settimo cielo

Tutti i traumi che ho dovuto subire dopo aver visto Settimo Cielo

Poche, pochissime cose al mondo sono più disturbanti della visione di una replica di questo telefilm

Il cast di Settimo Cielo lovelace media - Il cast di Settimo Cielo

 

In questi giorni è tutto un casino. L’estate non arriva e in tv danno solo repliche di telefilm che ho visto un milione di volte. Li guardo lo stesso eh, ma me li ricordo e mi fanno meno effetto. Beh, insomma, mica proprio tutti.

Tipo l’altro giorno davano sulle reti Mediaset una replica di Settimo Cielo in cui Ruthie era sempre una bambina, e mancava niente che avessi un attacco d’ansia. Da metà degli anni ’90 infatti, i figli del prete mi hanno ossessionato mentre facevo colazione o dopo pranzo, con tutte le loro paranoie religiose in cui non si rideva, non si faceva chiasso, non si limonava, non si scopava (figuriamoci), non si bestemmiava, non si fumavano le canne, non si bevevano le birrette, non si frequentavano concerti metal, non si facevano gli after, non si dormiva a casa degli amici e poi invece s’andava a ballare.

Si stava in casa ad insegnare ai fratelli minori che la vita è una merda. Grazie Dio, gentilissimo.

 

giphy-109

 

La famiglia più sabbia nelle mutande della storia televisiva è composta dal Reverendo Eric Camden, un pastore protestante che vive nel paese immaginario di Glen Oak con la moglie Annie, i figli Matt, Mary, Lucy, Simon, Ruthie e i gemelli Sam e David. Si evince senza tanti giri di parole che il prete e la moglie facessero one shot one kill e che, di conseguenza,  tutte le volte che andavano in calore, lei era costretta a sfornarne il frutto.

Forse per questo, sovente, la moglie del prete risulta assai mostruosa agli occhi del marito. Giusto per non dover sperimentare per la sedicesima volta la deformazione delle carni dovuta al  parto obbligatorio.

 

 

Ogni puntata, una paranoia nuova da affrontare, col piglio di chi vota Donald Trump e riesce anche a guardarsi allo specchio. Una volta può essere il figlio che ruba, un’altra volta la figlia diventata zoccola oppure i gemelli sodomiti. Le robe normali delle famiglie americane degli anni ’90 che vivono con la morale degli anni ’60.

Chiaro che poi i figli esplodono e fanno le robe peccaminose, tipo fumarsi gli spinelli. È ormai entrato nella leggenda questo video che smonta e rimonta una puntata di quelle più ansia dello show, in cui il prete trova una canna e deve capire chi è il figlio chill out del branco.

 

 

Io Settimo Cielo non l’ho seguito per tutte le 11 stagioni (11? Poi uno non deve neanche bestemmiare), quindi non so cosa succede alla fine. Ho sempre sperato in un finale thriller in cui il prete perde la fede e inizia a molestare i bambini, lasciando di fatto liberi figli e moglie di poterlo ripudiare e finalmente farsi i cazzi propri.

Poi un giorno quel sogno è diventato realtà, ma anche troppo. Due anni fa infatti l’attore Stephen Collins, che interpreta il Reverendo, è stato sgamato dalle guardie per aver molestato le ragazzine negli anni ’70. Quando si dice la tv che imita la vita.

 

 corriere.it

 

Che schifo, eh? Di nuovo l’effetto Bill Cosby, cioè quello in cui un ricordo della tua adolescenza viene ricoperto di merda. Ma questo non è nemmeno il peggior trauma che riguarda la visione di Settimo Cielo.

È stato infatti molto difficile masturbarsi di fronte alle foto sexy dell’ormai cresciuta Jessica Biel (Mary Camden), senza evitare di visualizzare nella testa, la faccia tremenda dei due genitori del telefilm che mi guardavano e disapprovavano.

Sono stati momenti di profonda angoscia.

 

 piombo.com

 

La cosa che dicevo prima, senza ripeterla perché pare brutto, non si è però verificata quando a spogliarsi è stata la piccola Ruthie, ora diventata grande e un po’ monella. Anche lei, dopo essersi sorbita per tutta l’infanzia le prediche del padre / prete pedofilo, ha pensato bene di conquistarsi una nuova platea tra gli onanisti di tutto il mondo, mostrandosi mezza nuda e del tutto disinibita. Solo che io le vedo sempre il faccino di quando era bambina e la cosa mi provoca un acuto disagio.

Se in più ci mettete di nuovo l’incubo dei due genitori che mi guardano, addio.

 

 mackenzie-rosman.fr

 

Niente avvicina i giovani alla droga, alla promiscuità, alla malavita e allo psicologo come l’essere figli di un prete, e fin qui, niente da obiettare.

La visione da adulto delle repliche di Settimo Cielo è infatti più disturbante di quella del processo Pacciani.

 

 

Forse l’unico che si è salvato dallo scandalo è il cane di famiglia, Happy nella fiction e Happy nella realtà. Un dato terribilmente ironico per una famiglia fortemente religiosa, non trovate?

 

 

Un ultimo trauma: date un occhio alla foto qui sotto: ci sono la Biel e Beverley Mitchell, che interpretava Lucy, sua sorella più piccola, quella non esattamente bellissima che ad un certo punto, a causa di un solenne hangover degli sceneggiatori, finisce fidanzata con uno tipo Brad Pitt.

Ecco, nella vita vera, Beverley è un anno più vecchia di Jessica. Ve lo dicevo che c’era del satanico in questo telefilm.

 

 pintrest.com

 

Come tutte le cose marce, corrotte e perverse, non posso più farne a meno e non vedo l’ora di trovarlo in tv per riguardarlo, cadendo nel tunnel di quella droga chiamata retromania, per poi svegliarmi dal torpore a fine puntata con un solo pensiero in testa. Questo:

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
28,00 €

KIT "MI AMI Festival 2020"

KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >