Vediamo un po’: cosa ricordate dei robottoni della vostra infanzia? Quelli che venivano dal Giappone e salvavano il mondo dall’attacco dei mostri nemici, quasi tutti inventati da quel genio di Go Nagai, quelli che vedevano il pilota incassarsi nella testa con un’astronave per dare vita ai colossi che invece di combattere come fossero arsenali da guerra, spesso facevano rissa come gli ubriachi nei bar. Riguardandoli ora fanno tanta tenerezza, eppure i vari Goldrake, Jeeg Robot e Mazinga hanno formato una serie di quarantenni con la testa sulle spalle, Dio solo sa come.
È appena uscito in home video, distribuito da Lucky Red, Mazinga Z: Infinity, il film del 2017 di Jinji Shimizu per il 45° anniversario della messa in onda della prima puntata del celebre cartone animato. In questo caso, Go Nagai ha dato il suo consenso al film ma non ha fatto niente di pratico, eppure la trama pesca a piene mani dal suo immenso repertorio: ci sono i nemici e sono quelli vintage, che tornano da un’altra dimensione per dare fastidio a Koji Kabuto, l’ex pilota del Mazinga Z che noi conoscevamo col nome di Alcor o Ryo e che oggi è uno scienziato che studia la famosa energia fotonica.
Vedremo il Dottor Inferno, il Barone Ashura, il Conte Blocken e tutti i mostri un po’ ridicoli un po’ geniali degli anni ’70 in versione riveduta e corretta. Insieme a lui, Tetsuya, il pilota del Grande Mazinga e Lisa, un’androide che aiuteranno Koji nell’eterna lotta tra il bene e il male. Non vogliamo svelarvi troppo della trama ma se mai avete avuto un robottone di plastica raffigurante il Mazinga Z in casa da piccoli, saprete benissimo chi vincerà alla fine.
Un film imperfetto certo, manca la geniale originalità di Go Nagai, ma in realtà perfetto per chi ha voglia di rivivere per un paio d’ore la propria infanzia coperta da una patina di tecnologia. Che i raggi fotonici siano con voi!
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