Perché il documentario su Osho è la cosa migliore che potete vedere oggi su Netflix

Osho è solo il pretesto per parlare della battaglia tra redneck e seguaci new age fomentata da Sheela, la segretaria personale del guru. Wild wild country è una docu-serie che vi lascerà intontiti e affascinati come poche altre

Wild Wild Country è un documentario su Osho e la sua comunità Rajneeshpuram in Oregon durante gli anni ’80, diviso in 6 parti come una serie tv per la regia di Maclain e Chapman Way. Descritto così non affascina granché, a parte i seguaci della new age, eppure questa è la storia più sconvolgente e spettacolare che possiate vedere oggi su Netflix.

È il 1981 e Osho, insieme alla sua segretaria personale Sheela, trasferisce tutta la comune di Pune (India) nel bel mezzo degli Stati Uniti, in una cittadina di 40 abitanti incazzati dell’Oregon. Se pensate però che la trama sia tutta incentrata sulla battaglia tra fricchettoni e leghisti americani vi sbagliate di grosso, perché la storia è ben più assurda di una sceneggiatura scritta a tavolino.

 

 

In mezzo troviamo la villain più affascinante della storia dei culti, un sacco di Rolls Royce, una milizia armata fino ai denti e vestita di rosa, un santone muto e rancoroso, la storia della Nike, alcuni castori, l’FBI, il più grande attentato bioterroristico della storia, il sosia di Stephen King e quello di Pupi Avati (questo è solo per ridere), Hollywood, un tentato omicidio, due cremazioni e un sacco di apparizioni in tv. Poi soldi, sesso, potere, ancora sesso, vestiti dello stesso colore, un film d’epoca raggelante, un’intera città costruita dal nulla e spiata, l’FBI, un sacco di gente rimasta sotto e tutta una serie di avvenimenti che sulle prime non ci si crede e invece è tutto vero.

 

 still da video

 

Più che Osho, il documentario riguarda Ma Anand Sheela, che dal 1981 al 1985 è stata la segretaria, portavoce, stretta collaboratrice di Osho mentre lui aveva scelto la via del silenzio. Il guru parlava attraverso di lei e tutti i discepoli pendevano dalle sue labbra. Una donna minuta e apparentemente innocua con un carisma magnetico e una determinazione che va oltre ogni legge morale. Provocatoria, folle, lucidissima, innamorata del suo Maestro, simpatizzante dell’imprenditoria più che della meditazione, un personaggio agli antipodi di ciò che si immagina parlando di new age.

 

Vi lasciamo col mistero di ciò che è realmente successo negli anni americani di Osho, promettendo una serie affascinante come poche, che vi prenderà tutta l’attenzione e che vi lascerà intontiti dopo la sua fine, un po’ come i seguaci del culto dopo la morte del loro guru. Tutti i protagonisti della storia, quelli ancora vivi quantomeno, sono stati intervistati e ognuno a modo suo chiarisce le parti oscure della storia. La colonna sonora poi aggiunge il brivido blu, grazie a pezzi di Timbre Timbre, Void Vision o Bill Callahan, per entrare nel cuore dell’America rurale, chiusa quasi fosse la stagione di True Detective che abbiamo sognato e che non è mai andata in onda.

 

 still da video

 

Alla fine vi domanderete perché siate stati soggiogati anche voi dal fascino perverso del male e cosa sarebbe accaduto se foste stati lì, in quegli anni, insieme a loro.

 

 

CORRELATI >