia" di Simone Stefanini parla di mode, film, telefilm, musica, porno, orrori e gioie di due decenni contrapposti di cui oggi abbiamo rivalutato ogni lascito. Una riflessione tragicomica sulla retromania in Italia, una macchina del tempo a metà tra la DeLorean di Ritorno al Futuro e la Bianchina di Fantozzi. 200 pagine - edizione limitata di 50 copie firmata e numerata dall'autore. Edizioni Brava Gente - Betterdays    
70,00 €

SERIGRAFIA "SE MI AMI VALE TUTTO" - ed. limitata firmata - MI AMI 2014

Serigrafia ufficiale della 10° edizione del MI AMI 2014 dimensioni: 50x50 cm stampata a 2 colori (nero + argento) edizione limitata di 50 esemplari ognuna numerata e firmata dall'artista disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc venduta non incorniciata (spedita arrotolata in un tubo) disponibili anche la versione UOMO+UOMO e DONNA+DONNA Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
15,00 €

Serigrafia Unicorno

Il bellissimo unicorno tutto righe di Andrea Minini  è una serigrafia ad 1 colore, di dimensioni 50x70 cm
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >