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di Elisabetta Limone 2 Novembre 2020

Questo sarà ricordato come il secolo dei social network

Nati, in realtà, tutti nell’ultimo decennio e oggi protagonisti indiscussi della quotidianità. E del mondo. Facebook, Instagram, Whatsapp, Snapchat, Twitter, hanno letteralmente cambiato la percezione del reale, i modi di interagire, le relazioni, le abitudini. Ed hanno conquistato anche e soprattutto porzioni importanti di business online: dalla comunicazione alla creazione di lavori che dieci anni fa, senza social, erano impensabili e difatti non esistevano. Tutto è social, tutto è influenzato dalle dinamiche delle reti senza confini. “Una rivoluzione culturale e interconnessa – commentano gli esperti di GamingInsidercapace di mutare il ruolo dell’essere umano nel mondo”.

Intanto, le ultime, parlano dell’esplosione dei social connessi al mondo del gioco. Gli MMO, a questo punto, hanno preso il posto che prima spettava ad altri dispositivi. Si tratta dei Massive Multiplayer Online, ovverosia i giochi in community che si giocano via web. Tra questi spiccano senza dubbio Fortnite (350 milioni di utenti connessi allo stesso tempo), Warzone (della celebre saga di Call of Duty), un titolo online da oltre cinquanta milioni di utenti in meno di un mese a cavallo di marzo ed aprile. Perché giochi e social vanno così d’accordo? E dove possono ancora arrivare?

Prospettive future

Di questi passi, entro un altro decennio, tutte le persone potranno essere socializzate nei mondi virtuali creati dai videogiochi su piattaforme come Instagram, Twitter e il nuovo, quanto quotato, TikTok. Divertirsi giocando in comunità con amici e conoscenti, una cosa oggi a portata di mano e destinata a diventare ancora più semplice e comune. Gli eventi all’interno dei virtual worlds sono destinati a crescere in popolarità. Non è un caso che più di 12,3 milioni di persone abbiano preso parte ad un concerto su Fortnite con Travis Scott. Intanto l’industria tutta cresce. In un anno, lo scorso, ben 2,5 miliardi di persone si sono ritrovate nella categoria dei gamer, con un mercato che ha toccato 159,3 miliardi di euro. Negli USA il settore cresce più di tutti: nel 2019 +9,3%.  Tutti i target hanno visto una crescita significativa. Intanto emerge con tutta chiarezza che socializzare nei videogiochi, ormai, è un presupposto.

I social nei videogiochi

L’aspetto fondamentale dei giochi online, oggi, è quello della socializzazione. Se prima il giocatore era il lupo solitario e senza una vita, oggi ha assunto un vero e proprio ruolo sociale oltre che lavorativo” – sottolineano ancora da Gaminginsider. Parole confermate dal fatto che i giocatori oggi interagiscono, condividono un codice di condotta comune, allestiscono team per sfide o eventuali battaglie e spesso rompono lo schermo creando occasioni di dialogo e conversazioni più approfonditi. Va da sé che i principali social network abbiano deciso di integrare le proprie funzioni in maniera più approfondita. In questo senso va il progetto Facebook Gaming. Videogiochi sempre più virali, per motivi tecnici e culturali ovviamente. Oggi come oggi le maggiori innovazioni hardware e software permettono di pensare in grande, le nuove tecnologie fanno il resto e soprattutto migliorano anno dopo anno. Entrano in gioco poi aspetti culturali: i Millennials, soprattutto, risultano essere maggiormente in confidenza con le virtual room e più in generale con il concetto di “rete”. Ancora: la ormai ovunque diffusa rete internet consente connessioni rapidi e veloci ad un numero sempre più crescente di utenti. Infine, quantomeno nell’ultimo anno, il Covid-19 e le varie quarantene hanno dato spinte ulteriori, finanche insperate al settore. E le stime, per il futuro, parlano di vero e proprio boom. Per una moda che no, stavolta non passerà. Ed anzi andrà sempre più evolvendosi.

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