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di Luca Pakarov 2 Novembre 2015

Fenomeni di YouTube: intervista al Pancio, l’uomo da dieci milioni di views

Da sconosciuto a un milione di fan, in un anno. Ma non chiamatelo YouTuber.

pancio-youtuber-foto

 

Secondo Forbes lo YouTuber svedese PewDiePie, con i suoi video guadagna, buon per lui, 12 milioni di dollari l’anno. Se il timido voyeurista dell’ultima commedia all’italiana si è tramutato nell’affamato amateur di Porntube, gli YouTubers possono essere pensati come l’evoluzione dei registi di filmini Super 8 degli anni ’60. Ciò che accomuna l’uno e gli altri è l’espressione casareccia, libera, senza base di censo, ideologia e scuola frequentata. Immagini cioè che partono dagli stessi blocchi di partenza.

La storia di Andrea Panciroli, in arte Il Pancio, trentenne di origini calabresi, è indicativa. In un anno, da perfetto sconosciuto è diventato un personaggio sbarcato in America. Capiamoci, personaggio da un milione di like, approdato negli Usa attraverso i colossi dei video virali The LAD Bible e The Best Vines, attraverso la rete. Il Pancio con sketch sui vezzi della società virtuale, parodie di canzoni e le mostruosità dell’italiano medio, ha un reach di 10 milioni di visualizzazioni al mese. Quasi a ricordarci che la commedia all’italiana degli anni ‘80, pure nei casi di snobismo più ortodosso, continua a rappresentarci.

 

 

So che hai un bar, vivi a Reggio Emilia e hai avuto una figlia da poco. La parabola della tua ascesa negli Usa probabilmente ti avrebbe garantito proposte di lavoro nello spettacolo. A te, cos’è successo

Proposte di lavoro me ne sono arrivate, anche da televisioni nazionali, ma per ora preferisco restare al mio posto. È iniziata nel modo più semplice, raccontando barzellette nel mio bar ma sarebbe ipocrita dire che lo faccia solo per la gloria. C’è il suo ritorno economico, mi hanno chiamato per spettacoli in american bar, discoteche e piazze, ma la vivo come una cosa temporanea, mai come un lavoro effettivo. Insomma continuo ad alzarmi alle 7,30 del mattino, portare mio figlia all’asilo e fino alle 3 di pomeriggio penso ai video. Alle 5 inizio a lavorare veramente, al bar. 

Non deve essere semplice passare dal soggiorno di casa alla piazza…
È uno spettacolo che sto affinando. Purtroppo, anche se mi sarebbe piaciuto, non ho potuto studiare recitazione avendo iniziato a lavorare a 16 anni. Sono autodidatta, qualche spunto l’ho avuto quando facevo l’animatore nei villaggi, ma niente di più.

Hai un’idea di chi sia uno YouTuber?
Lo YouTuber è una forma arcaica per catalogare chi fa video su internet. È come se un telecronista dicesse che, chiunque ha a che fare con il calcio, è un calciatore. C’è l’attaccante, l’allenatore, il massaggiatore. Inoltre, i ragazzini che col loro pc in camera sfondano in rete, sono una favola. Non funziona così, a un certo punto si incontrano persone che ti danno una mano. Ho però il dubbio che questa imprecisione sia voluta, il mondo della televisione sta percependo che la TV conta sempre meno e allora si generalizza, lasciando nel vago e confondendo.

 

il-pancio YouTube - Il logo del Pancio

 

E a te chi t’aiuta?
Per esempio ora per i testi mi avvalgo della collaborazione di Maurizio Valente, l’autore di Angelo Duro e di Frank Matano. Il montaggio lo faccio io perché ho la passione di costruirmelo da solo. Chi inizia a fare certi numeri viene intercettato da professionisti, le agenzie che una volta si occupavano dei tronisti investono su queste nuove figure uscite dal web. D’altronde alcuni compiono il percorso inverso, come le troniste che ora fanno le fashion blogger…

In effetti non mi aspettavo un tuo ufficio stampa e un’agenzia…
Io ho scelto un’agenzia di comici, la Ridens, perché la mia ambizione è fare il comico…

Eppure fra i tuoi fan ci sono molti della scena rap, hai girato video con Guè Pequeno e con Clementino, ti credevo lanciato nella musica…
No no, io al massimo parodio quelli veri! Oh, poi non si sa mai, ma per certe cose ci vuole un tipo di professionalità. Mi interessa questa nuova comicità, quella del nonsense alla Maccio Capatonda… qualcuno la giudica volgare, ma io credo rispecchi molto la nostra società.

 

 

La cosa che caratterizza i tuoi video è la spontaneità. Si può veramente mantenere naturalezza con 10milioni di persone che ti guardano?
Sì, sicuramente. Se non sei naturale il web ti disintegra anche perché, a differenza della TV che subisci passivamente, c’è sempre qualcuno che ha voglia di esprimere il proprio giudizio. È come se avessi un mirino sempre puntato.

Non hai pensato, all’inizio specialmente, di essere di cattivo gusto o di passare da coglione?
Sì, ma è così nella vita in generale. In Italia se ti riesce bene sei fortunato, se non va, non sei capace.

Nei tuoi video compaiono tua nonna, i tuoi amici e alla parlata calabrese hai aggiunto una “i” finale, come un segno di riconoscimento. Perché la gente ha cominciato ad apprezzarlo tanto?
Tante volte approfondisco un determinato pezzo a seconda dei feedback che ricevo. Se vedo che qualcosa piace, capisco che è la strada giusta. I miei sketch sono situazioni di vita quotidiana in cui le persone possono immedesimarsi, ma la forza resta nella rete: quando vuoi staccare la spina, essendo il web on demand, puoi farlo in ogni momento, magari per i due minuti di un mio video.

 

QUANDO I TUOI SCOPRONO CHE FUMI LE CANNE…QUANDO I TUOI SCOPRONO CHE FUMI LE CANNE…

Posted by Il Pancio on Domenica 4 ottobre 2015

 

Da quando sei entrato in questo ecosistema, c’è qualcosa che ti ha deluso, o hai preso qualche fregatura?
No. Il bello del web è che funzioni se sei bravo tu e non devi dire grazie a nessuno. La cosa che mi ha stupito è che, fra noi comici del web, c’è molto affiatamento. Ci si spalleggia come se fossimo una squadra contro la televisione, paradossalmente. 

Però non dirmi che disdegneresti la televisione…
Devo guardare nel mio piccolo. Ho trent’anni, una famiglia, la casa in affitto, il mio lavoro… Quello che mi è capitato già mi pare troppo. Chiaramente, se dovessi fare altro, deve essere step by step, altrimenti rischierei di fare figure di merda, perdendo le persone che finora mi hanno conosciuto in un certo modo e appoggiato. Al limite ora potrei fare le pulizie negli studi di Mediaset.

Sembri sempre ben disposto, non c’è qualcosa che ti faccia incazzare particolarmente?
Ma no, la vita è talmente tanto breve che non ho tempo per incazzarmi.

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