Viaggi
di Camilla Campart 9 novembre 2018

Pàlcoda è una città fantasma abitata unicamente dalla natura

In provincia di Pordenone si trova Pàlcoda, un magico borgo abbandonato da circa un secolo.

Con il weekend alle porte il nostro consiglio verte sulla città fantasma di Pàlcoda in provincia di Pordenone. Completamente foderata di verde, è stato abbandonata a se stessa per quasi un secolo.

Foto di Alessio Milan it.wikipedia.org Foto di Alessio Milan

Un sentiero percorribile solo a piedi, pensato apposta per voi guerrieri, conduce al borghetto dimenticato nelle colline del Friuli-Venezia Giulia. Uno scenario bucolico giustificherà il vostro immenso sforzo non preoccupatevi. Dopodiché spazio all’immaginazione, un bel trip su come potesse essere la città in fiore guardandola adesso totalmente fusa con la natura del posto.

150 abitanti nel XVII secolo, probabilmente ci si conosceva tutti. La principale fonte di reddito? I cappelli, così dopo la prima guerra mondiale si sono verificati i primi intoppi. Crisi economica del dopoguerra, niente più richiesta di cappelli, un lento abbandono di Pàlcoda che nel 1923 ha salutato definitivamente i suoi abitanti. Le case sono diventate poi un rifugio durante la seconda guerra mondiale.

Foto di Alessio Milan www.flickr.com Foto di Alessio Milan

Chi davvero ha popolato ciò che è rimasto di Pàlcoda per tutto questo tempo è stata la natura, una natura a cui senz’altro dovrete pagare il biglietto d’ingresso se deciderete di andare alla scoperta di questo magico posticino. I resti delle abitazioni rivestiti e riarredati con una morbosissima vegetazione si fondono con la vecchia chiesa ristrutturata nel 2011, aperta ai più impiccioni, all’insegna di un’affascinante contraddizione.

Foto di Alessio Milan commons.wikimedia.org Foto di Alessio Milan

Non sprecate tempo prezioso e correte ad acchiappare indicazioni su come raggiungere Pàlcoda su SentieriNatura, senza dimenticare che là intorno si trova anche un altro villaggio abbandonato, Tamar, che merita di essere conosciuto (ma questa è un’altra storia).

Immagine in evidenza di Alessio Milan – Wikipedia.

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