TV e Cinema
di Simone Stefanini 14 Gennaio 2020

Sessismo al Grande Fratello, chi l’avrebbe mai detto

Salvo Veneziano è stato espulso dal Grande Fratello VIP per delle frasi sessiste e violente rivolte a una concorrente.

Se seguite il gossip, la notizia che tiene banco oggi è quella che vede Salvo Veneziano, già concorrente della prima edizione del Grande Fratello (quella con la Bignardi e Taricone, per intenderci),  squalificato dall’edizione in corso del  Grande Fratello VIP per una serie di frasi sessiste riferite alla concorrente Elisa De Pancinis: “Ti do due schiaffi, ti spezzo la colonna vertebrale”, “Le ho visto l’intestino”, “Le strappo la pelle”. Metafore di una violenza triviale, inaudita e agghiacciante. Salvo si riferiva alle fantasie sessuali che avrebbe fatto con la concorrente laddove fosse stato single, e non ai veri atti di violenza descritti, dice. Cambia poco.

Le frasi, inequivocabili, Salvo le ha pronunciate nella parte della casa in cui è rinchiuso con altri tre ex concorrenti: Sergio Volpini, Pasquale Laricchia e Patrick Ray Pugliese. Un convitto di intellettuali, verrebbe da dire, giacché la produzione ha riportato nel programma, isolati dal resto dei veri VIP, quattro personaggi  curiosi, strambi e presi di mira dalla Gialappa’s, negli anni in cui il programma andava forte.

“Essere un concorrente comporta delle responsabilità importanti sia nei confronti del pubblico, sia nei confronti degli altri inquilini della casa”, questa la favoletta morale con cui la produzione del GF VIP, (presentato da Alfonso Signorini, che vede come opinionisti Pupo e Wanda Nara),  ha squalificato Salvo. Tutto giusto, ma sbattere il mostro in prima pagina senza soffermarsi sulla mancanza di etica del programma sembra un attimo miope.

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Tolte le prime edizioni condotte da Daria Bignardi, che avevano come scopo l’esperimento sociologico (che in ogni caso finiva sempre col sesso a favore di telecamere),  quelle successive condotte da Alessia Marcuzzi , Barbara D’Urso e Ilary Blasi hanno spesso fomentato scontri e rancori, esaurimenti nervosi (un bel po’ di concorrenti sono stati eliminati per aver bestemmiato) e incontri sessuali, invitando nella casa ragazze e ragazzi sexy, già pronti per la carriera futura e le comparsate in discoteca. Seni, addominali, natiche, atti sessuali di fronte alle telecamere, docce che sembrano spettacoli di burlesque e ancora commenti spinti, risatine, lacrimoni per la storia (di 3 giorni) appena conclusa, tradimenti, fuoco, paroloni, parolacce, descrizioni ardite e compromettenti, commenti volgari e sessisti, capanne improvvisate per creare il vedo-non vedo mentre si cede alla passione come da copione.

Ecco la parola: copione. È noto che certe dinamiche non si creino a caso e in quest’ottica, il Grande Fratello ha sempre giocato sporco, creando ad arte delle situazioni possibilmente compromettenti per poi scaricare la colpa sui concorrenti e mettere su il teatrino mediatico col mostro di turno, nel suo percorso di peccato e redenzione che piace tanto all’Italia conservatrice. Mettiamo bene in chiaro le cose: le parole di Salvo sono inaccettabili, tanto più perché amplificate dal mezzo televisivo, ma per una volta sarebbe un bel gesto se la produzione di facesse carico di metà della colpa, ammettendo di selezionare persone e personaggi col chiaro scopo di creare scoop, scandali e situazioni borderline come quella accaduta nei giorni scorsi.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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