TV e Cinema
di Gabriele Vollaro 15 Settembre 2021

Qui rido io – Scarpetta, il tiranno della commedia

Con Qui Rido Io Martone torna al suo modo importante di fare regia, dirigendo un cast superlativo, e raccontando con un affresco la vita della più grande famiglia del teatro italiano

“‘A forza mia è ‘o pubblico”, questo grida in preda alla collera lo Scarpetta di Servillo in una delle scene chiave di Qui rido io. La stessa pensiero balenato nella mente di Mario Martone durante la realizzazione della sua trasposizione cinematografica de Il Sindaco del Rione Sanità. L’Antonio Barracano di Antonio di Leva – troppo giovane e isterico per IL ruolo di Eduardo De Filippo – era un boss camorrista del presente, circondato dallo sfarzo criminale che siamo stati abituati a vedere nella serialità televisiva nostrana degli ultimi anni. Una messa in scena scarna, interpretazioni che spesso erano sopra le righe, poca cura nel maneggiare un testo che fa dei sottointesi la sua forza. Con De Filippo, Martone si è lasciato annacquare dalle tendenze e dalle mode del momento, ma il suo secondo omaggio consecutivo al teatro napoletano è andato in tutt’altra maniera.

Qui rido io è un’opera immensa, che parla dell’Italia del ‘900, e dei suoi uomini. Sì perché Eduardo Scarpetta, genio dell’arte teatrale, uccisore di Pulcinella in nome del teatro scritto, della commedia dialettale, era un tipico uomo del primo Novecento, infuocato e animato dal successo, dispotico e impositivo con la moglie, le amanti e i figli. Capostipite di una delle famiglie più importanti del teatro mondiale contemporaneo, gli Scarpetta-De Filippo, da lui solo passò la fortuna della città di Napoli per i decenni a seguire. Qui rido io parla di un padre in crisi con la legittimità. Un padre poco lungimirante e incapace di intaccare la propria virilità ammettendo le proprie continue scappatelle.

I figli illegittimi vengono trattati da Scarpetta come dei nipoti, con una austerità da zio-nonno che si tramuta in affetto solo davanti a buone prove artistiche. Infatti, la  carriera di Eduardo, Titina e Peppino De Filippo comincia durante l’infanzia, sul palco, accanto a Felice Sciosciammocca – il personaggio alter-ego di Eduardo  Scarpetta – nel ruolo i Peppiniello, il bambino di Miseria e Nobiltà. Come un passaggio di testimone i tre fratelli iniziano a recitare col padre, imparano i rituali dell’arte scenica vivendo quotidianamente negli spazi antistanti le assi del palcoscenico,  crescono all’interno di una famiglia di saltimbanchi.

Un frame del film tratto dall’autore  Un frame del film tratto dall’autore

Martone riesce alla perfezione a tessere i fili che legano i personaggi di questa storia, quasi troppo intricata per essere vera. Il rapporto di continuo amore che Scarpetta mantiene con Luisa De Filippo, madre dei tre futuri geni del teatro, messa a vivere “come una principessa” in una depandance della villa della famiglia. Il rapporto di sudditanza tra attori e capocomico, e il suo cambiare l’umore di tutta la compagnia, semplicemente comparendo all’improvviso. Laddove la sceneggiatura de Il Giovane Favoloso rendeva troppo macchiettistico il Leopardi del periodo napoletano, in Qui rido Io il lavoro di scrittura – eseguito sempre dal regista insieme a Ippolita Di Majo – non cede alle tentazioni delle risoluzioni frettolose, o alla semplificazione per accontentare a tutti i costi il pubblico. Rallenta due volte il ritmo narrativo di un film che nonostante la crepuscolarità rimane una commedia, ridondando forse, ma per un bisogno di chiarezza da consegnare in mano allo spettatore.

Il cuore della vicenda infatti è la causa intentata da D’Annunzio a Eduardo Scarpetta per un presunto plagio. L’attore napoletano aveva scritto la parodia de La Figlia di Iorio, visto con tutta la famiglia a Roma, e lo aveva messo in scena dopo aver chiesto l’approvazione al Vate. Nel terzo quarto del film la questione giudiziaria diventa il solo motore narrativo della vicenda, ma la saggezza degli autori fa si che non ci si annoi mai. Non si sta semplicemente testimoniando i tentativi di un uomo di difendersi da un inganno ricevuto, da una macchinazione subita. Intorno a queste questioni c’è un prototipo di artista che sta tramontando, insieme a tutti i fasti della Belle Epoque. Il culmine è raggiunto nella splendida scena dove Benedetto Croce fornisce a Scarpetta le armi per difendersi in tribunale, ma lo distrugge artisticamente. La sua non è certo una contraffazione, ma una parodia malriuscita.

Martone aveva a disposizione una materia fertile, e la vita di un uomo gigantesco, partecipe della cultura letteraria del primo novecento italiana. In Qui Rido Io compaiono molti “ultimi grandi” – l’ultimo grande nostro filosofo, l’ultimo grande nostro drammaturgo -, e a prescindere dalla loro rilevanza nello snodo della trama, vengono raccontati con aderenza e somiglianza di toni, oltre che di sembianze. Ma Martone aveva anche a disposizione uno stuolo di attori meravigliosi – che è tornato a dirigere come solo lui sa fare – capitanati da un Toni Servillo ai suoi massimi storici sul grande schermo. Il suo Scarpetta-mattatore, tiranno dagli occhi sempre più lucidi e spenti, culmina nella scena finale, quella dell’udienza conclusiva del processo. Viene ribaltato lo standard imposto dagli americani per le scene ambientate in tribunale. Non si assiste a un’arringa avvincente col montaggio tipico da partita di baseball e la giuria sempre più convinta di dar ragione al protagonista. Si assiste all’ultima enorme sceneggiata di Felice Sciosciammocca, che scolora durante il carrello all’indietro che mette i titoli di coda all’intero film.

Un Martone da applausi quello del 2021. Un Martone che ha ritrovato aderenza con il suo modo importante di fare regia. Qui Rido Io è senza dubbio un esempio di grande cinema, in cui niente finisce per caso sullo schermo, ma è frutto di uno studio attento fatto di linee tirate da una parte all’altra della sceneggiatura. Il regista napoletano continua a dar modo di credere che l’aggettivo “viscontiano” – di cui si abusa da anni per parlare di lui – non sia proprio campato per aria. Preso con le dovute pinze, risuona nel suo modo di vedere la scena, sempre un grande palcoscenico, allestito a festa, con tanti soldi e tanti bravi professionisti ad animarlo. 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

70,00 €

KIT DELL'AMORE "MI AMI Festival 2020"

KIT DELL'AMORE “MI AMI Festival 2020” Contiene: due t-shirt due shopper quattro kit semi: due kit passiflora, peperoncino, melanzana e due kit mimosa, pisello, salvia quattro lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
15,00 €

Giulia Bersani - lucciole

  Giulia Bersani, fotografa. Classe 1992, vive a Milano. Fotografie scattate al MI AMI festival 2016 Formato: 21x15 cm Numero Pagine: 48 (+4 copertina) Edizione limitata 100 copie numerate, titolate e firmate dall'autore "Mi piace osservare come musica e buio tirino fuori il lato più istintivo delle persone. Si perde un pò di autocontrollo e ci si lascia guidare dalle proprie emozioni. Io mi sono lasciata libera di inseguire quello che istintivamente mi attraeva, così ho trovato baci, voglia di vivere e colori." (Giulia Bersani)  
5,00 €

KIT SEMI "MI AMI Festival 2020": PASSIFLORA, PEPERONCINO, MELANZANA

Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Passiflora Cerulea La passiflora è avvolgente, come un partner impetuoso, i suoi rami rampicanti circondano qualsiasi supporto possano incontrare. Governata da Venere, è usata negli incantesimi d’amore per dominare la passione. Il suo profumo intenso, infatti si accentua la sera conquistando così ogni tuo senso. Nella simbologia floreale ha virtù protettive, posizionata dinnanzi un ingresso evita intrusione. Peperoncino Peter Pepper Noto per la sua forma fallica, il Peperoncino Peter Pepper vi sorprenderà con il suo carattere deciso, il sapore aromatico e un grado di piccantezza adatto anche ai palati più delicati. L’attitudine erotica esplode in una rapida fioritura bianca per dare poi presto spazio ai suoi frutti. Adatto alla coltivazione in balcone, nella tradizione popolare è infatti una pianta da possedere per realizzare rituali di seduzione. Melanzana Bellezza Lunga Dimenticati della classica emoji perchè quello che stai per piantare è una “bellezza lunga”. La Melanzana contenente nel tuo kit avrà un aspetto fiero della sua struttura: eretta, alta almeno 30 cm, con frutti polposi e pronti per essere gustati in estate. Come ogni spasimante che si rispetti, prima di donarsi al tuo palato ti porterà in dono dei fiori. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Locandina de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
25,00 €

KIT GARDENER "MI AMI Festival 2020"

Kit GARDENER “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
70,00 €

SERIGRAFIA "SE MI AMI VALE TUTTO" - ed. limitata firmata - MI AMI 2014

Serigrafia ufficiale della 10° edizione del MI AMI 2014 dimensioni: 50x50 cm stampata a 2 colori (nero + argento) edizione limitata di 50 esemplari ognuna numerata e firmata dall'artista disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc venduta non incorniciata (spedita arrotolata in un tubo) disponibili anche la versione UOMO+UOMO e DONNA+DONNA Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >