La notte degli Oscar seguita dal divano (rischiando l’abbiocco)

Nomadland di Chloè Zhao esce vincitore in una notte degli Oscar dalla cerimonia abbastanza disastrosa, e dalle poche sorprese.

Mezza bottiglia di prosecco e due caffè basteranno per reggere la nottata. Sono passate da poco le 2 di notte e la cerimonia degli Oscar 2021 ha inizio. La prima novità è che non siamo al Dolby Theatre, ma all’Union Station, storico impianto ferroviario di Los Angeles usato spesso come set cinematografico. L’atmosfera è più distesa, forse è l’effetto delle luci calde che ricreano la sensazione di essere al bar tra amici. Per il terzo anno di fila manca un presentatore ufficiale, e la cosa sembra funzionare sempre meno. Sarà per gli orari notturni o la prevedibilità di gran parte delle vittorie, ma durante queste tre ore e mezza l’abbiocco si è presentato prepotentemente più di una volta. Non si fa in tempo a sedersi sul divano che già stanno annunciando il primo premio. Si parte col botto, e una delle poche sorprese. Una donna promettente The Father si portano a casa rispettivamente Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Sceneggiatura Non Originale. Valuteremo quando vedremo i film. Poi ci si assesta su un binario più tranquillo. Thomas Vintemberg vince Miglior Film Straniero col suo assurdo Un altro giro, ennesimo splendido capitolo della sua filmografia caustica. Nel suo lungo ringraziamento il regista ricorda la figlia Ida, morta due anni fa in un incidente stradale. Questo film che celebra la vita in modo così sofferto è una grande dedica a lei.

Abbiamo capito che quest’anno non ci sono limiti di tempo imposti ai discorsi, e questo preoccupa un po’: non tutti avranno da fare interventi commossi come il grande Vintemberg. E quando viene consegnata la statuetta a Daniel Kaaluya, Miglior Attore Non Protagonista in Judas and The Black Messiah si capisce che gli autori hanno deciso di tenersi l’intrattenimento tutto per l’inizio. L’attore londinese sta tre minuti sul palco col suo flow indomabile e conclude ringraziando i genitori che facendo sesso lo hanno messo al mondo.

A questo punto comincia il primo blocco soporifero, un’ora e mezza di prevedibilità e poca sopportabilità. Ma Rainey’s Black Bottom porta a casa ingiustamente Migliori Costumi e Miglior Trucco e Acconciatura – assegnazione che non sa solo di contentino, ma che ricorda quell’assurdo premio al montaggio conferito a Bohemian Rhapsody di due anni fa -, Sound of Metal spetta ovviamente il Miglior Sonoro, e più tardi il Miglior Montaggio. L’uomo più bullizzato dall’Academy, Christopher Nolan, vede il suo Tenet  ricevere la scontata statuetta ai Migliori Effetti Visivi. Chloé Zhao vince l’Oscar alla miglior regia ed entra nella storia – la scelta di mettere questo premio in un momento così moscio lascia un po’ a desiderare. Poi ho perso i sensi per qualche minuto. Quando ho riaperto gli occhi stavano parlando di un polpo. Miglior Documentario va a Il mio amico in fondo al mare e, da quanto ho intravisto nel dormiveglia, Miglior Film d’Animazione a Soul.

Arriviamo al momento migliore della serata. Yoon Yeo-jeong – la nonna di Minari – riceve la statuetta per la Miglior Attrice Non Protagonista. Oltre alla felicità per il premio in sé, l’anziana attrice regala un momento di stand-up comedy, scherzando con Brad Pitt, dichiarando alle sue dirette avversarie di aver avuto solo tanta fortuna, e giocando sul fatto che tutti abbiano sbagliato a dire il suo nome. L’esperienza paga, anche in questi momenti. Era solo un’illusione perchè tutto sprofonda di nuovo nella noia. Arriva il momento di Mank – uno degli sconfitti di questa edizione insieme a Il processo ai Chicago 7, addirittura senza nessun premio – che si aggiudica Miglior Fotografia Miglior ScenografiaSoul vince il secondo Oscar della serata – Miglior Colonna Sonora -, e dopo un imbarazzante momento quiz tiriamo un sospiro di sollievo per non dover vedere un nuovo video di Laura Pausini che strilla ringraziando l’Italia. Miglior Canzone va a Fight For You, da Judas and the Black Messiah. 

Siamo quasi alla fine, per fortuna. Con grande sorpresa viene annunciato la cerimonia si chiuderà con i due premi agli attori, e il motivo già lo sappiamo. Ancora una volta in sordina Chloé Zhao ritira il secondo premio, quello per il Miglior Film. Ma è proprio la serata di Nomadland e la gioia della regista cinese raggiunge l’apice quando Frances Mc Dormand vince Miglior Attrice Protagonista. Terzo premio in carriera per un’attrice enorme di cui abbiamo già tessuto le lodi. E ora siamo al gran finale, Joaquin Phoenix annuncia i candidati, tutti pronti per la standing ovation e la commozione. “And the Oscar goes to Anthony Hopkins”. No, un momento, in che senso? Nulla di male, per carità. Anzi, vedere questo mostro sacro di 83 anni trionfare nuovamente è pazzesco. Le domande sono da fare agli autori. Ci si aspettava che il cambio d’ordine dei premi più importanti fosse dovuto al momento di tributo rivolto a Chadwick Boseman, per il suo premio postumo. Invece no. Si è messo in secondo piano il trionfo di Chloé Zhao per dare Miglior Attore Protagonista a Hopkins che nemmeno era presente. Le possibilità sono due. O c’è stato un errore, che però non verrà mai ammesso dopo la figuraccia del 2017, oppure gli autori sono totalmente incapaci. Non lo sapremo mai, e soprattutto vivremo bene anche senza saperlo. Si sono fatte le 5.35, gli occhi mi cedono, ma non riesco a dormire. Sono incazzato. Non c’entrano i premi, e nemmeno le ore di sonno che domattina rimpiangerò.

Piccola parentesi. La cerimonia, andata in onda per noi su Sky e Tv8, ha visto come di consueto l’alternarsi delle immagini da Los Angeles con quelle dagli studi di Roma, ed è qui che si è svolto uno show poco edificante. Con toni da talk show dozzinale Francesco Castelnuovo ha condotto la serata di commento ai premi, affiancato da una sobria Denise Negri e dal solito Gianni Canova, all’apoteosi del delirio. Due sono i momenti da raccontare. Dopo i mancati premi al Pinocchio di Matteo Garrone – andati a Ma Rainey’s Black Bottom – il critico ha iniziato a scomporsi urlando alla “dittatura del politicamente corretto”. Ho storto parecchio il naso, ma me lo potevo aspettare. Il peggio è venuto dopo. Al rientro in studio dopo il premio alla Miglior Regia a Nomadland il landwall ha mandato alcune immagini tratte da The Hateful 8 di Quentin Tarantino. E no, non era uno spot, era una rivendicazione di quello che, secondo i conduttori, fosse vero cinema. Una scena al limite del ridicolo. Canova pare non accettare che una donna possa vincere un Oscar del genere, e dall’alto del suo salottino rende un pessimo servizio a tutti i suoi colleghi che in Italia cercano di raccontare il cinema con un po’ più di onestà intellettuale e di passione. Non gli fa onore, vista la sua importanza di critico e insegnante.  Non gli fa onore, dato che il ruolo del critico dovrebbe essere quello di analizzare, non di fare il tifoso di questo o quel film. Tutto ciò è molto triste ma pazienza, sarà per un’altra volta.

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