Viaggi
di Simone Stefanini 25 giugno 2018

L’Orto Botanico dell’Università di Pisa è un luogo magico in cui scoprire la natura che diamo per scontata

Dal 1544 l’Orto Botanico di Pisa creato dal leggendario botanico Luca Ghini è parte dell’eredità di Cosimo I de’ Medici

L’Orto Botanico dell’Università di Pisa è un luogo perfetto per perdersi nell’arte e nella scienza della botanica. Al suo interno ci sono fontane, stagni, serre, giardini e una biblioteca, ma non solo. Durante una visita potreste rimanere colpiti da una delle più antiche serre con la struttura in ferro in Italia e dall’ex istituto di botanica, tutto ornato di conchiglie, in uso dal 1591 al 1595.

L’Orto Botanico dell’Università di Pisa è nato nel lontano 1543, in pieno Rinascimento, grazie alla volontà di Luca Ghini, medico e botanico di Imola e grazie alle finanze di Cosimo I de’ Medici. Si tratta del più antico Orto Botanico universitario al mondo ma, essendo stato creato in un luogo diverso da quello odierno rende l’Orto Botanico di Padova titolare del primato.

 

Di fatto, l’Orto Botanico era “l’ufficio” di Luca Ghini, un luogo magico in cui osservare e studiare le piante. Ghini è stato il primo a sperimentare l’essiccazione delle piante al fine di utilizzarle nell’attività didattica e a catalogarle negli erbari, così da conferire alle piante una sorta di carta d’identità. Per questo è ricordato come una leggenda nel campo della botanica.

 

Oggi nell’Orto Botanico pisano potete trovare 148 aiuole e gli antichi alberi di ginkgo biloba piantati nel 1787, in più un’impressionante collezione di piante acquatiche e tutte le meraviglie di cui sopra. Una tappa fondamentale è il Museo Botanico, in cui si conservano oggi la Quadreria, composta di ritratti seicenteschi di illustri botanici, il Portone monumentale dell’entrata alla Galleria e lo “Studiolo” per i semi dell’Orto botanico. Il Museo conserva inoltre oggetti legati all’insegnamento della botanica universitaria dalla fine del Settecento. Alcuni sono vere opere d’arte, come i modelli botanici in cera e in gesso e le tavole didattiche acquarellate (XIX sec.). Altre raccolte sono i campioni vegetali in vitro, la xiloteca, i modelli didattici, gli strumenti della botanica e le collezioni paleobotaniche. Infine, il Museo conserva gli Erbari, insostituibili strumenti di lavoro per i ricercatori di tutto il mondo. Gli Erbari sono le collezioni attualmente più utilizzate. [fonte]

 

L’Orto offre l’ingresso gratuito a studenti, bambini e anziani, mentre ogni prima domenica del mese è aperto gratuitamente a tutti. Per tutte le informazioni, visitate il sito ufficiale.

 

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